Brasile, l’ultimo test pre-Mondiale: vittoria sull’Egitto e la stellina Endrick
Un 2-1 firmato da Bruno Guimarães e dal diciannovenne Endrick, ma l’infortunio di Wesley preoccupa Ancelotti in vista dell’esordio contro il Marocco.

La notte di Cleveland ha regalato al Brasile l’ultima verifica prima del Mondiale 2026, chiusa con un 2-1 sull’Egitto che ha confermato la solidità del progetto firmato Carlo Ancelotti ma ha acceso un campanello d’allarme per le condizioni del terzino Wesley. Al Huntington Bank Field, davanti a una cornice di pubblico nordamericana che pregusta l’atmosfera della rassegna iridata, la Seleção ha costruito il successo grazie alla pressione alta e alle giocate individuali di due centrocampisti offensivi: Bruno Guimarães, abile a sfruttare un errato disimpegno egiziano al settimo minuto, e il giovanissimo Endrick, entrato nella ripresa e subito decisivo con un tap-in su assist di Raphinha. In mezzo, l’effimero pareggio di Mostafa Zaki, nato da una palla persa da Marquinhos, ha ricordato che la fase difensiva resta un cantiere aperto.
La vittoria, tuttavia, è stata offuscata dall’uscita prematura di Wesley: il laterale della Roma, eroe della Libertadores con il Flamengo, ha avvertito un fastidio all’adduttore sinistro ed è stato sostituito, gettando dubbi sulla sua disponibilità per la sfida d’esordio contro il Marocco. Secondo quanto riportato dalla stampa brasiliana, lo staff medico valuterà l’entità del problema nelle prossime ore, ma in Brasile già si teme un forfait che costringerebbe Ancelotti a ridisegnare la corsia destra. La cronaca argentina, da sempre attenta alle vicende del grande rivale, ha sottolineato con una punta di ironia gli errori difensivi che hanno permesso all’Egitto di trovare il gol del momentaneo 1-1, pur riconoscendo la superiorità complessiva dei verdeoro.
Il nome sulla bocca di tutti, da San Paolo a Jakarta, è quello di Endrick. Il diciannovenne attaccante di proprietà del Real Madrid, reduce da un prestito al Lione, ha impiegato appena sei minuti del secondo tempo per iscriversi al tabellino e diventare il tredicesimo marcatore diverso dell’era Ancelotti. I media brasiliani ne celebrano la precocità e il fiuto del gol, ricordando le origini nell’accademia del Palmeiras e il percorso che lo ha portato a esordire in prima squadra a soli 16 anni. In Asia, dove il calcio brasiliano vanta un seguito sterminato, gli osservatori ne esaltano il profilo da “wonderkid” e già lo inseriscono tra i possibili protagonisti della competizione, capace di accendere l’interesse di un continente che guarda con curiosità all’evoluzione del talento.
Il test contro l’Egitto chiude una preparazione che ha visto la Seleção applicare sistematicamente il pressing offensivo, una filosofia cara ad Ancelotti e che, come ricordano gli storici del calcio brasiliano, aveva accompagnato anche le fortunate spedizioni del ’58, ’62, ’70, ’94 e 2002. Ora l’attenzione si sposta sull’esordio di sabato 13 giugno a East Rutherford contro il Marocco, formazione che nel 2022 fu rivelazione arrivando in semifinale. Il Gruppo C, completato da Scozia e Haiti, appare abbordabile, ma l’ombra dell’infortunio di Wesley e la necessità di trovare un equilibrio difensivo più solido impongono ad Ancelotti di non abbassare la guardia. In palio c’è l’onore di una maglia che, in terra americana, punta a riscrivere la storia.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Il Brasile chiude i test pre-Mondiale con una vittoria per 2-1 sull’Egitto. La giovane stella Endrick segna il gol decisivo, mentre un infortunio a Wesley crea apprensione in vista dell’esordio contro il Marocco. La stampa sottolinea l’efficacia del pressing alto voluto da Ancelotti e traccia paralleli con le amichevoli che precedettero i trionfi del passato.
I media indonesiani celebrano il gol del ‘bambino prodigio’ Endrick, che regala al Brasile un sofferto 2-1 sull’Egitto nell’ultima amichevole. La partita viene vista come un banco di prova superato, con l’attenzione concentrata sul talento emergente piuttosto che sulle incertezze difensive. L’incontro è raccontato con toni distaccati ma ammirati per la stella verdeoro.
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