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L'amara confessione di Jill Biden: «Temevo un ictus per Joe»

L'ex first lady rivela lo sgomento per la performance del marito nel dibattito del 2024: un momento che cambiò la campagna elettorale e scosse le cancellerie europee.

Politica6 testate5 lingue2 min letturaAgg. 03:58

Per la prima volta, Jill Biden rompe il silenzio su quelle immagini che fecero il giro del mondo. In un'intervista a CBS News, l'ex first lady ha confessato di aver pensato che il marito stesse avendo un ictus durante il fatidico dibattito televisivo del giugno 2024 contro Donald Trump. «Ero terrorizzata – ha dichiarato – perché non avevo mai visto Joe in quello stato né prima né dopo. In quel momento ho pensato: “Oh mio Dio, ha un ictus”». Parole che gettano una luce cruda sull'uomo più potente del mondo, all'epoca ottantunenne, apparso confuso, con lo sguardo perso e la voce impastata per novanta minuti che segnarono il destino della corsa presidenziale.

L'episodio è ormai consegnato alla storia politica americana come l'inizio della fine della campagna di rielezione di Joe Biden. Subito dopo quel dibattito, Jill Biden aveva difeso pubblicamente il marito, elogiandone la prestanza. Oggi, a distanza di mesi, mentre promuove le sue memorie, il racconto cambia radicalmente. La stampa europea – da Parigi a Berlino – ha ripreso con preoccupazione le sue dichiarazioni, leggendovi la conferma di un declino fisico che la Casa Bianca aveva a lungo minimizzato. Per gli analisti del Vecchio Continente, l'ammissione della consorte non fa che rafforzare i dubbi su come la salute dei leader possa condizionare la stabilità delle alleanze transatlantiche.

L'eco della confessione è arrivata fin sulle pagine di Mosca, dove il quotidiano Vedomosti ha interpretato l'episodio come un sintomo delle fragilità dell'establishment liberal americano. Nella narrazione russa, la débâcle di Biden confermerebbe l'inaffidabilità della leadership statunitense, già messa a dura prova dalle divisioni interne. Intanto, il ricordo di quei momenti convulsi ha innescato un coro di critiche tra i democratici, che accusano lo staff presidenziale di aver nascosto per troppo tempo le reali condizioni del presidente, favorendo la successiva vittoria di Trump.

Al di là della cronaca personale, la rivelazione di Jill Biden assume i contorni di un monito per le democrazie occidentali. Il dibattito sull'età dei leader non è più un tabù e, da Roma a Bruxelles, cresce la consapevolezza che i meccanismi di trasparenza sulla salute dei capi di Stato vadano ripensati. Mentre gli Stati Uniti si interrogano sul proprio futuro politico, l'Europa osserva con il timore di chi sa che il benessere dell'alleanza atlantica dipende anche dalla lucidità di chi siede nello Studio Ovale.

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Vedomosti
Le Temps
Süddeutsche Zeitung (SZ)
El Financiero
The Independent
Tages-Anzeiger