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Swalwell e Gonzales, il doppio passo indietro che scuote il Congresso americano

In un solo giorno, due deputati annunciano le dimissioni: il democratico Eric Swalwell, travolto da accuse di violenza sessuale, e il repubblicano Tony Gonzales, per una relazione con una collaboratrice poi suicida. La corsa per la California è nel caos.

Politica21 testate3 lingue3 min letturaAgg. 09:40

Lunedì nero per Capitol Hill. Nel giro di poche ore, due deputati hanno piegato il passo alle pressioni e annunciato le dimissioni. Il democratico californiano Eric Swalwell, già frontrunner nella corsa a governatore dello Stato, ha gettato la spugna dopo che quattro donne lo hanno accusato di molestie e violenze sessuali, compreso uno stupro. Poche ore dopo, il repubblicano texano Tony Gonzales ha dichiarato il suo ritiro immediato, travolto dallo scandalo per una relazione con una collaboratrice poi suicida. Un doppio terremoto che, a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato, rischia di assottigliare ulteriormente la già risicata maggioranza repubblicana alla Camera.

Swalwell, 45 anni, sette mandati alle spalle e un profilo da accusatore implacabile di Donald Trump durante l’impeachment del 2021, ha ammesso «errori di giudizio» ma ha negato l’accusa più grave. La sua parabola è precipitata in un fine settimana: venerdì il San Francisco Chronicle ha pubblicato il racconto di una ex collaboratrice che sostiene di essere stata aggredita sessualmente a New York mentre era ubriaca; la procura di Manhattan ha aperto un’inchiesta. Altre tre donne, intervistate dalla CNN, hanno denunciato messaggi espliciti e foto non richieste. Il Comitato etico della Camera ha avviato una propria indagine. Swalwell, sposato dal 2016 con Brittany Watts e padre di tre figli, ha scelto di dimettersi prima di affrontare un voto di espulsione, «per non distrarre i miei elettori dai doveri del mandato».

Parallelamente, la vicenda di Gonzales — che aveva già rinunciato alla ricandidatura dopo aver ammesso la tresca con una staffer — ha subito un’accelerazione: i vertici repubblicani lo hanno spinto a un passo indietro immediato, temendo che l’espulsione potesse innescare una grana ancora più imbarazzante. Secondo la stampa statunitense, la leadership del Gop ha preferito un’uscita di scena rapida per limitare i danni in un distretto texano contendibile. Due casi speculari, dunque, che però rivelano dinamiche di partito differenti: il democratico, finito sotto i riflettori dopo le inchieste dei media, ha ceduto alle pressioni bipartisan; il repubblicano è stato indotto al ritiro da un fuoco amico del suo stesso partito.

La rinuncia di Swalwell ha gettato nel panico i Democratici californiani. Secondo gli analisti di Bruxelles e i grandi quotidiani europei, come Le Temps e il Tages-Anzeiger, la corsa per il governatorato dello Stato più popoloso dell’Unione si trasforma in un «casse-tête inattendu». Fino a domenica Swalwell guidava i sondaggi; ora i finanziatori si riversano su figure come l’ex deputata Katie Porter o il miliardario Tom Steyer. L’incubo, come nota la BBC, è che la frammentazione democratica possa favorire un candidato repubblicano capace di escludere i democratici dal ballottaggio in uno degli Stati più progressisti d’America. Un esito che avrebbe ripercussioni anche sull’immagine internazionale del partito, proprio mentre l’Europa guarda con apprensione alla tenuta delle istituzioni americane.

Per i lettori italiani, la doppia caduta mostra come il movimento #MeToo abbia ormai radici profonde anche nella politica statunitense, con un meccanismo di accountability che può travolgere tanto un democratico ambizioso quanto un fedelissimo della destra. Resta aperta la questione del «due process»: Swalwell ha lamentato l’assenza di garanzie procedurali, mentre le accusatrici chiedono credibilità. La vicenda rischia di riaccendere il dibattito sulla presunzione di innocenza e sulla rapidità dei verdetti politici, un tema che anche in Italia divide magistratura e opinione pubblica. Intanto, entrambi i distretti andranno a elezioni suppletive: per i Repubblicani, il rischio di perdere seggi aggiuntivi potrebbe riaprire la partita per il controllo della Camera, con effetti sull’agenda legislativa e sull’approvazione degli aiuti all’Ucraina — questione che da sempre interessa l’Europa.

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