Houthi bloccano il Mar Rosso alle navi israeliane: escalation nel conflitto mediorientale
I ribelli yemeniti lanciano missili su Tel Aviv e impongono un divieto totale alla navigazione israeliana nello strategico passaggio, mentre si intensificano gli attacchi incrociati fra Iran e Stato ebraico. Una minaccia diretta agli scambi globali e all’approvvigionamento energetico europeo.

Le forze armate yemenite fedeli al movimento Houthi hanno annunciato lunedì un divieto completo e totale della navigazione israeliana nel Mar Rosso, accompagnato da un attacco missilistico contro obiettivi sensibili nell’area di Jaffa-Tel Aviv. Il portavoce militare, brigadiere generale Yahya Saree, ha dichiarato che “qualsiasi movimento dei sionisti sarà considerato un bersaglio militare” e che l’escalation verrà contrastata con un’ulteriore intensificazione delle operazioni. L’affondo arriva dopo mesi di attacchi sporadici contro navi giudicate legate a Israele e conferma la centralità del fronte marittimo che dallo Yemen controlla il collo di bottiglia di Bab al-Mandab, porta d’accesso meridionale al Canale di Suez.
La mossa si inserisce in un quadro regionale sempre più infuocato. Fonti iraniane e libanesi confermano che gli Houthi hanno agito in risposta alle “aggressioni israeliane” contro l’Iran, il Libano, Gaza e lo stesso Yemen. Secondo analisti di Bruxelles, l’operazione non sarebbe stata solo una rappresaglia per i raid israeliani su Teheran e Tabriz, ma anche un segnale di compattezza del cosiddetto “Asse della Resistenza” dopo le rinnovate tensioni fra Israele e l’Iran. L’agenzia iraniana Mehr News ha sottolineato che il divieto di navigazione è totale e immediato. Da parte israeliana, il Jerusalem Post ha riferito che l’attacco missilistico su centro Israele non ha provocato feriti, mentre fonti diplomatiche americane avrebbero esercitato pressioni su Benjamin Netanyahu affinché non reagisse all’offensiva iraniana, lasciando spazio alla diplomazia.
L’impatto su un’arteria vitale per il commercio globale è enorme. Dalla prospettiva italiana ed europea, il blocco minaccia di aggravare le già tese catene di approvvigionamento energetico: circa un terzo del petrolio e del gas naturale liquefatto destinato all’Europa transita per lo stretto di Bab al-Mandab e il Canale di Suez. Le testate indonesiane hanno evidenziato la portata simbolica e strategica della decisione, che estende le interdizioni marittime ben oltre i precedenti attacchi selettivi. Il consigliere iraniano Ali Akbar Velayati, citato da un quotidiano italiano, ha messo in guardia Israele da un “errore di calcolo” proprio riguardo alla sicurezza dello stretto, lasciando intendere che Teheran potrebbe sostenere ulteriori azioni di disturbo.
Il rischio di una spirale fuori controllo è tangibile. Se gli Houthi manterranno la parola, trasformando ogni natante sospetto in bersaglio, le rotte potrebbero spostarsi definitivamente via Capo di Buona Speranza, con rincari dei noli e dei premi assicurativi che ricadrebbero sui consumatori europei in una fase già segnata dall’inflazione. Le cancellerie di Roma e Parigi osservano con apprensione, mentre Washington tenta una mediazione che per ora appare fragile. Il precedente di ottobre 2023, quando i ribelli cominciarono a colpire il traffico mercantile, suggerisce che la minaccia non è retorica. In assenza di un cessate il fuoco allargato, il Mar Rosso rischia di diventare il teatro permanente di una guerra per procura dagli effetti globali.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Le forze armate yemenite hanno colpito con missili obiettivi sensibili nella Giaffa occupata e imposto un divieto totale alla navigazione sionista nel Mar Rosso, promettendo escalation contro l'aggressione americano-israeliana.
Gli Houthi sostenuti dall'Iran hanno lanciato razzi contro il centro di Israele senza causare vittime e minacciano di bloccare le navi israeliane nel Mar Rosso, un'escalation che si inserisce nel conflitto più ampio e che viene accolta con scetticismo e vigilanza dalle autorità israeliane.
Le recrudescenze tra Israele e Iran si allargano al Mar Rosso, dove i ribelli Houthi rivendicano un attacco missilistico contro Israele e decretano il blocco navale, suscitando timori per nuove perturbazioni su una rotta commerciale strategica; la diplomazia prova a scongiurare una guerra aperta.
Questa notizia è apparsa su
7 testate · 5 lingue · finestra 24 ore