Scaloni alla prova dell’emergenza: l’Argentina si aggrappa a Messi e al regolamento
La sostituzione di Balerdi, i dubbi sugli infortunati e l’ultimo test con l’Islanda in uno stadio di football americano segnano la vigilia di un Mondiale che anche l’Algeria osserva con attenzione.

A otto giorni dal debutto contro l’Algeria, l’Argentina è travolta da un’emergenza fisica che costringe Lionel Scaloni a un calcolo minuzioso. La lesione al polpaccio di Leonardo Balerdi ha aperto un vuoto nella lista dei ventisei, ma soprattutto ha innescato una riflessione più ampia sul perimetro regolamentare. Secondo quanto filtrano le fonti di Buenos Aires, il regolamento FIFA per il Mondiale 2026 impone in via ordinaria che il sostituto provenga dalla lista provvisoria di cinquantacinque nomi depositata a maggio; tuttavia l’articolo 24 consente di chiedere una deroga per attingere a giocatori esterni, purché la richiesta sia presentata entro ventiquattro ore dal primo match. Scaloni ha già lasciato intendere che il rimpiazzo potrebbe non essere un difensore puro, vista la copertura nel reparto arretrato, e che la decisione slitterà fino a dopo l’amichevole con l’Islanda, nella speranza di valutare fino all’ultimo le condizioni di altri elementi in dubbio.
La sfida di Auburn, in Alabama, è un banco di prova sotto ogni aspetto. Il Jordan‑Hare Stadium, tempio del football universitario che per la prima volta ospita un incontro di calcio, vedrà il ritorno in campo di Lionel Messi – come confermato dallo stesso commissario tecnico – seppur con minuti da dosare dopo l’affaticamento muscolare che ne ha abbreviato l’ultima apparizione con l’Inter Miami. Accanto al capitano, restano sotto osservazione le caviglie e i muscoli di Paredes, Molina, Montiel e Julián Álvarez, tutti alle prese con recuperi differenziati che stanno alimentando l’apprensione dello staff medico. La stampa nordamericana ha sottolineato come la condizione generale stia migliorando, ma il ct argentino non nasconde che molti non sono al cento per cento e che solo l’amichevole fornirà riscontri definitivi.
Dall’altra sponda del Mediterraneo, l’attenzione è altrettanto vigile. I media algerini hanno descritto la situazione in casa albiceleste come un autentico stato d’emergenza, con un elenco di otto possibili defezioni che potrebbe indebolire i campioni in carica proprio all’esordio. Echorouk, in particolare, legge nelle incertezze fisiche dell’Argentina un’opportunità per la propria nazionale, capace – scrive – di poter battere Messi e compagni. È una pressione supplementare che si somma alla memoria ancora viva del caotico pareggio del 2018, quando l’Argentina di Sampaoli si arenò proprio contro l’Islanda nella fase a gironi. Quel ricordo, riportato dalla cronaca sportiva argentina, serve da monito: la solidità costruita da Scaloni in questi anni va ora verificata in un contesto di precarietà atletica.
In questo intreccio di calcoli regolamentari, esperimenti tattici e sguardi esterni, Scaloni sta disegnando la rotta verso la Coppa. La possibilità di rimandare la scelta del sostituto fino a poche ore dal fischio d’inizio gli concede un vantaggio strategico: minimizzare il rischio di ulteriori infortuni e osservare dal vivo la tenuta dei giocatori in fase di recupero. L’impressione, confermata dagli analisti di Buenos Aires, è che il nome nuovo possa arrivare dal centrocampo offensivo, con Emiliano Buendía tra i candidati, ma senza escludere sorprese dell’ultima ora. L’Islanda, in uno stadio prestato al calcio per una notte, diventa così l’ultimo capitolo di una vigilia in cui ogni minuto in campo vale una certezza in più – o una nuova preoccupazione.
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