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Israele bombarda l’Iran dopo i missili di Teheran: la tregua di aprile è crollata

Dopo un attacco iraniano su Israele, Netanyahu replica nonostante l’appello di Trump. Rischio escalation regionale e possibili ripercussioni sull’energia.

Geopolitica37 testate8 lingue3 min letturaAgg. 14:29

La sera di domenica 7 giugno, l’Iran ha lanciato una salva di missili balistici contro il nord di Israele, prendendo di mira la base aerea di Ramat-David come rappresaglia per un bombardamento israeliano sui sobborghi meridionali di Beirut che aveva ucciso almeno due civili. L’esercito israeliano ha intercettato tutti gli ordigni, ma la tensione è salita alle stelle quando, poche ore dopo, nella notte di lunedì, l’aviazione di Tel Aviv ha colpito obiettivi militari nell’ovest e nel centro dell’Iran. Esplosioni sono state segnalate a Teheran, Isfahan e Tabriz, mentre gli Stati Uniti – tramite il presidente Donald Trump – avevano esplicitamente chiesto al primo ministro Benjamin Netanyahu di non reagire. Lo scambio diretto di colpi, il primo dal fragile cessate il fuoco entrato in vigore l’8 aprile, ha immediatamente fatto crollare la tregua che per due mesi aveva tenuto sospesa la guerra in Medio Oriente.

La miccia che ha innescato l’escalation va cercata in Libano. L’accordo di aprile, mediato da Washington, aveva fermato gli scontri diretti fra Iran e Israele ma non aveva esteso il silenzio delle armi al fronte libanese, dove l’esercito israeliano conduceva un’invasione di terra e incessanti raid aerei contro Hezbollah, sostenuto da Teheran. Per l’Iran, quelle operazioni violavano lo spirito dell’intesa; già all’epoca il Corpo delle guardie della rivoluzione aveva accettato la tregua a condizione che cessassero le ostilità su tutti i fronti. La decisione israeliana di colpire Beirut domenica mattina, senza preavviso e malgrado i ripetuti avvertimenti iraniani, ha reso inevitabile la risposta missilistica, che Teheran ha definito una «nuova equazione»: per la prima volta, la Repubblica islamica bombardava Israele per vendicare un attacco contro un paese terzo.

La frattura con Washington è emersa con crudezza. Trump, intervistato subito dopo il lancio iraniano, ha affermato che «entrambi si sono divertiti» e ha promesso di chiamare Netanyahu per impedire una controffensiva, aggiungendo – secondo fonti americane – che il premier israeliano «non decide tutto lui». Netanyahu, pressato dalla destra radicale del suo governo – il ministro della Sicurezza Itamar Ben-Gvir aveva invocato «Teheran deve bruciare stanotte» – ha ignorato l’appello, ordinando i raid di ritorsione. L’insubordinazione dell’alleato complica i piani di Trump di concludere un accordo nucleare e strategico con l’Iran e segnala un margine di manovra ridotto per la diplomazia statunitense.

L’onda d’urto non si è fermata ai due protagonisti. I ribelli yemeniti Houthi, alleati di Tehran, hanno lanciato missili verso il centro di Israele, mentre una base militare americana in Arabia Saudita è finita sotto tiro. Lo spazio aereo di Iraq, Siria e dell’Iran occidentale è stato chiuso per ore, e i prezzi del petrolio sono saliti bruscamente. In Europa, e in particolare in Italia, i timori sono concentrati sulle possibili ricadute energetiche e sugli ulteriori flussi migratori che un conflitto allargato potrebbe innescare. La «nuova equazione» iraniana – ogni attacco israeliano al Libano sarà seguito da una rappresaglia diretta – ridefinisce la soglia del rischio, mentre la tregua naufragata lascia la regione senza reti di contenimento efficaci.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa russa e CSI/ statoindignazioneallarme

L'attacco missilistico dell'Iran contro Israele è stato una risposta diretta ai crimini israeliani nel sud del Libano. Nonostante il divieto esplicito di Trump, Israele ha lanciato attacchi aerei su Teheran, con minacce che 'Teheran deve bruciare.' Il cessate il fuoco di aprile è crollato, mostrando l'incapacità di Washington di controllare il suo alleato.

Stampa sud-est asiaticaindignazioneallarme

I bombardamenti israeliani su Beirut, che hanno causato uccisioni di massa e spostamenti forzati nel sud del Libano, hanno provocato il primo attacco missilistico iraniano dalla tregua di aprile. L'Iran ha presentato l'attacco come un avvertimento in difesa del popolo libanese oppresso. L'escalation si è rapidamente allargata, coinvolgendo missili Houthi e costringendo i paesi vicini a chiudere lo spazio aereo.

Stampa atlantica / anglosfera/ sicurezzaurgenzascetticismo

Il cessate il fuoco di due mesi è crollato mentre Iran e Israele si scambiavano attacchi diretti, ignorando l'appello urgente alla moderazione del presidente Trump. I raid israeliani su obiettivi militari iraniani, in risposta al lancio di missili di Teheran, minacciano di riaccendere una guerra regionale su vasta scala. La Casa Bianca affronta una crisi diplomatica mentre la sua iniziativa di pace naufraga tra le rinnovate violenze.

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