Portogallo-Cile: vittoria e caos, Leão espulso per una manata. Ronaldo a secco
Nell'amichevole di Lisbona, il Portogallo batte il Cile 2-1 ma è rissa: Rafael Leão colpisce Iván Román al volto ed entrambi vengono espulsi. Ombre sul Mondiale 2026.

Il Portogallo ha superato il Cile 2-1 nell’ultimo test in vista dei Mondiali 2026, in un’amichevole disputata allo Stadio Nacional do Jamor, alle porte di Lisbona. Ma a dominare i titoli non sono state le reti di Gonçalo Guedes e Bruno Fernandes, né il timido esordio di Cristiano Ronaldo – rimasto a secco e sostituito all’intervallo dopo un gol annullato per fuorigioco. La cronaca è stata segnata dalla maxi-rissa scoppiata al 45’+2’ del primo tempo, culminata con l’espulsione di Rafael Leão e del cileno Iván Román: il portoghese, intervenuto per difendere il compagno João Cancelo dopo un contrasto con Felipe Faúndez, ha colpito con una manata al volto il difensore sudamericano, crollato a terra tra le proteste generali. Un episodio che inquieta lo spogliatoio lusitano a pochi giorni dal debutto iridato contro la RD Congo.
L’incidente ha acceso i riflettori su una duplice lettura geopolitica. In Europa, la stampa italiana e tedesca ha sottolineato il “momento nero” di Leão, già al centro delle cronache per aver ammesso di voler lasciare il Milan in cerca di nuove sfide. La Bild parla di “tumulti giganteschi” e descrive con precisione la dinamica: Leão avrebbe afferrato l’avversario per il collo prima di sferrare il colpo. Oltreoceano, invece, l’attenzione si è concentrata su Román, difensore dell’Atlético Mineiro, club brasiliano, e sulla vergogna di una rissa che macchia un’amichevole. I media sudamericani, da El Universal alla CNN Brasil, hanno diffuso il video dello scontro, alimentando il dibattito sulla condotta dei calciatori in gare non ufficiali.
Al di là delle espulsioni, il Portogallo ha mostrato sprazzi di qualità. Dopo un primo tempo bloccato, nella ripresa Guedes ha sbloccato il punteggio con un inserimento preciso su assist di Rúben Neves (58’), mentre Fernandes ha siglato il raddoppio con una conclusione dalla distanza (75’) – festeggiata con la danza virale “kicau mania” che ha fatto il giro dei social asiatici. Il Cile, non qualificato al Mondiale, ha accorciato nel recupero con Lucas Cepeda (90’+2’), ma senza impensierire seriamente la retroguardia lusitana. Cristiano Ronaldo, alla ricerca del millesimo gol in carriera, ha giocato 45 minuti senza incidere: il suo gol annullato per fuorigioco ha lasciato ferma la cifra a quota 973 reti in 1324 partite ufficiali.
Il test contro il Cile era l’ultimo prima del volo verso il Nord America, dove il Portogallo esordirà il 17 giugno contro la RD Congo. Mercoledì 10 è in programma un’amichevole contro la Nigeria, utile per affinare i meccanismi, ma Roberto Martínez dovrà fare i conti con le scorie disciplinari: la perdita di Leão – già diffidato in passato – rappresenta un campanello d’allarme sulla tenuta emotiva della squadra. Restano invece incoraggianti le prestazioni di Bruno Fernandes, sempre più leader tecnico, e la capacità di reazione mostrata dopo il caos del primo tempo. In un gruppo che comprende anche Colombia, Uzbekistan e Repubblica Democratica del Congo, il Portogallo parte favorito, ma dovrà dimostrare di saper gestire la pressione di un Mondiale, a partire dalla tenuta psicologica dei suoi talenti.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Rafael Leão ha perso la testa in amichevole, rifilando un pugno in faccia a un avversario e facendosi espellere. Il gesto prolunga il suo periodo difficile con il Milan e solleva dubbi sulla sua tenuta in vista del Mondiale.
L'amichevole è stata segnata dalla rissa tra Leão e il difensore cileno Román, che ha acceso le cronache in Sud America. I media latinoamericani hanno puntato il dito contro la violenza del portoghese, enfatizzando il pugno subito da un giocatore che milita nel campionato brasiliano.
La stampa russa avverte: il cartellino rosso per comportamento violento potrebbe costare a Leão una squalifica estesa al Mondiale. Secondo le norme FIFA, un'espulsione per condotta aggressiva può portare a un provvedimento disciplinare che vada oltre le semplici amichevoli.
In Asia sudorientale il pugno di Leão è diventato un tormentone virale, ma l'attenzione si è presto spostata sulla coreografia di Bruno Fernandes dopo il gol. L'episodio violento è stato trattato con un misto di curiosità e leggerezza, come una stravaganza pre-Mondiale.
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