Correre è il nuovo rito globale: l’Indonesia accende i motori tra record e skyline
Dalla maratona di Londra con 1,4 milioni di iscrizioni agli eventi su piste sopraelevate a Jakarta, il running è febbre planetaria. Boom economico e qualche dubbio sulla salute.

La corsa non è mai stata così popolare. L’ultima maratona di Londra ha polverizzato ogni record con quasi un milione e quattrocentomila richieste di partecipazione, mentre il keniano Sebastian Sawe è entrato nella storia abbattendo il muro delle due ore sui 42 chilometri. Un fenomeno che, secondo i media italiani, sta trasformando gli italiani in un popolo di runner, sebbene non manchino interrogativi sui reali benefici per la salute. Parallelamente, la stampa spagnola sottolinea la portata economica di questa passione: il mercato globale delle scarpe da corsa è stato valutato circa 45,7 miliardi di dollari nel 2024 e l’intera industria del running supera i 50 miliardi, con proiezioni di crescita vertiginosa.
In Indonesia, questa febbre si traduce in iniziative concrete. Il 7 giugno, nel complesso sportivo di Gelora Bung Karno a Jakarta, andrà in scena la Yellow Run 2026 con l’obiettivo dichiarato di infrangere il record nazionale di partecipazione. L’evento, pensato per dare sfogo alla crescente passione locale per il podismo, ha già provocato modifiche alla viabilità: fonti locali segnalano la deviazione di una linea chiave del Transjakarta per l’intera giornata. Non si tratta di un caso isolato: nello stesso periodo, ASICS – il marchio giapponese – ha celebrato il Global Running Day con corse di 5 chilometri in dieci città indonesiane, da Medan a Makassar, ribadendo il legame tra attività fisica e benessere mentale.
Lo sguardo è già rivolto a luglio, quando Jakarta ospiterà la Jakarta Sky Fun Run 2026 sul percorso sopraelevato della linea 13 del Transjakarta, riservando 5.000 pettorali a chi vorrà correre sospeso sulla città. Parte delle celebrazioni per i 499 anni della capitale, l’iniziativa incarna la tendenza a trasformare le metropoli in palcoscenici per esperienze atletiche fuori dall’ordinario, capaci di attrarre tanto i residenti quanto un turismo sportivo sempre più esigente.
La corsa si conferma così un linguaggio universale, ma anche un terreno di contraddizioni. Mentre gli analisti spagnoli dipingono un futuro di crescita inarrestabile per l’industria del footwear tecnico, il dibattito italiano sulla reale sostenibilità fisica di una pratica così intensa invita a non cedere a facili entusiasmi. In Indonesia come in Europa, il running si sta rivelando uno specchio delle società contemporanee: alla ricerca di record e benessere, ma anche di un equilibrio ancora tutto da definire.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Il Sud-est asiatico celebra la corsa come festa comunitaria e palcoscenico per battere primati nazionali. Lo Yellow Run punta a infrangere record al Gelora Bung Karno, mentre il Global Running Day unisce dieci città indonesiane in un abbraccio salutista. Eventi come il Jakarta Sky Fun Run trasformano le corsie sopraelevate del Transjakarta in vetrine di orgoglio collettivo.
L'Europa mediterranea solleva dubbi sulla corsa: siamo sicuri che faccia veramente bene? La marea di iscrizioni alla maratona di Londra e l'impresa del keniano Sawe sotto le due ore non spengono lo scetticismo. La stampa s'interroga sul costo fisico e psicologico di un'abitudine ormai planetaria, suggerendo che non tutto ciò che è moda è salutare.
L'America Latina abbraccia la corsa come motore di benessere e mercato in piena espansione. Il Global Running Day diventa una guida pratica: ecco i benefici e i consigli per iniziare senza rischi. Con il mercato globale delle scarpe da corsa a oltre 45 miliardi di dollari, il tono è pragmatico e insieme trionfale per un'industria che muove più di 50 miliardi.
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