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sabato 6 giugno 2026 · Edizione delle 10:00 CET

Trump rilancia la guerra tariffaria su più fronti, Ue e Brasile cercano contromisure

Dopo la bocciatura della Corte Suprema, Washington propone dazi contro decine di paesi per lavoro forzato e surplus commerciale, mentre Bruxelles discute un piano per affrontare la Cina e Brasilia punta al dialogo.

Economia8 testate3 lingue3 min letturaAgg. 19:42

Dopo la pesante battuta d’arresto inflitta dalla Corte Suprema alle tariffe d’emergenza, l’amministrazione Trump ha scatenato una nuova offensiva commerciale su scala globale. L’Ufficio del Rappresentante per il Commercio ha avanzato l’ipotesi di dazi aggiuntivi del 10-12,5% sulle importazioni da oltre sessanta paesi giustificandoli con la lotta al lavoro forzato, e nel contempo ha concluso due indagini contro il Brasile che potrebbero tradursi in prelievi del 25%, aprendo un fascicolo anche sul Vietnam e annunciando un esame delle sovraccapacità industriali e dei sussidi statali. Alle imprese, infine, è stato chiesto un parere sulla futura gestione dei rapporti con la Cina, segno che Pechino resta il vero nodo strategico.

Sul fronte europeo, la reazione è duplice. Mentre gli strateghi di Bruxelles – secondo analisti vicini alle istituzioni – tornano a evocare un’Unione «con denti e artigli», a fine maggio si è tenuta una riunione ad alto livello della Commissione proprio per arginare l’inarrestabile surplus cinese. L’incontro riservato conferma che il Vecchio Continente teme di ritrovarsi stretto in una morsa commerciale a tenaglia, dovendo fronteggiare simultaneamente Washington e Pechino. Non a caso, dopo il “Liberation Day” trumpiano dello scorso anno, l’Ue si è affrettata a siglare l’accordo con il Mercosur rimasto congelato per un decennio, mentre il Canada di Mark Carney cercava nuovi canali con la capitale cinese e i paesi del Sud-est asiatico approfondivano l’integrazione con l’economia di Xi Jinping.

Da Brasilia filtra un cauto ottimismo. Il governo Lula, pur ammettendo il forte disagio per le due inchieste commerciali statunitensi, ritiene ancora possibile un negoziato con l’amministrazione Trump per scongiurare le nuove tariffe. Interlocutori del Planalto parlano apertamente di «spazio per il dialogo», in una strategia che scommette sul canale diplomatico piuttosto che su ritorsioni immediate.

La cornice giuridica dell’intera operazione, tuttavia, solleva perplessità. Le proposte sui dazi anti-lavoro forzato si appoggiano alla Sezione 301, lo stesso strumento che la Corte Suprema ha in parte smantellato a febbraio. Esperti internazionali e gruppi per i diritti umani avvertono che misure di questo tipo rischiano non solo di fallire l’obiettivo di contrastare le moderne schiavitù, ma addirittura di aggravare il problema, colpendo indiscriminatamente intere filiere e alimentando incertezza normativa.

Il quadro che emerge è quello di un riordino profondo delle geografie commerciali. Mentre Washington tenta di aggirare i vincoli giudiziari e moltiplica i fronti di pressione, l’Europa prepara i propri strumenti difensivi, il Brasile investe sulla trattativa e la Cina consolida legami alternativi. È l’inizio di una lunga guerra commerciale senza vincitori annunciati.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa giapponese-coreanaStampa latinoamericanaStampa iraniana e affini · regime
Stampa europea continentaleallarmeurgenza

L'Europa deve prepararsi urgentemente a una doppia guerra commerciale, dotandosi di strumenti di difesa più aggressivi. Le nuove accuse statunitensi sul lavoro forzato colpiscono punti deboli, come nel caso della Svizzera, e rischiano di alimentare tensioni commerciali senza risolvere i problemi reali.

Stampa giapponese-coreanascetticismopragmatismo

Le nuove tariffe americane come soluzione al lavoro forzato sono un'arma spuntata, sostengono esperti e gruppi per i diritti. Invece di combattere la schiavitù moderna, queste misure rischiano di peggiorare la situazione e di creare nuovi ostacoli al commercio globale.

Stampa latinoamericanapragmatismo

Il governo brasiliano mantiene la speranza in un dialogo con l'amministrazione Trump per evitare le nuove tariffe del 25%. Nonostante le indagini statunitensi e le proposte di dazi, Brasilia crede ci sia ancora spazio per un'intesa e punta sulla via diplomatica.

Stampa iraniana e affini/ regimeallarmerevanscismo

Dopo una sconfitta sul fronte legale interno, Trump ha rilanciato la guerra commerciale con nuove tariffe punitive. L'offensiva colpisce oltre sessanta paesi con accuse di lavoro forzato e mira in particolare al Brasile con dazi del 25%, in un'escalation che riporta le tensioni globali in primo piano.

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HuffPost Italia6 giu, 15:58
The Guardian6 giu, 15:59
Khabar Online6 giu, 16:00
The Japan Times6 giu, 07:15
Metrópoles6 giu, 08:25
Financial Times6 giu, 15:59
Tages-Anzeiger6 giu, 08:24
Bloomberg6 giu, 15:59