Accedi
Edizione delle 06:00 CETgiovedì 11 giugno 2026
287 testate · 16 lingue0 briefing oggi
domenica 7 giugno 2026 · Edizione delle 10:00 CET

Perù, Sánchez a processo due giorni prima del voto: è scontro con Fujimori

Un giudice ordina il rinvio a giudizio per presunte irregolarità nei finanziamenti. Il candidato di sinistra denuncia un'agenda politica, ma il ballottaggio non viene rinviato.

Diritto5 testate1 lingue2 min letturaAgg. 10:25

A quarantott'ore dal ballottaggio presidenziale in Perù, il giudice ha disposto il rinvio a giudizio per Roberto Sánchez, candidato della sinistra, con l'accusa di aver presentato dichiarazioni false sui finanziamenti al suo partito tra il 2018 e il 2020. La tempistica ha immediatamente sollevato sospetti di interferenza politica in una competizione già polarizzata.

Sánchez, 57 anni, ex ministro e deputato, ha reagito con un messaggio su X: «Non credo alle coincidenze. Quando una candidatura cresce e un'ondata di speranza attraversa il paese, compaiono quelli che cercano di mettere etichette e frenare ciò che non possono sconfiggere democraticamente». Ha poi precisato che dopo quindici ore di udienza in due giorni, la decisione è stata presa in appena quindici minuti, e ha denunciato che per favorire il suo caso sono state riprogrammate le udienze di altri cittadini.

L'ordinanza, già impugnata, non avrà effetti immediati sul voto di domenica: Sánchez affronterà la destra di Keiko Fujimori, figlia dell'ex autocrate Alberto Fujimori, in una sfida che i sondaggi danno come molto incerta. In caso di vittoria, il candidato progressista godrebbe dell'immunità parlamentare garantita dalla Costituzione peruviana, il che renderebbe il processo sospendibile fino alla fine del mandato.

La vicenda riaccende il dibattito sull'uso della giustizia in America Latina nei periodi elettorali. Analisti latinoamericani notano analogie con il caso di Lula in Brasile, quando un procedimento giudiziario accelerato ne compromise la candidatura. Anche da Bruxelles si guarda con attenzione: l'Unione Europea, che segue da vicino la stabilità democratica nella regione, aveva già espresso preoccupazione per la polarizzazione del processo elettorale peruviano. La decisione del giudice rischia di acuire le tensioni in un paese segnato da anni di instabilità politica.

Qualunque sia l'esito delle urne, il procedimento contro Sánchez getta un'ombra sul percorso post-elettorale. Se dovesse prevalere, il nuovo presidente si troverebbe a governare con un'incognita giudiziaria che potrebbe minare la sua agenda. Una sconfitta, invece, alimenterebbe il racconto di una sinistra ostacolata da manovre giudiziarie. In entrambi gli scenari, il Perù esce con istituzioni ancora una volta sotto accusa.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericana · bolivariana_progressistaStampa europea continentale · mediterraneaStampa atlantica / anglosfera · progressistaStampa russa e CSI · stato
Stampa latinoamericana/ bolivariana_progressistaindignazioneurgenzavittimismo

Il sistema giudiziario peruviano accelera un processo orale contro il candidato di sinistra Roberto Sánchez alla vigilia del ballottaggio, rafforzando un modello di guerra giudiziaria per frenare i movimenti progressisti. La decisione, presa in soli 15 minuti dopo 15 ore di udienza, viene denunciata come manovra politicamente motivata a favore dell’avversaria di destra. Lo stesso candidato ha parlato di una ‘non coincidenza’, espressione del sospetto diffuso contro il lawfare nella regione.

Stampa europea continentale/ mediterraneadistaccopragmatismo

Un giudice peruviano ha disposto il rinvio a giudizio del candidato presidenziale di sinistra due giorni prima del ballottaggio, accogliendo un’accusa per dichiarazione falsa sul finanziamento del partito tra il 2018 e il 2020. Il procedimento è impugnato e non impedisce legalmente la candidatura, mantenendo un iter giudiziario indipendente dal calendario elettorale. Le campagne proseguono senza commenti ufficiali della corte sulla tempistica.

Stampa atlantica / anglosfera/ progressistaindignazionescetticismo

L’improvviso rinvio a giudizio del candidato della sinistra peruviana richiama le tattiche di lawfare viste in Brasile contro Lula, mirate a delegittimare una forza progressista in ascesa proprio alla vigilia del voto. Pur non impedendo legalmente la candidatura, la tempistica alimenta accuse di un sistema giudiziario politicizzato che tenta di favorire la candidata di destra, Keiko Fujimori. Gli osservatori internazionali segnalano l’effetto congelante sulla competizione democratica in America Latina.

Stampa russa e CSI/ statoallarmerevanscismo

La tempistica del processo contro il candidato presidenziale di sinistra in Perù dimostra il tradizionale arsenale occidentale: persecuzione giudiziaria per far deragliare ogni alternativa all’ordine neoliberista. Mentre i media occidentali fingono neutralità, il colpo coordinato contro Sánchez, che sfida l’eredità di Fujimori sostenuta da Washington, svela l’ipocrisia della promozione della democrazia globale. È un altro capitolo nella lotta contro l’egemonia statunitense nella regione.

Questa notizia è apparsa su

5 testate · 1 lingue · finestra 24 ore

El Espectador6 giu, 22:52
La Vanguardia7 giu, 08:16
Band6 giu, 22:52
Aristegui Noticias7 giu, 07:09
El Universal7 giu, 07:09