La Spagna ritrova i gioielli per il debutto: Yamal e Williams pronti per Capo Verde
I tre attaccanti restano a Chattanooga per recuperare, ma saranno in campo il 15 giugno. L'amichevole col Perù a Puebla, assaggio di un Mondiale senza Italia.

La nazionale spagnola è atterrata domenica a Puebla senza le sue stelle più luminose: Lamine Yamal, Nico Williams e Víctor Muñoz sono rimasti nel ritiro di Chattanooga, in Tennessee, per completare il recupero dagli infortuni muscolari che hanno segnato la fine della stagione dei club. Eppure, proprio mentre migliaia di tifosi messicani accoglievano la Roja con un entusiasmo descritto dalla federazione iberica come «irreale» – quarant'anni dopo l'ultima visita – il commissario tecnico Luis de la Fuente ha confermato che tutti e tre saranno disponibili per l'esordio mondiale contro Capo Verde, in programma il 15 giugno ad Atlanta. Un'annuncio che trasforma l'amichevole di questa notte contro il Perù in un ultimo laboratorio tattico, più che in un'emergenza.
I tre giocatori hanno saltato le fasi conclusive della Liga per problemi ai muscoli posteriori della coscia: Yamal, appena diciottenne, è fermo dal 22 aprile, mentre Williams e Muñoz hanno accusato fastidi analoghi con l'Athletic Bilbao e l'Osasuna. Lo staff medico della nazionale, d'intesa con il preparatore atletico, ha preferito non rischiarli per la trasferta messicana, ma i segnali che giungono dal ritiro statunitense parlano di una prognosi positiva. «Ci dispiace che non siano qui con noi, ma il consiglio dei medici è stato di trattenerli lì – ha spiegato de la Fuente –. Tutti e tre dovrebbero essere pronti per la prossima partita». La cautela sull'impiego dal primo minuto contro Capo Verde resta, ma il solo fatto di riaverli in gruppo ridisegna le ambizioni dei campioni d'Europa.
Per il lettore italiano, la scena spagnola si carica di un sottotesto inevitabile: mentre la Roja si prepara a un Mondiale organizzato su tre nazioni nordamericane, l'Italia osserva da casa per la seconda edizione consecutiva. La tenda di Chattanooga, da cui la squadra si sposterà verso le sedi delle partite, diventa il simbolo di una globalizzazione calcistica che esalta le potenze capaci di adattarsi e punisce chi non riesce a qualificarsi. L'accoglienza di Puebla, con bandiere sventolate e cori incessanti, ricorda quanto il calcio europeo conservi un fascino capace di travalicare i confini anche lontano dai grandi tornei, ma allo stesso tempo sottolinea il vuoto lasciato dall'assenza azzurra in un contesto che, dal punto di vista geopolitico, mescola Nord e Centro America in un unico palcoscenico.
Il test contro il Perù, preceduto dal pareggio per 1-1 con l'Iraq a La Coruña, servirà a oliare i meccanismi di una squadra che punta a integrare gradualmente i suoi talenti offensivi. L'esordio contro l'esordiente Capo Verde dovrebbe consentire di gestire con intelligenza i minutaggi, ma la vera sfida sarà conservare la brillantezza atletica di Yamal e Williams lungo tutto l'arco della competizione. La calorosa parentesi messicana, con il suo abbraccio inatteso, offre intanto alla Spagna la conferma che anche un'amichevole di preparazione può trasformarsi in un piccolo evento diplomatico, mentre l'Europa guarda con attenzione alla tenuta dei propri gioielli più fragili.
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