Dalle spie russe ai raggiri in Brasile, lo smartphone è il nuovo fronte
Il FSB denuncia un attacco informatico occidentale, mentre in Brasile e Russia si moltiplicano le truffe via telefono. Uno scenario di minacce ibride che interroga anche l’Europa.

I servizi di sicurezza russi (FSB) hanno denunciato martedì una vasta operazione di spionaggio cibernetico condotta da agenzie occidentali, che avrebbero utilizzato infrastrutture di colossi come Cloudflare e Fastly per impiantare malware su smartphone di alti funzionari di Mosca. L’intelligence nemica, secondo un ufficiale anonimo mostrato di spalle in un video diffuso dall’agenzia Tass, aveva ritenuto “più semplice ed economico hackerare i telefoni che reclutare informatori”. Il codice malevolo avrebbe permesso il furto di dati personali, l’intercettazione di chiamate e la registrazione di audio e video ambientali.
L’accusa si inserisce in una consolidata retorica dell’accerchiamento digitale, già utilizzata dal Cremlino per giustificare restrizioni alla rete e pressioni sulle aziende tecnologiche straniere. Il FSB ha accompagnato la denuncia con un avvertimento categorico: “È inammissibile discutere informazioni confidenziali vicino agli smartphone”. Secondo analisti russi indipendenti, l’operazione mediatica ha il doppio scopo di delegittimare le imprese americane e di rafforzare il controllo interno sulle comunicazioni. Non è un caso che accuse simili emergano in momenti di alta tensione geopolitica.
A migliaia di chilometri di distanza, in Brasile, il telefono è lo strumento di una criminalità diffusa e sempre più sofisticata. La Defensoria Pública del Distretto Federale ha lanciato un allarme dopo che malintenzionati, spacciandosi per funzionari dell’ente, hanno contattato cittadini per estorcere dati bancari e depositi. Parallelamente, la Polizia Federale ha sgominato una rete che inviava SMS fraudolenti e gestiva centralini falsi per simulare operatori bancari, arrestando due persone a San Paolo e nello stato di Bahia. In entrambi i casi, la tecnica sfrutta la fiducia verso le istituzioni e l’effetto sorpresa.
Anche in Russia, mentre l’FSB puntava il dito contro l’Occidente, il ministero dell’Interno metteva in guardia i cittadini da una nuova variante di raggiro: un finto vicino contatta via messaggistica, annunciando la sostituzione del citofono condominiale e inducendo la vittima a condividere un “codice tecnico” che, in realtà, apre la strada alla violazione dei servizi pubblici digitali (Gosuslugi) e a minacce di furto di identità. La truffa, che unisce ingegneria sociale e debolezze dei sistemi di autenticazione, mostra quanto sia sottile il confine tra vulnerabilità individuali e sicurezza nazionale.
Questo doppio registro – spionaggio di Stato e raggiri di prossimità – rivela come il dispositivo mobile sia divenuto il punto di convergenza di minacce ibride che non distinguono tra geopolitica e vita quotidiana. Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, cresce l’urgenza di rafforzare infrastrutture digitali resilienti e di educare i cittadini a un uso consapevole della tecnologia. Le accuse del FSB, al di là della loro strumentalità, suonano come un promemoria: in un mondo iperconnesso, il nemico può essere già in tasca, sia esso una spia o un truffatore.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
L'FSB ha reso noto di aver scoperto una vasta operazione di spionaggio informatico condotta da agenzie occidentali, che sfruttava le infrastrutture di Fastly e Cloudflare per violare gli smartphone di funzionari russi. Le accuse, riportate senza riscontri indipendenti, si inseriscono dopo precedenti pressioni russe sulle società tecnologiche straniere. La cronaca resta neutra e si limita a riferire la versione ufficiale.
I servizi di sicurezza russi hanno rivelato un'operazione spionistica occulta dell'Occidente, che ha installato malware sugli smartphone di alti funzionari per intercettazioni e sorveglianza a distanza. Il FSB ha lanciato un severo avvertimento ai cittadini: non discutere questioni riservate vicino ai telefoni, perché i servizi stranieri possono azionare i microfoni. Le rivelazioni denunciano una sistematica aggressione cibernetica contro la sicurezza nazionale.
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