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Kim Jong-un schiera l’intelligenza artificiale: la Corea del Nord testa missili di precisione

Pyongyang ha sperimentato per la prima volta missili da crociera con guida basata sull’IA, capaci di colpire a cento chilometri con precisione estrema. Un salto qualitativo che accorcia le distanze con Seul.

Tecnologia5 testate5 lingue3 min letturaAgg. 04:19

L’accelerazione è inequivocabile. La Corea del Nord ha confermato di aver testato, per la prima volta, missili da crociera tattici dotati di sistemi di guida basati sull’intelligenza artificiale. L’annuncio, diffuso dall’agenzia statale KCNA, descrive un’esercitazione combinata che ha visto il lancio di missili balistici a corto raggio, razzi d’artiglieria a lungo raggio e, appunto, questi nuovi ordigni ‘intelligenti’. A supervisionare l’intera operazione, dalla provincia del Phyongan settentrionale, c’era il leader Kim Jong-un, che ha disposto l’immediato dispiegamento dei sistemi presso le unità di prima linea schierate lungo il confine con la Corea del Sud.

La novità più inquietante è l’integrazione dell’IA nella navigazione: i missili utilizzano un sistema di guida adattiva che sfrutta le irregolarità del terreno per correggere la rotta, raggiungendo bersagli fino a cento chilometri di distanza con una precisione definita ‘straordinaria’ dai media di Pyongyang. Il raggio copre interamente l’area metropolitana di Seul, una minaccia esplicita che la retorica ufficiale nordcoreana non si cura di nascondere. Secondo gli analisti della difesa occidentali, non si tratta di semplici test propagandistici: l’impiego dell’intelligenza artificiale in sistemi d’arma che possono montare testate nucleari tattiche — come confermato anche da una parte della stampa internazionale — rappresenta un salto tecnologico significativo, che riduce i tempi di reazione e rende più ardua l’intercettazione.

Dal punto di vista di Bruxelles, l’evento rientra in un quadro più ampio di escalation che coinvolge attori sempre più interconnessi. La simultanea presenza di missili balistici, razzi d’artiglieria e cruise missiles con IA si inserisce nel piano quinquennale di modernizzazione delle forze armate nordcoreane, avviato nel 2021 e giunto ormai alla fase di dispiegamento operativo. Non è un dettaglio: la stessa tecnologia di navigazione adattiva interessa gli osservatori mediorientali, che vedono in questi sviluppi un potenziale modello per i programmi missilistici di Teheran, storicamente legata a Pyongyang da cooperazione tecnico-militare.

Da Mosca, l’esperimento viene letto come un adattamento alla ‘guerra moderna’, con sistemi di lancio automatizzati e una maggiore efficacia bellica. In questo senso, la Corea del Nord sta trasformando la dottrina del proprio deterrente: da minaccia statica a strumento agile, capace di colpire con chirurgia le retrovie nemiche. Per l’Italia e l’Europa, la posta in gioco non è lontana. Ogni escalation nella penisola coreana rischia di innescare reazioni a catena che coinvolgono gli Stati Uniti e, indirettamente, la NATO, in uno scacchiere globale sempre più intrecciato. La vera incognita è se l’Occidente saprà leggere questi test non come ennesima provocazione isolata, ma come la spia di una trasformazione irreversibile della guerra moderna.

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