Le rivelazioni Mandelson mettono alle corde Starmer: governo umiliato, Trump nell'ombra
Un nuovo, imponente dossier svela i messaggi dell'ex ambasciatore: disprezzo per il premier, relazioni pericolose con Epstein e un dono pensato per Trump.

L'ostinazione con cui Keir Starmer ha difeso la nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore a Washington si è trasformata in una delle crisi più acute per il suo governo. Downing Street ha reso pubblici ieri pomeriggio oltre millecinquecento pagine di email, messaggi WhatsApp e scambi interni – il secondo e più voluminoso rilascio documentale dell'era post-Brexit dopo il rapporto Chilcot sull'Iraq. Il contenuto conferma ciò che le prime carte di marzo avevano lasciato presagire: la consapevolezza dei rischi reputazionali legati all'amicizia di Mandelson con Jeffrey Epstein, il finanziere condannato per abusi sessuali su minori, e l'incapacità di valutare il danno politico.
Lo scandalo, che secondo l'ottica di Bruxelles allontana ulteriormente il Regno Unito da un profilo di affidabilità diplomatica, trascina Starmer in un gorgo di umiliazioni. I messaggi rivelano che Mandelson, lungi dal mostrare gratitudine, riservava al premier parole di aperto disprezzo: «manca di verve», «nessuno sa cosa pensi Keir», «il governo è assediato e allo sbando». Dalle conversazioni emerge un'amministrazione condotta via WhatsApp, con ministri dilaniati da faide interne, mentre il futuro ambasciatore si faceva beffe della leadership di Downing Street. La stampa tedesca e italiana sottolinea l'imbarazzo di un esecutivo già fragile, mentre gli analisti australiani parlano di un primo ministro in lotta per la sopravvivenza politica.
Dal carteggio riaffiora anche l'ossessione di compiacere Donald Trump. Funzionari britannici discutevano di un dono simbolico – una replica della «scatola rossa» ministeriale – pensato per lusingare il presidente americano, con tanto di stemma dorato. I riferimenti a Trump sono stati espunti per non irritare il tycoon, riferisce la stampa spagnola, mentre il nome di Starmer non compare in alcun passaggio diretto: un'assenza che secondo i commentatori spagnoli potrebbe indicare una delega spericolata o un tentativo di prendere le distanze a posteriori.
Nel frattempo, l'inchiesta su Mandelson procede per sospetta divulgazione di informazioni riservate, aggravata dai legami con Epstein emersi dopo la pubblicazione di dossier del Dipartimento di Giustizia statunitense. L'eco internazionale, dalla Cina al Brasile, amplifica lo smarrimento di un governo che sperava di archiviare la vicenda e che ora vede il suo giudizio più rilevante in politica estera trasformarsi in un boomerang. Il partito laburista, già logorato, teme che questa ferita resti aperta per anni, proprio come accadde con il celebre biglietto «I'm afraid there is no money» lasciato da Liam Byrne nel 2010.
Per Starmer la partita si fa esistenziale. L'uscita di scena di Mandelson non ha spento il fuoco, e la pressione di un Parlamento che esamina le «osservazioni a margine» – i cosiddetti box comments – sui rapporti di due diligence potrebbe svelare ulteriori responsabilità ministeriali. Mentre Londra cerca di rilanciare il suo ruolo nel G7 e nei negoziati commerciali post-Brexit, questa crisi rischia di congelare ogni ambizione, consegnando l'immagine di un paese che, secondo l'ottica di Pechino, fatica a tenere insieme credibilità e continuità istituzionale.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Le nuove rivelazioni imbarazzano il premier Starmer, dipinto come un leader assediato e allo sbando. L'ambasciatore Mandelson, nominato nonostante i rischi, mostrava disprezzo per il governo e per lo stesso premier, aggravando lo scandalo Epstein.
I nuovi documenti svelano retroscena come l'idea di regalare a Trump un dischetto rosso e dettagli sulla nomina di Mandelson. La vicenda getta ulteriore ombra su Starmer, già in lotta per la sopravvivenza politica.
La pubblicazione dei fascicoli aumenta la pressione sulla premiership già traballante di Starmer. I media di Stato cinesi evidenziano i rischi reputazionali ignorati e la gestione caotica della vicenda Epstein.
Il governo britannico ha reso pubbliche centinaia di pagine sul legame tra l'ex ambasciatore Mandelson e Jeffrey Epstein, causa del suo licenziamento. La notizia viene riportata in modo descrittivo, senza commenti diretti sulla leadership di Starmer.
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