Panetta: l’IA è la leva decisiva, ma la guerra spinge l’inflazione oltre il 6%
Il governatore della Banca d’Italia delinea un futuro tra innovazione tecnologica e shock energetici: adottare l’intelligenza artificiale è cruciale, ma il conflitto nel Golfo minaccia crescita e stabilità dei prezzi.

Dalle Considerazioni finali di Fabio Panetta emerge un ritratto dell’economia italiana sospesa tra due forze opposte e complementari: la leva dell’intelligenza artificiale, che può ridisegnare i processi produttivi, e l’ombra della guerra nel Golfo, capace di far deragliare la ripresa europea. Il governatore della Banca d’Italia non usa mezze parole: in uno scenario di prolungamento delle ostilità e di nuovi danni alle infrastrutture energetiche, l’inflazione nell’Eurozona potrebbe raggiungere un picco superiore al 6%, mentre la crescita perderebbe un punto percentuale nel biennio 2026-27. Un allarme che riecheggia da Francoforte a Teheran.
Secondo gli analisti della Banca centrale europea, il conflitto in Iran – dopo la guerra in Ucraina – sta producendo un effetto di “doppia cicatrice” sui consumatori dell’area euro. I dati mostrano un’accresciuta sensibilità alle variazioni dei prezzi, con quasi la metà delle famiglie che segue con attenzione l’andamento dell’inflazione. Da Mosca, fonti vicine al Cremlino riportano le parole di Panetta, membro del board della BCE, il quale vede argomenti a favore di un rialzo dei tassi, pur mettendo in guardia dal vincolarsi a un percorso predeterminato. Un equilibrio precario, che da San Paolo gli osservatori brasiliani leggono come un tentativo di raffreddare le aspettative senza innescare un ciclo restrittivo automatico.
Sul fronte tecnologico, la vera sfida non è chi inventa ma chi adotta. Panetta rievoca il paradosso di Solow – “l’età dei computer si vedeva ovunque tranne che nelle statistiche” – per ricordare che nella storia le grandi innovazioni hanno premiato chi le ha integrate nei processi, non chi le ha concepite. L’IA genererà nuove professioni: oltre il 60% degli occupati statunitensi svolge mansioni che ottant’anni fa non esistevano. Ma la transizione non è indolore, e l’Italia rischia di restare indietro. Da Via Nazionale arriva la denuncia di un “circolo vizioso” che spinge i giovani all’estero, mentre l’Europa appare lenta e l’adozione dell’intelligenza artificiale procede a rilento.
La risposta deve essere di sistema: ricalibrare la politica monetaria senza strangolare il credito, riformare le garanzie pubbliche per non distorcere il mercato, e investire in competenze. Gli analisti iraniani, dal canto loro, sottolineano con amarezza come la guerra stia svuotando le tasche degli europei, evidenziando l’interdipendenza delle crisi. Per l’Italia, aggiunge Panetta, la priorità è superare le debolezze di produttività che durano da decenni, restituendo slancio a un’economia che ha tenuto agli shock ma ora rischia la stagnazione.
L’incrocio tra rivoluzione digitale e frammentazione geopolitica disegna un orizzonte in cui l’autonomia strategica europea non è più rinviabile. Le banche devono essere prudenti ma evitare restrizioni indiscriminate del credito; i governi devono governare l’IA affinché resti al servizio della persona. Se il conflitto si prolungasse, la spirale prezzi-salari potrebbe innescare una reazione a catena. La finestra per un atterraggio morbido si restringe, e la risposta – nelle parole del governatore – esige una politica monetaria capace di adattarsi, passo dopo passo, a uno scenario in continuo mutamento.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Da Bankitalia arriva un allarme: la guerra nel Golfo potrebbe far salire l'inflazione oltre il 6% e frenare la crescita nell'Eurozona. Il governatore Panetta invoca rapidità nell'adozione dell'intelligenza artificiale e denuncia la fuga di cervelli dall'Italia, mentre chiede prudenza nel credito bancario.
La guerra scatenata da USA e Israele contro l'Iran sta svuotando le tasche degli europei, secondo la narrativa iraniana. La ricerca della BCE mostra che i consumatori dell'eurozona sono ora più reattivi ai prezzi, subendo un secondo shock dopo l'Ucraina.
Il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, vede motivi per un rialzo dei tassi della BCE. Il conflitto prolungato in Medio Oriente, le aspettative d'inflazione in crescita e i rischi sulle forniture di carburante lo richiedono, ha dichiarato a Roma.
Panetta, membro del board BCE, riconosce la necessità di un rialzo dei tassi nell'eurozona a causa dei prezzi energetici legati alla guerra con l'Iran, ma sottolinea che le aspettative d'inflazione restano ancorate. Invita a non seguire una traiettoria predefinita.
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