Nave cargo colpita da drone al largo dell'Iraq: cresce l'insicurezza marittima
Due esplosioni su un mercantile a sud-est di Umm Qasr, una attribuita a un drone. Nessuna rivendicazione, mentre aumentano gli incidenti nel Golfo Persico.

La comunità marittima internazionale è in allerta dopo che un cargo in transito nel Golfo è stato scosso da due violente esplosioni, lunedì, a circa 40 miglia nautiche a sud-est del porto iracheno di Umm Qasr. Secondo fonti della sicurezza irachena, la seconda deflagrazione sarebbe stata causata da un drone, mentre la prima potrebbe essere riconducibile a un proiettile non identificato che ha colpito la fiancata di dritta, come segnalato dall’agenzia britannica UKMTO. Un membro della pattuglia marittima irachena ha raccontato: «Mentre valutavamo i danni della prima esplosione, abbiamo sentito un drone in hovering sopra di noi, poi un potente scoppio ha innescato un incendio sulla nave». Le fiamme sono state successivamente domate e non si registrano vittime né danni ambientali immediati, ma le indagini sono in corso.
L’episodio si inserisce in un quadro di instabilità crescente nel Golfo Persico, snodo cruciale per il commercio globale e il transito energetico. Solo negli ultimi tre mesi, la UKMTO ha censito 52 incidenti tra attacchi e attività sospette nella regione, che comprende lo Stretto di Hormuz e il Golfo di Oman, interessando direttamente le rotte di approvvigionamento di petrolio e gas verso l’Europa e l’Italia. L’assenza di rivendicazioni immediate lascia spazio a molteplici ipotesi, ma gli osservatori mediorientali legano l’accaduto alle persistenti tensioni tra Stati Uniti e Iran, con i colloqui per il cessate il fuoco che vacillano proprio in queste settimane.
Per Bruxelles e Roma, la sicurezza marittima nel Golfo rappresenta una priorità strategica. Ogni interruzione o minaccia alle vie di transito può avere ripercussioni dirette sui prezzi dell’energia e sulla stabilità delle catene di approvvigionamento, già provate da crisi multiple. Analisti europei sottolineano la necessità di un coordinamento internazionale più stringente per proteggere la libertà di navigazione, mentre da Baghdad filtrano timori per una possibile escalation che coinvolga le infrastrutture portuali irachene.
Le indagini in corso dovranno chiarire la natura e l’origine dell’attacco, ma l’evento consolida la percezione del Golfo come area sempre più vulnerabile a conflitti asimmetrici. La comunità internazionale segue con apprensione, consapevole che la prossima scintilla potrebbe innescare conseguenze ben oltre le acque regionali.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
L'incidente viene descritto come un attacco con drone contro una nave cargo nel Golfo Persico, alimentando preoccupazioni per la sicurezza marittima. Con il fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, l'esplosione accresce lo scetticismo sulla tenuta della tregua e sulla stabilità regionale.
L'incidente viene riportato fedelmente secondo il UKMTO: un proiettile sconosciuto ha colpito la nave, provocando una forte esplosione. Non si segnalano danni ambientali ed è in corso un'inchiesta. Non si fa cenno a droni o attribuzioni di responsabilità.
La nave cargo è stata colpita da un attacco di droni, secondo funzionari iracheni. Due esplosioni hanno provocato un incendio, poi domato. L'evento sottolinea la persistente minaccia dei droni nel Golfo e solleva preoccupazioni per la sicurezza.
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