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Castlelake tenta la scalata a EasyJet: il mercato esulta, l’Europa frena

Il fondo Usa valuta un’offerta da £3,06 miliardi, ma le regole UE sulla proprietà delle compagnie aeree potrebbero complicare il deal. EasyJet bolla la mossa come ‘opportunistica’.

Finanza4 testate3 lingue3 min letturaAgg. 13:34

New York sta muovendo le sue pedine. Il fondo di investimento Castlelake ha confermato di essere nelle fasi preliminari della valutazione di un'offerta per il gigante low-cost EasyJet, scatenando un'immediata euforia sui mercati. Le azioni della compagnia britannica sono balzate di oltre il 10% a Londra, toccando i massimi da marzo, dopo che la notizia è trapelata venerdì a mercati chiusi. Castlelake, che già detiene una partecipazione del 2,14% attraverso fondi gestiti per conto terzi, ha precisato che un'eventuale offerta non sarebbe inferiore a 403,23 pence per azione, valorizzando il vettore circa 3,06 miliardi di sterline.

La risposta di EasyJet non si è fatta attendere. In un comunicato diffuso lunedì, la società con sede a Luton ha bollato l'iniziativa come 'altamente opportunistica', sottolineando che il titolo è momentaneamente depresso a causa dell'instabilità in Medio Oriente e del suo impatto sulla fiducia dei consumatori e sul prezzo del carburante. EasyJet ha ribadito di non aver ancora ricevuto alcuna proposta formale né avviato colloqui con il fondo statunitense, pur dichiarandosi pronta a valutare ogni offerta nell'interesse degli azionisti. La mossa di Castlelake arriva in un momento di fragilità per il settore aereo europeo, provato dai venti di guerra e dalle incertezze macroeconomiche.

Ma è sul fronte regolatorio che la partita si fa complessa. Secondo gli esperti ascoltati dalla stampa finanziaria elvetica, le norme dell'Unione Europea sulla proprietà delle compagnie aeree rappresentano un ostacolo formidabile. Per poter operare voli all'interno dello spazio comunitario, EasyJet – come ogni vettore con licenza europea – deve rimanere sotto il controllo di azionisti dell'UE per almeno il 50%. Dopo la Brexit, il gruppo ha dovuto creare una controllata austriaca, easyJet Europe, proprio per soddisfare questo requisito. Un'acquisizione da parte di un fondo statunitense rischierebbe di far saltare l'impalcatura, a meno che Castlelake non riesca a strutturare l'operazione in modo da rispettare i vincoli di Bruxelles, per esempio affiancandosi a partner europei o scorporando le attività continentali.

Da Londra, intanto, si guarda alla scadenza imposta dal Takeover Code: Castlelake ha tempo fino alle cinque del pomeriggio del 26 giugno per dichiarare formalmente se intende presentare un'offerta o ritirarsi. La pressione è alta, ma non è escluso che l'interesse americano possa innescare un'asta con altri pretendenti, magari già attivi nel capitale della low-cost. Per il momento, gli analisti restano cauti: il combinato disposto di reazioni difensive del management, valutazioni azionarie volatili e paletti regolatori rende l'esito tutt'altro che scontato. L'Europa, con le sue regole ferree sulla proprietà, si conferma un crocevia decisivo per il futuro del trasporto aereo continentale.

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Dagens Industri1 giu, 09:39
The Independent1 giu, 11:46
Tages-Anzeiger1 giu, 11:46
Bloomberg1 giu, 08:27