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Il Niño 2026 incombe: allerta globale per siccità, incendi e caro-cacao

Probabilità oltre l'80% di un evento forte o molto forte. Siccità in Amazzonia, Africa e un balzo dei prezzi del cacao. I governi alzano le difese.

Energia e Clima4 testate2 lingue2 min letturaAgg. 21:42

Con una probabilità che sfiora il 90 per cento, il Niño si prepara a irrompere nel 2026 con un'intensità che gli esperti definiscono forte o addirittura «extrafuerte». A lanciare l'allarme sono i centri di monitoraggio climatico sudamericani, in particolare il Cemaden brasiliano, che in un rapporto governativo stima al 70 per cento la probabilità di un evento di categoria forte o molto forte nella seconda metà dell'anno. Le proiezioni a più lungo termine parlano addirittura di un 96 per cento di probabilità tra dicembre e febbraio, secondo analisi che circolano negli ambienti scientifici della regione.

L'epicentro degli impatti si concentrerà con ogni probabilità sull'America meridionale, dove Brasile, Colombia e Venezuela figurano tra i territori più esposti a siccità prolungate. La foresta amazzonica, già provata da deforestazione e incendi, potrebbe vivere mesi di deficit pluviometrico severo. Per la Colombia, il campanello d'allarme è suonato anche per l'agricoltura: la Federación Nacional de Arroceros ha diffuso una guida d'emergenza per i coltivatori di riso, paventando riduzioni di precipitazioni, picchi di temperatura e cali di resa. In Africa, paesi come Sudafrica, Namibia e Botswana si attendono stagioni secche, con ripercussioni sulla sicurezza alimentare.

Ma il Niño non porta solo siccità. Le correnti atmosferiche alterate scompigliano il clima a scala globale, con precipitazioni torrenziali in altre aree del continente sudamericano e un aumento del rischio di disastri naturali. Il governo brasiliano ha istituito una «sala di situazione» per coordinare le risposte a incendi, ondate di calore e tempeste. Anche i mercati delle materie prime tremano: gli analisti prevedono che il prezzo del cacao, già sotto pressione, potrebbe risentire delle condizioni meteo estreme, con effetti sui consumatori di tutto il mondo, Italia compresa.

Di fronte a uno scenario di tale portata, la preparazione diventa cruciale. Mentre i governi sudamericani studiano piani di emergenza, l'Unione europea osserva con attenzione le evoluzioni del Pacifico equatoriale, consapevole che un Niño violento può influenzare i regimi pluviometrici del Mediterraneo e le produzioni agricole del continente. La comunità scientifica invita a non sottovalutare l'effetto combinato del cambiamento climatico antropico, che esalta la frequenza e l'intensità di questi fenomeni. Il 2026 potrebbe diventare un anno di svolta nella percezione globale della crisi climatica.

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La Opinión7 giu, 18:05
Noticias Argentinas (NA)7 giu, 13:33
CNN Brasil7 giu, 09:24
UOL7 giu, 13:33