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Il capo militare Usa a Caracas mentre Delcy Rodríguez cerca petrolio a Nuova Delhi

La visita a sorpresa del generale Dan Caine, a cinque mesi dalla cattura di Maduro, conferma il tutoraggio di Washington. Intanto, la presidente incaricata è in India per rilanciare l’export di greggio.

Geopolitica6 testate5 lingue2 min letturaAgg. 06:54

Il generale Dan Caine, capo dello Stato Maggiore Congiunto degli Stati Uniti, è arrivato a sorpresa a Caracas mercoledì, in quella che rappresenta la visita di più alto livello militare americano in Venezuela da quando, lo scorso 3 gennaio, un bombardamento statunitense seguito dall’operazione “Resolución Absoluta” portò alla cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores. Caine, che aveva illustrato i dettagli di quell’attacco, ha incontrato i vertici del governo interinale venezuelano, mentre la presidente incaricata Delcy Rodríguez si trovava in viaggio ufficiale in India.

La missione, tenuta inizialmente segreta, conferma il perdurare di una sorta di tutoraggio militare di Washington sul nuovo esecutivo di Caracas. Come dichiarato dal portavoce Joe Holstid, gli Stati Uniti restano “impegnati per un Venezuela stabile, prospero e democratico, alleato con Washington”. Caine ha visitato anche la base di sicurezza dei Marine presso l’ambasciata, ringraziando i militari e ribadendo il ruolo delle forze congiunte nel garantire l’attuazione del piano americano per il Venezuela. Da gennaio, la nuova amministrazione ha progressivamente allentato le sanzioni, mentre Caracas ha avviato alcune riforme interne.

Sul versante opposto del globo, la presidente incaricata Delcy Rodríguez ha avviato una visita di cinque giorni in India, con l’obiettivo di rilanciare le esportazioni di petrolio verso il terzo importatore mondiale di greggio. Nuova Delhi, che ha accolto Rodríguez con gli onori della “carpet welcome”, cerca di compensare le interruzioni di forniture legate alla crisi mediorientale intensificando gli acquisti di crudo venezuelano. Rodríguez ha definito l’agenda “molto produttiva” e punta a discutere cooperazione per rispondere ai bisogni più urgenti della popolazione, incontrando il premier Narendra Modi.

La contemporaneità delle due missioni illumina la duplice natura della transizione post-Maduro: da un lato, una supervisione politica e militare a stelle e strisce che non sembra destinata a ridursi rapidamente; dall’altro, una proiezione economica verso potenze non occidentali come l’India, cruciale per la sopravvivenza finanziaria del paese. Secondo analisti di Bruxelles, un Venezuela più stabile potrebbe contribuire a calmierare i mercati energetici globali, anche se le imprese europee rimangono prudenti per i rischi legali residui. Per l’Italia, legata storicamente a Caracas tramite la presenza di Eni, la riapertura rappresenta una potenziale opportunità, ma solo quando il quadro sanzionatorio sarà completamente chiarito. La sfida per il governo Rodríguez sarà conciliare le aspettative di Washington con la ricerca di un sostegno internazionale più ampio.

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Il più alto ufficiale militare statunitense si reca a Caracas per favorire la normalizzazione delle relazioni bilaterali, a cinque mesi dalla cattura di Nicolás Maduro. L’incontro con il governo transitorio venezuelano avviene mentre si lavora al pieno ripristino dei legami diplomatici, segnando un passo verso la stabilità e la cooperazione.

Stampa europea continentale/ mediterraneaindignazioneallarmescetticismo

Il capo di stato maggiore congiunto USA è arrivato a Caracas a sorpresa per certificare la tutela che Washington esercita sulla presidenza ad interim di Delcy Rodríguez. La visita avviene mentre si aggrava una nuova crisi di prigionieri politici e a pochi mesi dal controverso rapimento di Maduro, realizzato con un’operazione militare che ha incluso un bombardamento improvviso. La presenza del massimo generale conferma la persistente supervisione militare sulla fragile transizione venezuelana.

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L’attenzione si sposta sulla visita della presidente ad interim Rodríguez in India, terzo importatore mondiale di greggio. L’incontro punta ad aumentare le esportazioni di petrolio venezuelano e a compensare le interruzioni di fornitura legate ai conflitti in Medio Oriente. La missione sottolinea l’urgenza economica e la diplomazia energetica che guidano le relazioni estere del Venezuela dopo il cambio di regime.

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