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Terremoto a Mindanao: decine di morti e migliaia di sfollati, l'angoscia della diaspora filippina

Il sisma di magnitudo 7,8 ha ucciso almeno 41 persone. Dalla cerimonia scolastica che ha salvato studenti ai soccorsi all'aperto, il Sud-Est asiatico misura i danni mentre negli Emirati i lavoratori cercano notizie dei parenti.

Salute e Scienza15 testate7 lingue3 min letturaAgg. 19:10

La terra ha tremato per quasi due minuti, facendo oscillare i palazzi come amache, mentre un boato profondo saliva dalla fossa di Cotabato, al largo di Mindanao. Lunedì mattina un terremoto di magnitudo 7,8 – il più forte registrato nelle Filippine in cinquant’anni – ha spezzato strade, fatto crollare edifici e innescato allarmi tsunami dal Giappone all’Indonesia. A due giorni dalla scossa, il bilancio oscilla tra 37 e 41 morti, con oltre 450 feriti e decine di migliaia di sfollati, mentre centinaia di repliche continuano a scuotere la regione, complicando le operazioni di soccorso.

L’angoscia ha attraversato i continenti. Negli Emirati Arabi, dove vive una delle più numerose comunità filippine all’estero, i video dei crolli hanno invaso le chat prima ancora della colazione. «Mia sorella piangeva e chiedeva aiuto», ha raccontato una lavoratrice domestica a Dubai, mentre le agenzie mediorientali hanno descritto ore di attesa febbrile per un messaggio dai villaggi colpiti. La stessa angoscia si è riflessa nei media brasiliani, che hanno diffuso il filmato di un ristorante della catena Jollibee che si accartoccia su se stesso a General Santos, immagine divenuta il simbolo visivo del disastro.

Sul terreno, la geografia della devastazione è apparsa subito frastagliata. Nella provincia di Sarangani alcune aree sono raggiungibili solo in elicottero, mentre le scosse di assestamento – oltre quattrocento in ventiquattr’ore – costringono i soccorritori ad avanzare con cautela tra le macerie. Medici e infermieri hanno allestito tende sotto un sole feroce: lì, raccontano fonti indiane e svedesi, è nato un bambino, mentre i feriti venivano medicati all’aperto. La Protezione civile filippina ha confermato che quasi duemila abitazioni e seimila scuole hanno subito danni, e che quattro persone risultano ancora disperse.

Il caso ha assunto contorni quasi simbolici nella cittadina di Lebak, dove la cerimonia dell’alzabandiera del lunedì, coincisa con l’inizio dell’anno scolastico, ha tenuto migliaia di studenti all’aperto proprio mentre le pareti tremavano. «Siamo stati fortunati», ha commentato un insegnante citato dalla stampa di lingua cinese, «se fossero stati in classe, il numero delle vittime sarebbe stato spaventoso». Non lontano, i giornali indonesiani hanno colto l’occasione per riproporre le preghiere islamiche di protezione dai terremoti, segno di una sensibilità religiosa condivisa in tutto l’arcipelago malese.

Mentre da Manila il governo ha inviato funzionari e aiuti d’emergenza, gli analisti europei osservano che la catena di eventi – dal sisma allo tsunami mancato – mette alla prova la preparazione di un Paese già segnato da tifoni ed eruzioni. La diaspora filippina, che in Italia conta oltre 170 mila persone, segue con apprensione, ma anche con la consapevolezza che la resilienza delle comunità meridionali, spesso affidata alla solidarietà familiare e alla fede, sarà l’architrave di una ricostruzione inevitabilmente lunga e difficile.

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Per molti filippini negli Emirati Arabi, la mattina è stata stravolta dall'arrivo di video e messaggi che mostravano edifici crollati e grida di aiuto. L'incertezza e l'angoscia hanno dominato la giornata mentre cercavano disperatamente di contattare i familiari. La comunità ha pregato e offerto sostegno in un clima di profonda apprensione.

Stampa sud-est asiaticapragmatismopaternalismo

Il sisma di Mindanao è un monito per chi vive nella cintura di fuoco del Pacifico. Invece di lasciarsi prendere dal panico, i musulmani devono affidarsi ad Allah recitando le preghiere appropriate per chiedere protezione da terremoti e tsunami. La preparazione spirituale è importante quanto la prudenza fisica.

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Un video spettacolare mostra il crollo di un edificio che ospitava un ristorante a General Santos durante la forte scossa di magnitudo 7,8. La clip, verificata da Reuters, è rimbalzata sulle reti sociali, sottolineando la violenza del sisma che ha ucciso 37 persone e ferito centinaia. Le immagini drammatiche danno la misura del disastro.

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