Attacco multiplo nel centro di Israele: un morto e cinque feriti, neutralizzati gli attentatori
Due cittadini arabo-israeliani hanno aperto il fuoco in quattro località vicino alla Cisgiordania. Hamas esalta l'attacco, Netanyahu convoca una riunione di sicurezza. L'episodio riaccende le tensioni interne e regionali.

Domenica 7 giugno, un attacco a fuoco coordinato ha colpito il centro di Israele, causando la morte di un uomo di trentacinque anni e il ferimento di almeno cinque persone. Gli assalitori, due arabi israeliani originari di Tayibe secondo fonti della polizia, hanno agito in rapida successione in quattro punti distinti: una stazione di servizio a Kochav Yair, gli ingressi degli insediamenti di Tzur Yitzhak e Tzur Natan, e infine nei pressi di Salit, già oltre la Linea Verde. Le forze di sicurezza israeliane hanno neutralizzato entrambi gli aggressori – uno sul posto, l'altro dopo un breve inseguimento – e avviato una vasta operazione di ricerca per eventuali complici. Come riportato da testate israeliane e internazionali, l'attacco è stato immediatamente classificato come terrorismo dalle autorità.
La reazione politica non si è fatta attendere. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha presieduto una riunione di valutazione della sicurezza, mentre il ministro di estrema destra Itamar Ben-Gvir ha invocato l'esecuzione per i terroristi catturati vivi. Da Gaza, Hamas ha elogiato l'operazione definendola «eroica», senza tuttavia rivendicarne la paternità – una dinamica già vista in passato, che consente al movimento di alimentare la tensione senza esporsi a ritorsioni immediate. La stampa araba, in particolare libanese e qatariota, ha sottolineato come l'attacco sia avvenuto in territori che descrive come «occupati nel '48», collegandolo esplicitamente alla condizione dei palestinesi con cittadinanza israeliana. Al contrario, i media israeliani hanno insistito sul profilo degli attentatori come «arabi israeliani», evidenziando il potenziale di radicalizzazione interno.
Agli occhi degli analisti europei, l'episodio conferma la fragilità della sicurezza israeliana e la centralità irrisolta della questione palestinese. I principali quotidiani del continente – da El Mundo a Neue Zürcher Zeitung – hanno collocato la sparatoria nel contesto della barriera di separazione con la Cisgiordania occupata e della guerra ancora in corso in Libano, dove la tregua fatica a reggere. Per l'Italia, da sempre attenta agli equilibri mediterranei, questo ennesimo focolaio di violenza rappresenta un campanello d'allarme: non solo per i risvolti umanitari, ma anche per le possibili ripercussioni sui flussi migratori e sulla stabilità di un'area cruciale per gli approvvigionamenti energetici.
Al di là della cronaca, l'attacco getta luce sulle crepe profonde della società israeliana e sulla complessa identità dei suoi cittadini arabi, spesso sospesi tra lealtà allo Stato e solidarietà con i palestinesi dei Territori. La scelta di colpire proprio a ridosso della Linea Verde – non nei grandi centri urbani come Tel Aviv – sembra voler enfatizzare il carattere simbolico del confine e la contiguità geografica con i villaggi palestinesi. In assenza di un orizzonte politico, episodi simili rischiano di moltiplicarsi, alimentando la spirale di ritorsioni e insediamenti che da decenni allontana la pace.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Una rapida operazione armata in quattro località nei territori occupati del '48 ha provocato un morto tra i coloni e diversi feriti. Le autorità israeliane parlano di attacco terroristico, mentre il ministro di estrema destra Ben-Gvir invoca esecuzioni per i prigionieri. La resistenza palestinese viene descritta come risposta legittima all'occupazione.
Un uomo ha aperto il fuoco nell'area di Kochav Ya'ir, nei territori occupati della Cisgiordania, uccidendo un israeliano e ferendone altri quattro. I media iraniani definiscono l'aggressore un 'sospetto' e mettono in risalto che i fatti si sono verificati in territorio occupato, ribaltando la narrativa israeliana del terrore.
Un uomo armato ha ucciso una persona e ne ha ferite cinque in una serie di sparatorie nel centro di Israele, vicino alla Cisgiordania occupata. La polizia israeliana ha eliminato il sospettato, un arabo israeliano, e indaga sull'accaduto come un probabile attacco terroristico. Hamas ha elogiato l'attacco senza rivendicarlo.
Una serie di sparatorie in diverse località del centro di Israele, nei pressi della barriera di separazione con la Cisgiordania occupata, ha provocato un morto e cinque feriti. Le autorità israeliane parlano di attacco terroristico, mentre la stampa europea sottolinea il contesto dell'occupazione e le tensioni in corso.
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