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venerdì 29 maggio 2026 · Edizione delle 10:00 CET

Giappone: doppia stretta su investimenti esteri e visti

Via libera del Parlamento a un comitato di controllo dei capitali stranieri sul modello CFIUS e a un maxi-aumento delle tariffe per i permessi di soggiorno, fino a trenta volte i livelli attuali.

Economia4 testate3 lingue2 min letturaAgg. 13:54

Nella giornata di venerdì la Dieta giapponese ha approvato in via definitiva due provvedimenti legislativi di ampia portata: uno istituisce un comitato interministeriale per la verifica degli investimenti esteri, modellato sul Committee on Foreign Investment in the United States (CFIUS); l’altro rivede al rialzo i massimali delle tariffe legate ai visti, autorizzando incrementi fino a trenta volte rispetto agli attuali limiti. Il primo disegno di legge, emendando la legge sui cambi e il commercio estero, affida al nuovo organo il compito di coordinare lo screening dei capitali stranieri in società nipponiche ritenute sensibili, con l’obiettivo esplicito di prevenire fughe di tecnologia e di informazioni critiche per la sicurezza nazionale.

Parallelamente, la revisione della legge sull’immigrazione e il riconoscimento dei rifugiati innalza il tetto massimo per le pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno a 100.000 yen (circa 630 dollari) e per la residenza permanente a 300.000 yen, ben oltre il precedente limite di 10.000 yen. Le tariffe effettive, attualmente molto più basse, verranno fissate con ordinanza governativa dopo una fase di consultazione pubblica. Il governo ha giustificato la stretta tariffaria con l’esigenza di coprire i costi amministrativi crescenti legati all’aumento della popolazione straniera, ma i partiti di opposizione – in particolare il Partito Costituzionale Democratico – hanno contestato la misura, temendo un onere eccessivo per i richiedenti asilo e le categorie più vulnerabili.

Le due iniziative, pur distinte, disegnano una traiettoria di maggiore controllo da parte di Tokyo sia sui flussi di capitale sia su quelli di persone. Nell’ottica di Bruxelles, il rafforzamento degli strumenti di vaglio sugli investimenti esteri ricalca un percorso già avviato nell’Unione Europea con il regolamento del 2019, e potrebbe influenzare le relazioni commerciali con l’Italia, partner interessato a settori ad alta tecnologia come la robotica e l’automotive. Secondo analisti di Tokyo, il Giappone cerca un equilibrio tra apertura economica e tutela degli interessi strategici, in un contesto regionale segnato dalla competizione tecnologica con la Cina.

Le nuove tariffe, che entreranno in vigore entro l’anno fiscale corrente, saranno accompagnate da un sistema digitale di ingresso per snellire le procedure. Restano però interrogativi sull’impatto sociale: le comunità straniere, inclusa quella italiana, potrebbero risentirne, mentre le aziende dovranno valutare costi aggiuntivi per i dipendenti espatriati. Sul fronte degli investimenti, il comitato potrebbe allineare il Giappone agli standard occidentali, ma solleva timori di un irrigidimento verso capitali stranieri, con possibili ripercussioni per gli investitori europei.

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4 testate · 3 lingue · finestra 24 ore

The Mainichi Shimbun29 mag, 06:27
South China Morning Post (SCMP)29 mag, 10:41
The Japan Times29 mag, 08:35
Adnkronos29 mag, 08:36