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Apple rimuove Max dall’App Store: la Russia contesta, 20 milioni di utenti iOS colpiti

La piattaforma imposta dal Cremlino è sparita senza spiegazioni. I push non funzionano più, mentre il ministro Shadaev promette una soluzione. Il caso solleva interrogativi sulla sovranità digitale.

Diritto15 testate5 lingue3 min letturaAgg. 13:02

La sera del 3 giugno, gli utenti russi di iPhone hanno scoperto che Max, l’app di messaggistica promossa dal Cremlino come alternativa nazionale a WhatsApp e Telegram, era sparita dall’App Store. Apple non ha fornito spiegazioni, e dalla mattina successiva i dispositivi iOS hanno smesso di ricevere notifiche push per messaggi e chiamate. La società sviluppatrice ha confermato il «temporaneo blocco», assicurando che tutte le altre funzioni restano attive e invitando gli utenti ad aprire manualmente l’app per non perdere comunicazioni. Un silenzio che pesa: secondo il ministro russo dello Sviluppo digitale, Maksut Shadaev, il provvedimento colpisce oltre 20 milioni di cittadini — quasi un terzo dei 60 milioni di utilizzatori quotidiani della piattaforma.

Max è stato lanciato nella primavera del 2025 ed è obbligatorio per legge su tutti gli smartphone e computer venduti in Russia. Il progetto è il cuore di una strategia di «sovranità digitale» che ha visto Mosca rallentare WhatsApp e Telegram e imporre alle amministrazioni pubbliche, alle scuole e alle aziende statali l’adozione del messenger nazionale. Secondo gli osservatori occidentali, Max non offre crittografia end‑to‑end e potrebbe essere usato per tracciare i cittadini: elementi che hanno reso il suo successo più un obbligo che una scelta. La piattaforma, nel frattempo, si stava trasformando in una super‑app: nei giorni scorsi aveva avviato test per trasmissioni in diretta e siglato accordi per pagamenti contactless via Sistema di pagamento veloce.

La reazione di Mosca non si è fatta attendere. Parlando al Forum economico internazionale di San Pietroburgo, Shadaev ha denunciato la «decisione unilaterale» di Apple, sottolineando che il ministero non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. «Risolveremo la questione», ha assicurato, mentre gli sviluppatori di Max hanno dichiarato di essere in contatto con Cupertino per ottenere un chiarimento. Il caso ricorda analoghe rimozioni di app russe dagli store occidentali, ma colpisce per la scala: Max era diventato uno strumento obbligato per milioni di cittadini, ora improvvisamente menomato.

Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, la vicenda assume un significato che va oltre la cronaca russo‑americana. Da anni Bruxelles discute di autonomia strategica e di come limitare lo strapotere dei gatekeeper digitali, come dimostra il Digital Markets Act. La rimozione di un’app statale da parte di una piattaforma privata americana senza motivazioni pubbliche tocca nervi scoperti: chi controlla gli ecosistemi mobili può decidere quali servizi siano permessi in un Paese. Se il gesto di Apple si iscrive in un quadro di sanzioni o di pressioni politiche, potrebbe accelerare i piani russi per un sistema operativo mobile indipendente — e rafforzare il dibattito europeo sulla necessità di alternative ai colossi della Silicon Valley.

Mentre gli utenti iOS russi imparano a convivere con un messenger silenzioso, il futuro di Max resta incerto. Cupertino tace, e la promessa di Shadaev suona più come un auspicio che una garanzia. L’episodio conferma come gli scontri geopolitici trovino ormai nel digitale un teatro privilegiato, dove le notifiche interrotte diventano metafora di una rete globale sempre più frammentata.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa russa e CSIStampa europea continentaleStampa latinoamericana · mercato
Stampa russa e CSIindignazionevittimismo

Apple ha rimosso senza alcuna spiegazione il messenger nazionale Max dall'App Store, tagliando fuori oltre 20 milioni di utenti iPhone. Il Ministero dello Sviluppo Digitale ha denunciato l'arbitrarietà della mossa e ha assicurato che si adopererà per risolverla, mentre gli sviluppatori avvertono che i messaggi arriveranno ma senza notifiche push.

Stampa europea continentaleallarmescetticismo

Apple ha eliminato Max dall'App Store, la super‑app russa priva di crittografia promossa dal Cremlino, che Mosca aveva reso obbligatoria per dipendenti pubblici, aziende statali e scuole. L'operazione blocca il tentativo di imporre un'app che i critici considerano uno strumento di sorveglianza di massa.

Stampa latinoamericana/ mercatourgenzadistacco

Apple ha rimosso dal proprio store una delle app di messaggistica più grandi al mondo, MAX, che aveva superato i 100 milioni di utenti registrati e competeva con WhatsApp e Telegram. La decisione, confermata dagli sviluppatori, ha un forte impatto su una piattaforma che aveva raggiunto cifre di download da record globale.

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