Pensioni pubbliche, la Germania ci ripensa: funzionari nella previdenza comune, mentre l’Italia spinge per l’uscita anticipata
Mentre Berlino discute di includere i dipendenti statali nel sistema pensionistico generale, Roma torna a ipotizzare pensionamenti flessibili. E in Indonesia scatta l’allerta per gli ingorghi di carriera.

La proposta rilanciata a Düsseldorf dalla ministra del Lavoro tedesca Bärbel Bas ha il sapore di una svolta storica: estendere l’obbligo contributivo della previdenza legale anche ai funzionari pubblici, finora coperti da regimi separati. Un intervento che, secondo la leader della Spd, servirebbe a rimpinguare le casse pubbliche e a creare un sistema realmente universale. «Se tutti versassero, avremmo più risorse nel fondo e lo Stato non dovrebbe intervenire con trasferimenti così pesanti», ha spiegato Bas, consapevole che il cammino verso una riforma organica resta irto di ostacoli politici e costituzionali.\n\nLa spinta tedesca si inserisce in un dibattito più ampio sul ridimensionamento e la modernizzazione dell’apparato pubblico. Il ministro federale dell’Interno Dobrindt, nel frattempo, lavora a una riforma delle retribuzioni dei funzionari, dopo che la Corte costituzionale aveva bacchettato diversi Länder per stipendi inadeguati a giudici e procuratori. Ma da Berlino arriva anche un monito: per rendere sostenibile il costo del pubblico impiego, occorre eliminare compiti superflui. La tensione fra efficienza ed equità attraversa così l’intero modello renano.\n\nA Roma il cantiere pensionistico è altrettanto effervescente, ma segue direzioni quasi opposte. La maggioranza, su impulso della Lega, sta valutando meccanismi di uscita anticipata prima dei 67 anni, con l’obiettivo dichiarato di archiviare progressivamente l’impianto della riforma Fornero. Il vicepremier Salvini ha confermato l’esistenza di un dossier condiviso con il ministro dell’Economia Giorgetti e il sottosegretario Durigon. Tuttavia, i conti pubblici italiani e l’invecchiamento della popolazione rendono ogni ipotesi di flessibilità in entrata o in uscita un esercizio di equilibrismo tra promesse elettorali e vincoli europei.\n\nOltre i confini europei, anche in Indonesia il governo è alle prese con la revisione dell’età pensionabile, in questo caso per gli appartenenti alla polizia. La proposta di innalzamento, discussa in Parlamento, ha suscitato l’allarme di esperti di diritto amministrativo come Tedi Sudrajat, il quale avverte: un prolungamento eccessivo potrebbe creare colli di bottiglia nelle carriere, bloccando l’ascesa dei ranghi intermedi. Un monito che riporta al cuore del problema: ogni riforma previdenziale deve conciliare la sostenibilità finanziaria con la fluidità organizzativa delle amministrazioni.\n\nLa fotografia complessiva, tra spinte all’universalismo tedesco, tentazioni di flessibilità italiana e cautele asiatiche, mostra come i modelli previdenziali novecenteschi siano ovunque sotto stress. Il calo demografico e l’allungamento della vita lavorativa costringono i decisori a ripensare non solo le regole, ma la stessa architettura del welfare. In questo mosaico, l’Europa può guardare alle sperimentazioni altrui, certa che nessuna soluzione sarà indolore.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
La ministra del Lavoro tedesca propone di includere i dipendenti pubblici nel sistema pensionistico generale, sostenendo che ciò rafforzerebbe il fondo e ridurrebbe i sussidi statali, malgrado l'opposizione politica e la delicatezza della riforma.
In Italia la Lega, guidata da Matteo Salvini, sta lavorando a una nuova forma di uscita anticipata dal lavoro a 64 anni, per superare gradualmente la legge Fornero, bilanciando i margini di bilancio con la promessa di maggiore flessibilità previdenziale.
In Indonesia un esperto di diritto amministrativo mette in guardia: l'innalzamento dell'età pensionabile nella polizia rischia di creare blocchi nella carriera e richiede percorsi di avanzamento chiari per evitare la stagnazione.
Da Berlino a Jakarta il settore pubblico ripensa le pensioni: la Germania punta a integrare i dipendenti statali nel sistema generale per consolidare i conti, la Lega italiana propone un'uscita anticipata che allarma i falchi del bilancio, e la riforma della polizia in Indonesia fa temere ingorghi di carriera. Tre approcci che evidenziano la sfida globale di conciliare promesse pensionistiche e realtà fiscale.
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