Mutui più stretti in Russia, costi alle stelle in Argentina: la morsa globale sull’abitare
In molti mercati emergenti l’accesso alla casa si fa più difficile: gli istituti russi tagliano le somme erogate, mentre in Argentina la costruzione è sempre meno redditizia e in Brasile si teme per i finanziamenti futuri.

In Russia la forbice tra mutui richiesti e concessi si è allargata in modo allarmante nell’ultimo trimestre del 2025: a fronte di una domanda media di 6,1 milioni di rubli, le banche ne hanno offerti soltanto 4,1, uno scarto di circa un terzo. La percentuale di domande approvate è scesa al 30-37 per cento, contro il 43 di un anno prima. Lo rivelano dati della Banca centrale e dell’Ufficio nazionale di storia creditizia, segnalando un deciso inasprimento dei criteri di valutazione del rischio da parte degli istituti.
Il fenomeno si inserisce in un contesto di tensioni economiche che trascendono i confini russi. Sebbene una grande banca come VTB abbia recentemente limato i tassi sui mutui per l’edilizia residenziale individuale (portandoli al 18,4 per cento per i clienti con alto anticipo), il credito resta caro e selettivo. In Argentina, il nodo è diverso ma egualmente critico: i costi di costruzione, in dollari, sono cresciuti del 12-13 per cento in soli quattro mesi dalla fine del 2023, mentre i prezzi degli immobili ristagnano o calano, comprimendo la redditività dei promotori. Eppure, a Buenos Aires, il numero di compravendite ad aprile 2026 è rimasto quasi identico a quello dell’anno precedente (oltre 5.470 atti), con un importo complessivo salito del 18,4 per cento, segno che la domanda tiene anche senza un forte ricorso ai mutui.
Dal Brasile giunge un monito rivolto a chi acquista sulla carta: le rate durante la costruzione appaiono gestibili, ma alla consegna delle chiavi scatta la parte più onerosa del finanziamento, con tassi che potrebbero essere significativamente più alti tra due o tre anni. Come ha sottolineato l’analista Vinícius Mastrorosa, questo rischio viene spesso ignorato, esponendo le famiglie a shock futuri.
Queste dinamiche, pur con specificità locali, compongono un quadro di stress per l’abitare nei mercati emergenti, dove l’inflazione dei costi e il rialzo dei tassi globali erodono l’accessibilità alla casa. Per l’Italia e l’Europa, pur in un contesto regolatorio più solido, la lezione è chiara: il ritardo con cui la stretta monetaria si trasmette ai mutui può nascondere vulnerabilità, destinate a manifestarsi quando le condizioni di finanziamento diventeranno insostenibili per un numero crescente di nuclei familiari.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Le banche russe stanno drasticamente riducendo gli importi dei mutui rispetto alle richieste dei clienti: nel quarto trimestre 2025 il divario tra somma desiderata e concessa ha raggiunto un terzo, con una media di 6,1 milioni di rubli richiesti e solo 4,1 milioni effettivamente erogati. Questo irrigidimento è accompagnato da un calo delle approvazioni, segnale di una maggiore cautela nella valutazione dei prenditori.
Nonostante il calo dei mutui, le vendite immobiliari si mantengono sorprendentemente alte, creando un paradosso di mercato. Chi compra sulla carta viene messo in guardia: i costi reali esplodono dopo la consegna delle chiavi, quando entra in gioco il finanziamento trentennale, erodendo la redditività degli sviluppatori e mettendo a rischio i bilanci familiari.
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