Anthropic, la startup che sfida OpenAI e ora vale quasi mille miliardi
Con un round da 65 miliardi, l'azienda di IA supera OpenAI e diventa la più preziosa al mondo. I cofondatori entrano nella lista dei super-ricchi. Per l'Europa, un campanello d'allarme.

Anthropic ha appena concluso un round di finanziamento da 65 miliardi di dollari, portando la sua valutazione a 965 miliardi: un balzo che la consacra come la startup di intelligenza artificiale più preziosa del pianeta, scavalcando la rivale OpenAI. Il dato, comunicato in ambienti finanziari di New York, triplica la stima di 380 miliardi registrata appena a febbraio e segna un'accelerazione senza precedenti nella corsa all'oro dell'IA.
Secondo analisti di Wall Street, il fattore chiave di questa impennata è l'impressionante crescita dei ricavi, trainata dalla domanda per l'assistente conversazionale Claude. La società guidata da Dario Amodei ha immediatamente dirottato i fondi verso l'acquisto di semiconduttori avanzati e l'espansione dei centri dati negli Stati Uniti, nella consapevolezza che l'infrastruttura di calcolo è il vero campo di battaglia del settore. Dalla prospettiva latinoamericana, esperti come Pablo Alencar di Valor Capital confermano che proprio il "crescendo esponenziale della revenue" ha permesso un simile strappo valutativo, ben oltre le proiezioni di inizio anno.
L'operazione ha anche un volto umano: i sette cofondatori, tra cui i fratelli Dario e Daniela Amodei, sono entrati simultaneamente nell'indice dei miliardari di Bloomberg. Con quote azionarie inferiori all'1% ciascuno, i loro patrimoni personali sono stimati intorno agli 8 miliardi di dollari, un evento che le cronache finanziarie americane definiscono senza precedenti per il numero di miliardari generati da una sola azienda in un unico giorno.
Per l'Europa, e in particolare per l'Italia, la notizia assume contorni ambivalenti. Se da un lato il dinamismo americano rilancia l'importanza strategica dell'IA, dall'altro pone con urgenza il tema dell'autonomia tecnologica del Vecchio Continente. Mentre Bruxelles discute l'implementazione dell'AI Act, la disparità nelle capitalizzazioni — OpenAI è valutata intorno agli 852 miliardi, altre startup europee restano nell'ordine dei miliardi — ricorda che la partita per la sovranità digitale si decide sulla capacità di attrarre investimenti su scala globale.
Lo scenario futuro, secondo analisti di Pechino, è una polarizzazione sempre più marcata tra Stati Uniti e Cina, con l'Europa a rischio di dipendenza da entrambe. La prossima mossa, per le istituzioni comunitarie, sarà tradurre la regolamentazione in un ecosistema favorevole all'innovazione: un equilibrio finora sfuggito, su cui però si misurerà la possibilità di coltivare campioni continentali all'altezza della sfida americana.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
La storia dei fondatori di Anthropic, i fratelli Amodei, è diventata una favola di successo economico: in cinque anni hanno raggiunto un patrimonio personale di oltre 11 miliardi di dollari ciascuno, grazie all'ultimo round di finanziamento da 65 miliardi che ha portato la valutazione a 965 miliardi. Nel frattempo, l'azienda sta pianificando un'espansione aggressiva in Australia, il primo mercato fuori dagli Stati Uniti, con un investimento di 25 miliardi per data center e talenti locali, segno di una corsa globale all'intelligenza artificiale.
Anthropic ha scavalcato OpenAI diventando la startup di intelligenza artificiale più preziosa al mondo, con una valutazione di 965 miliardi di dollari dopo un round storico da 65 miliardi. L'azienda ora dispone dei capitali per assicurarsi semiconduttori avanzati e ampliare i data center negli Stati Uniti, triplicando le stime di Wall Street e ridefinendo la leadership del settore.
La società tecnologica americana Anthropic si avvicina al traguardo simbolico dei mille miliardi di dollari di valutazione, dopo aver raccolto 65 miliardi di finanziamenti freschi. Il round ha spinto il valore di mercato a 965 miliardi, permettendo ad Anthropic di scavalcare OpenAI e diventare il player più prezioso della Silicon Valley, quasi triplicando il valore rispetto a febbraio.
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