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Parigi sequestra un’altra petroliera della flotta fantasma, Mosca invoca la pirateria

Quarta interdizione in otto mesi: il Tagor intercettato nell’Atlantico con il sostegno di Londra. False bandiere e legami con l’Iran alimentano il braccio di ferro sulle sanzioni.

Geopolitica30 testate3 lingue3 min letturaAgg. 01:08

L’operazione condotta domenica mattina in acque internazionali, a circa 740 chilometri dalla Bretagna, ha portato all’abbordaggio del Tagor, una petroliera sospettata di aggirare le sanzioni contro il greggio russo. La Marina francese, con il supporto del Regno Unito, ha impiegato commando elitrasportati dopo che il comandante, cittadino russo, si era rifiutato di obbedire agli ordini. La Prefettura marittima ha rilevato l’assenza di bandiera regolare: il Tagor esponeva un falso vessillo camerunese, mentre proveniva da Murmansk ed era diretto a Limbe, in Camerun. L’unità, posta sotto scorta, è attesa nella baia di Douarnenez per gli accertamenti giudiziari.

È il quarto fermo di questo tipo condotto da Parigi dal settembre 2025, quando il Boracay fu bloccato al largo della Bretagna, seguito dal Deyna e dal Grinch nel Mediterraneo all’inizio del 2026 [A1]. L’obiettivo è la cosiddetta “flotta fantasma”, centinaia di vecchie navi cisterna impiegate da Russia, Iran e Venezuela per esportare petrolio eludendo i tetti di prezzo e i divieti occidentali. Secondo fonti dell’Eliseo, l’operazione rientra in una strategia più ampia per colpire i finanziamenti alla guerra in Ucraina e riaffermare il diritto marittimo internazionale. Le sanzioni europee, britanniche e statunitensi colpiscono direttamente il Tagor, iscritto nelle liste nere dallo scorso febbraio.

La reazione di Mosca è stata immediata e durissima. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha definito il fermo “illegale e al limite della pirateria internazionale” [A5][A18], annunciando contromisure per salvaguardare i carichi russi. “Non concordiamo affatto che sia stato fatto nel pieno rispetto del diritto internazionale”, ha dichiarato. Da parte francese, il presidente Macron ha ribadito la “determinazione incrollabile” a impedire violazioni del diritto del mare e il finanziamento del conflitto. La tensione riapre il dibattito sui limiti dell’intervento in alto mare: la Convenzione di Montego Bay consente l’abbordaggio di navi prive di nazionalità, ma la definizione di “bandiera autentica” resta contesa.

Un dettaglio aggiuntivo arricchisce la complessità geopolitica. Il Tagor sarebbe legato a un magnate iraniano con stretti rapporti con l’establishment di Teheran, secondo quanto emerso da documenti investigativi [A3]; alcuni organi di stampa russi lo riconducono addirittura al figlio di un ex ministro della Difesa iraniano [A26]. Questo intreccio rafforza i sospetti su una cooperazione sempre più stretta tra Mosca e Teheran nel riciclaggio navale di greggio sanzionato, un asse che preoccupa i pianificatori delle sanzioni a Bruxelles e a Washington. L’interscambio petrolifero tra i due Paesi, già monitorato dai servizi occidentali, si nasconde dietro triangolazioni sempre più sofisticate.

La procura di Brest ha aperto un’inchiesta per difetto di bandiera e rifiuto di ottemperare. Il caso rappresenta un banco di prova per la capacità dell’Occidente di applicare le sanzioni senza scivolare in una spirale di rappresaglie. Per i giuristi europei, il contenzioso sulla legittimità dell’abbordaggio – con accuse russe di uso sproporzionato della forza – potrebbe innescare nuovi incidenti in mare e coinvolgere flotte di Paesi terzi. Nel frattempo, il Tagor resta sotto scorta francese, mentre le diplomazie incrociano le rispettive interpretazioni del diritto internazionale.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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La Russia condanna fermamente il sequestro della petroliera Tagor da parte della marina francese, definendolo un atto illegale che rasenta la pirateria internazionale. Mosca avverte che simili interventi in alto mare creano rischi per la sicurezza della navigazione commerciale mondiale. Il Cremlino annuncia che prenderà misure per proteggere i propri carichi, sottolineando la cittadinanza russa del comandante.

Stampa europea continentalepragmatismourgenza

Le marine militari europee rafforzano i controlli sulla cosiddetta flotta fantasma russa per far rispettare le sanzioni. L'intercettazione del Tagor nell'Atlantico, con il sostegno del Regno Unito, è il quarto caso in meno di un anno. Le indagini si concentrano sull'uso di falsa bandiera e sul rifiuto di ottemperare agli ordini, mentre il naviglio viene scortato verso la Bretagna per le verifiche legali.

Stampa indiana e sudasiaticaallarmescetticismo

Il Cremlino accusa la Francia di atti al limite del terrorismo internazionale dopo il sequestro di un tanker sospettato di aggirare le sanzioni. La disputa si inasprisce con Mosca che minaccia ritorsioni per la sicurezza dei traffici marittimi. La vicenda mette in luce la tensione crescente tra le potenze occidentali e la Russia nella cosiddetta guerra ombra sugli oceani.

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Bild1 giu, 17:50
Interfax1 giu, 21:08
iStories1 giu, 17:50
La Stampa1 giu, 12:46
France 241 giu, 17:50