Andrea, il castello gratis e gli affitti segreti: la nuova ombra sulla monarchia
L'ex principe incassava affitti da tre cottage mentre viveva a sbafo a Windsor; le figlie alloggiate a spese di re Carlo, rivela il rapporto del National Audit Office.

Il rapporto del National Audit Office ha squarciato il velo sugli affitti segreti di Andrew Mountbatten-Windsor. Per oltre vent’anni, l’ex principe Andrea ha subaffittato tre cottage all’interno della tenuta di Royal Lodge, dove risiedeva pagando un canone simbolico, il cosiddetto “peppercorn rent”. Secondo le stime di un perito immobiliare, l’operazione poteva fruttargli fino a 180mila sterline l’anno, sfruttando il prestigio e la sicurezza della residenza reale. Non solo: il documento contabile svela che re Carlo III paga di tasca propria l’affitto degli appartamenti di palazzo occupati dalle figlie di Andrea, le principesse Beatrice ed Eugenie, nonostante non siano membri attivi della famiglia reale.
La reazione politica non si è fatta attendere. La deputata laburista Rachael Maskell ha bollato l’accordo come “scandaloso”, sostenendo che ogni reddito avrebbe dovuto confluire al Crown Estate, l’ente che gestisce i beni della Corona. L’ex ministro liberaldemocratico Norman Baker ha parlato di sfruttamento di risorse pubbliche. Il rapporto, sollecitato dalla commissione parlamentare per la spesa pubblica, arriva mentre l’opinione pubblica britannica è già scossa dagli scandali legati al principe caduto in disgrazia per i suoi legami con Jeffrey Epstein. Seppur consentito dal contratto di locazione, il meccanismo appare a molti un ulteriore segno dell’opacità che circonda le finanze reali.
Oltremanica e nel resto d’Europa, il caso ha acceso il dibattito sull’immunità finanziaria delle monarchie. La stampa tedesca e svizzera sottolinea la contraddizione tra i privilegi della famiglia reale e le crescenti richieste di trasparenza, mentre in Italia, dove il gossip reale si mescola al rigore istituzionale, il rapporto è stato accolto come l’ennesima ombra su una monarchia già provata. Dalle colonne dei quotidiani asiatici traspare invece un certo stupore per un sistema che permette a un singolo di lucrare su proprietà pubbliche. Il dettaglio che Andrea affittasse i cottage a personale in servizio o in pensione, come rivelato da fonti di palazzo, non ha spento le polemiche.
Si tratta del primo rapporto approfondito sulle residenze reali degli ultimi vent’anni, e segnala un cambio di passo verso la responsabilità. Eppure, le rivelazioni potrebbero accelerare l’inchiesta parlamentare e alimentare le voci repubblicane, specialmente nei reami del Commonwealth come l’Australia, dove la Corona è già sotto esame. Per re Carlo, l’ennesima spina nel fianco mentre tenta di modernizzare l’istituzione: il sostegno finanziario alle nipoti, se da un lato umanizza il sovrano, dall’altro apre interrogativi sulla gestione delle risorse dinastiche. La vicenda rischia di oscurare gli sforzi di immagine in un momento delicato per la monarchia britannica.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
L'ex principe Andrea ha ricavato denaro subaffittando tre cottage nella tenuta dove risiedeva gratuitamente da oltre vent'anni, rivela un rapporto del National Audit Office. La revisione indica anche che le sue figlie vivono in alloggi reali a canone calmierato finanziati da Re Carlo.
L'ex principe Andrea è stato colto a subaffittare cottage nella tenuta reale dove viveva senza pagare affitto. Nuove ombre sulla monarchia: il fratello del re incassava redditi occulti mentre occupava una residenza di lusso a spese pubbliche.
Il fratello caduto in disgrazia di Re Carlo ha incassato redditi da tre cottage mentre godeva di un affitto simbolico per la Royal Lodge, secondo un rapporto di controllo della spesa pubblica. L'indagine, resa pubblica prima di un'inchiesta parlamentare, solleva interrogativi sulla trasparenza e la gestione delle proprietà reali.
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