Trump getta incertezza sul fondo da 1,8 miliardi: «Era una cosa bellissima»
Il presidente rifiuta di dire se il controverso fondo per i “perseguitati politici” è cancellato. Intanto, attacca una giornalista della CNN. Per gli assalitori del 6 gennaio la partita non è chiusa.

La Casa Bianca torna a essere il teatro di uno scontro tra il presidente Donald Trump e la stampa, mentre getta nuova incertezza su uno dei progetti più controversi della sua amministrazione: il cosiddetto “Fondo contro la strumentalizzazione politica” da 1,8 miliardi di dollari. Mercoledì, nello Studio Ovale, Trump ha rifiutato di confermare che l’iniziativa sia stata definitivamente abbandonata, nonostante il procuratore generale facente funzione Todd Blanche avesse annunciato due giorni prima lo stop del Dipartimento di Giustizia. «Dovrei chiedere agli avvocati, non lo so», ha risposto a una domanda della reporter della CNN Kaitlan Collins, aggiungendo subito dopo: «Per quanto mi riguarda, il fondo per il disarmo della politicizzazione era una cosa bellissima. Lo adoro». Poi, l’attacco personale: «Hai odio negli occhi», ha detto a Collins, accusando i media di aver «maltrattato la nostra gente». Uno scambio che, secondo i cronisti di Washington, si inserisce in un lungo pattern di ostilità trumpiana verso le giornaliste donne – già bersaglio in passato di epiteti sessisti.
Il fondo, ufficialmente destinato a risarcire chi si ritenesse vittima di persecuzione giudiziaria da parte delle amministrazioni democratiche, era stato annunciato il 19 maggio scorso. Fin dall’inizio, osservatori bipartisan e costituzionalisti lo hanno bollato come uno strumento per ricompensare alleati politici e rivoltosi del 6 gennaio 2021, incontrando una raffica di ricorsi. Un giudice federale lo ha bloccato in via cautelare, spingendo il Dipartimento di Giustizia a fare marcia indietro – almeno formalmente. Da Bruxelles e da altre capitali europee, dove l’indipendenza della magistratura è considerata pilastro dello Stato di diritto, l’iniziativa era stata seguita con crescente apprensione, temendo un pericoloso precedente di interferenza politica nei procedimenti penali.
E proprio i protagonisti dell’assalto al Campidoglio restano in attesa. Secondo fonti legali statunitensi, molti imputati del 6 gennaio stanno esplorando vie alternative per ottenere risarcimenti milionari: un avvocato ha già annunciato l’intenzione di presentare richieste per circa 400 clienti, con una causa recente che chiede almeno un milione di dollari a testa. Lo stesso Trump, in un podcast di questa settimana, avrebbe di fatto avallato questi tentativi, alimentando l’idea che la partita non sia affatto chiusa.
L’incertezza alimentata dal presidente – che non ha smentito l’abbandono ma ha lasciato intendere che il progetto potrebbe sopravvivere in altra forma – apre scenari preoccupanti per la tenuta delle istituzioni americane. «È un bellissimo fondo», ha insistito Trump, lasciando intendere che l’ultima parola non è ancora stata scritta. Per gli analisti, la vicenda conferma una strategia di delegittimazione della giustizia e della stampa indipendente che, pur con esiti incerti, rischia di erodere ulteriormente la fiducia nelle istituzioni democratiche – un’osservazione che trova eco anche nelle cancellerie europee, dove si guarda con timore alla possibilità di un contagio illiberale oltre Atlantico.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Il presidente Trump ha reagito con durezza a una domanda di una corrispondente della CNN sul fondo da 1,8 miliardi di dollari, rifiutandosi di chiarire se sia stato cancellato o solo sospeso. Ha definito l'iniziativa 'una cosa bella' e ha attaccato i media 'falsi' che avrebbero maltrattato il popolo americano, con un atteggiamento che molti osservatori hanno giudicato intimidatorio.
L'amministrazione Trump ha cercato di ridurre al minimo l'annuncio del dietrofront sul fondo da 1,8 miliardi, che rientra in una lunga serie di scandali economici che hanno coinvolto il presidente e la sua famiglia. Dalle trattative opache con il fisco al finanziamento irregolare e agli appalti di favore, il fondo si inserisce in un gocciolio costante di rivelazioni che gettano ombre sulla gestione presidenziale.
Dopo che il ministro della Giustizia ha dichiarato che il fondo da 1,8 miliardi non andrà avanti, Trump ha gettato incertezza, affermando di non sapere se sia stato definitivamente cancellato e definendolo 'una bellissima idea'. La contraddizione alimenta le critiche bipartisan, mentre alcuni accusati dei fatti del 6 gennaio continuano a cercare risarcimenti per vie giudiziarie alternative.
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