L'onda dell'IA spinge i chip di memoria nel club da mille miliardi
SK Hynix e Micron Technology, sospinte dalla domanda di memoria per l'intelligenza artificiale, hanno superato la soglia dei mille miliardi di dollari di capitalizzazione, ridisegnando la mappa del potere tecnologico.

In pochi giorni, due produttori di chip di memoria si sono affacciati su un territorio un tempo riservato a colossi come Apple o Microsoft: il «club del trilione» di dollari in Borsa. Prima la sudcoreana SK Hynix, poi la statunitense Micron Technology, hanno varcato la soglia, spinte da una domanda di semiconduttori per l'intelligenza artificiale che non accenna a rallentare. La capitalizzazione di SK Hynix ha toccato un record di 150 trilioni di won, mentre Micron ha bruciato la distanza dai 500 miliardi al trilione in appena 48 giorni, un ritmo più rapido di quello tenuto in passato da Meta, Amazon o Tesla.
Dietro la fiammata c'è la fame di chip di memoria ad alta larghezza di banda (HBM), indispensabili per addestrare e far funzionare modelli di IA sempre più complessi. Nell'ottica di Seul, il sorpasso di SK Hynix – già fornitore privilegiato di Nvidia – consolida un ecosistema nazionale che vede anche Samsung Electronics entrata nel club a inizio maggio. L'indice Kospi, spinto dal comparto dei chip, ha segnato nuovi massimi, mentre a Tokyo il Nikkei ha guadagnato oltre il 70% in un anno. La filiera asiatica, con Taiwan Semiconductor Manufacturing e Broadcom stabilmente sopra i duemila miliardi, sta ridisegnando la geografia del valore tecnologico.
A Wall Street l'euforia ha contagiato l'intero comparto: il Nasdaq-100 ha infranto per la prima volta quota 30.000 punti. Secondo gli analisti di Bruxelles, l'onda lunga ha raggiunto anche l'Europa, con i titoli tedeschi dei semiconduttori che hanno agganciato il rally, confermando come il boom dell'IA non sia più un fenomeno limitato a Silicon Valley e Asia orientale, ma un vettore di crescita per le piazze finanziarie di tutto l'Occidente.
La repentina ascesa solleva però interrogativi sulla sostenibilità. Nell'analisi di Tel Aviv si segnala che ben sei delle diciassette società che compongono oggi il club del trilione sono aziende di chip – una concentrazione che non ha precedenti. L'ingresso di Micron, secondo alcuni osservatori, potrebbe rappresentare un punto di svolta, segnando l'inizio di un'era in cui l'ingresso nel club sarà più frequente grazie all'IA. Resta da vedere se la corsa troverà un equilibrio o se l'intreccio tra valutazioni stellari e aspettative tecnologiche finirà per amplificare le oscillazioni di un mercato sempre più dipendente da pochi produttori di memoria.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
L'euforia per l'intelligenza artificiale ha portato a una corsa senza precedenti nel mercato dei semiconduttori, spingendo Micron e SK Hynix a superare la soglia dei mille miliardi di dollari di capitalizzazione. La domanda esplosiva di memorie per l'IA alimenta valutazioni record, in un rally che ricorda le fasi più febbrili della bolla tecnologica.
L'impennata dei titoli dei chip sta trascinando al rialzo gli indici globali, con benefici anche per i produttori tedeschi di semiconduttori. L'ondata dell'intelligenza artificiale si riflette nei nuovi massimi del Nasdaq e delle borse asiatiche, in un movimento di mercato ampio ma descritto con toni misurati.
L'ingresso massiccio dei titoli dei chip nel club dei trilioni solleva interrogativi sulla tenuta della corsa. Con sei aziende di semiconduttori su diciassette membri, si inizia a valutare se il rally abbia ancora carburante o se si avvicini a un punto di esaurimento. Lo sguardo critico si estende anche alle implicazioni per il mercato israeliano.
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