Accedi
Edizione delle 10:00 CETmercoledì 10 giugno 2026
287 testate · 16 lingue17 briefing oggi
venerdì 29 maggio 2026 · Edizione delle 10:00 CET

Accordo USA-Iran all'orizzonte: crolla il petrolio, mercati asiatici in rialzo

Le notizie di un'intesa per estendere il cessate il fuoco e riaprire lo Stretto di Hormuz fanno precipitare i prezzi del greggio ai minimi da inizio aprile, con ripercussioni positive sulle borse. Ma l'approvazione di Trump è ancora incerta.

Economia15 testate1 lingue3 min letturaAgg. 13:55

Il prezzo del petrolio è crollato venerdì, con il Brent in calo di oltre il 10% in una sola settimana – il peggior tracollo da inizio aprile – dopo che fonti diplomatiche hanno riferito di un accordo tra Stati Uniti e Iran per prolungare il cessate il fuoco di 60 giorni e revocare le restrizioni alla navigazione nello Stretto di Hormuz. L'intesa, non ancora formalizzata, prevederebbe anche lo sminamento del vitale corridoio energetico entro 30 giorni, mentre i negoziatori avvierebbero colloqui sul programma nucleare di Teheran. Il dollaro, pur in recupero sulla singola seduta, si avvia a chiudere la settimana in calo, interrompendo due settimane di rialzi.

La reazione dei mercati è stata immediata, ma segnata dalla cautela. A Nuova Delhi, il Sensex ha guadagnato oltre 350 punti e il Nifty è salito fino a quota 24.000, trainato dai titoli tecnologici e dalla prospettiva di un alleggerimento dei costi d'importazione energetica per l'India, fortemente dipendente dal greggio. Anche le altre piazze asiatiche hanno festeggiato: l'indice MSCI della regione Asia-Pacifico è salito dello 0,7%, sostenuto anche dall'ottimismo sull'intelligenza artificiale che ha spinto i titoli tech statunitensi. Secondo gli analisti di Mumbai, il calo del greggio potrebbe tradursi in un taglio dei prezzi dei carburanti interni, offrendo un po' di respiro a consumatori e industria.

Tuttavia, lo scenario resta fluido. L'amministrazione americana non ha ancora convalidato l'intesa: il presidente Donald Trump deve esprimersi, e il suo vice JD Vance ha parlato di un accordo 'vicino ma non ancora definitivo'. I media ufficiali iraniani hanno negato che sia stato raggiunto qualsiasi accordo. Nonostante le speranze, nuove incursioni militari – con raid statunitensi su un sito iraniano e la rappresaglia delle Guardie Rivoluzionarie – hanno ricordato che il conflitto, scoppiato oltre tre mesi fa, è lontano dall'essere spento. Secondo l'ottica di Teheran, la priorità rimane la piena sovranità e la rimozione di tutte le sanzioni.

Dal punto di vista logistico, un'eventuale riapertura dello Stretto di Hormuz – attraverso cui transita un quinto del petrolio mondiale – sarebbe comunque graduale. Gli impianti di estrazione e stoccaggio hanno subito danni e il ripristino della produzione richiederà tempo, come sottolineato da esperti del settore. Inoltre, la volatilità resta elevata: il Brent ha oscillato di oltre 20 dollari tra il minimo e il massimo della scorsa settimana, un'ampiezza che riflette la tensione tra speranze diplomatiche e realtà militari.

Per l'Italia e l'Europa, un prezzo del greggio stabilmente sotto i 90 dollari alleggerebbe la pressione inflazionistica e ridurrebbe i costi industriali, ma gli analisti avvertono che il quadro mediorientale è troppo incerto per cantare vittoria. La tregua potenziale offre un fragile sentiero verso la de-escalation, ma la strada è lastricata di diffidenza e di interessi contrapposti. La prossima settimana sarà cruciale per capire se la diplomazia riuscirà a prevalere sulla forza.

Questa notizia è apparsa su

15 testate · 1 lingue · finestra 24 ore

The Economic Times29 mag, 06:28
Emirates 24/729 mag, 08:33
Interfax29 mag, 08:33
El Espectador29 mag, 04:15
ABP News29 mag, 10:43
An-Nahar29 mag, 08:35
Lebanonfiles29 mag, 08:35
Zawya29 mag, 08:34