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L'alleanza Five Eyes avverte: lo spionaggio cinese si nasconde dietro false offerte di lavoro

Un allarme senza precedenti dei servizi di intelligence di Usa, Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda denuncia il reclutamento online di funzionari con accesso a segreti governativi da parte degli agenti di Pechino.

Geopolitica8 testate3 lingue3 min letturaAgg. 10:06

I servizi di sicurezza dell’alleanza “Five Eyes” — che riunisce Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda — hanno lanciato un allarme congiunto senza precedenti. In un rapporto intitolato “Safeguarding Our Secrets”, le agenzie di intelligence denunciano una vasta campagna di spionaggio condotta dai servizi militari cinesi attraverso piattaforme di reclutamento professionale come LinkedIn, Indeed e Upwork. L’obiettivo, si legge nel documento, è avvicinare e cooptare cittadini dei Paesi alleati con accesso a informazioni riservate, sfruttando la crescente digitalizzazione dei contatti professionali.

La tecnica messa in atto, spiegano gli analisti, segue un copione collaudato. Agenti cinesi si fingono rappresentanti di società di consulenza private o think tank, pubblicano annunci per ruoli fittizi — analisti di strategia militare, esperti di politica estera — e selezionano i candidati in base al loro curriculum e ai possibili legami con ambienti governativi. Dopo un primo approccio su piattaforme pubbliche, i colloqui si spostano su canali criptati come Telegram, dove, gradualmente, ai malcapitati vengono richieste informazioni non pubbliche, talvolta in cambio di compensi inizialmente legati a incarichi di ricerca apparentemente innocui. È un meccanismo a più stadi che rende difficile distinguere un’offerta genuina da una trappola.

L’avvertimento assume toni diversi a seconda del quadrante geografico. A Londra, l’MI5 ha indirizzato un messaggio diretto ai funzionari britannici, sottolineando il pericolo per chiunque detenga privilegi di accesso a dati sensibili. Oltreoceano, il Canadian Security Intelligence Service ha ribadito che il Canada non è immune, puntando il dito contro il modus operandi cinese. Nell’area Asia-Pacifico, la notizia trova eco sui media di Hong Kong, che evidenziano il ruolo centrale di LinkedIn come terreno di caccia. Secondo fonti diplomatiche a Bruxelles, anche l’Europa continentale — Italia inclusa — deve considerarsi potenzialmente vulnerabile: le stesse piattaforme sono diffusissime nel Vecchio Continente, e settori strategici come la difesa, l’aerospazio e la tecnologia rappresentano bersagli appetibili.

La scelta dei Five Eyes di rompere gli schemi e diffondere un’allerta pubblica congiunta riflette una strategia di deterrenza trasparente, ma anche la consapevolezza che lo spionaggio economico e militare sta migrando verso il digitale a costi ridotti. Per l’Italia, storicamente consapevole dei rischi di ingerenza straniera ma spesso meno attrezzata sul fronte cyber, l’episodio è un campanello d’allarme. Gli esperti suggeriscono che le aziende e le istituzioni pubbliche debbano rafforzare la formazione del personale sui rischi del social engineering e monitorare con più attenzione le interazioni su piattaforme professionali. In un clima geopolitico sempre più teso, la trasparenza delle reti professionali si trasforma in una vulnerabilità che richiede nuove contromisure.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa atlantica / anglosfera/ sicurezzaallarmeurgenzaindignazione

La narrazione atlantica denuncia un'operazione sistematica dei servizi militari cinesi che sfruttano LinkedIn e altre piattaforme professionali per agganciare personale governativo e militare, minacciando direttamente i segreti nazionali. L'allarme, presentato come un avviso congiunto senza precedenti dei Cinque Occhi, invita a una vigilanza estrema contro questa insidiosa tecnica di reclutamento.

Stampa giapponese-coreanaallarmeurgenza

Il blocco nippo-coreano inquadra la vicenda come un allarme sicurezza lanciato dall'alleanza Five Eyes, che evidenzia l'uso aggressivo di piattaforme di lavoro online da parte della Cina per spiare altre nazioni. Sottolinea il carattere eccezionale dell'avviso congiunto e la gravità della minaccia, mantenendo un tono tecnico e concentrato sulla protezione delle informazioni sensibili.

Stampa cinese/ statoscetticismovittimismo

I media statali cinesi liquidano l'allarme dei Cinque Occhi come l'ennesima campagna diffamatoria infondata che gonfia la 'minaccia cinese', dipingendo Pechino come vittima dei tentativi occidentali di stigmatizzarne l'ascesa tecnologica. Mettendo in dubbio le prove e i moventi, la narrazione suggerisce che si tratti di una manovra politica per contenere la Cina e giustificare poteri di sorveglianza più estesi.

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8 testate · 3 lingue · finestra 24 ore

South China Morning Post (SCMP)4 giu, 03:26
Le Devoir4 giu, 09:38
Storm Media4 giu, 09:36
The Japan Times4 giu, 04:28
The Independent4 giu, 09:37
The Washington Post3 giu, 22:24
Australian Financial Review (AFR)4 giu, 03:27
TechNews4 giu, 05:29