Albania, la rivolta dei fenicotteri contro il resort dei Trump
Da giorni migliaia di manifestanti a Tirana protestano contro il progetto turistico di Jared Kushner e Ivanka Trump in un’area protetta, mentre il premier albanese accusa l’Iran e denuncia derive antisemite.

Per il settimo giorno consecutivo, le strade di Tirana sono state invase da migliaia di manifestanti che sventolano fenicotteri rosa come simbolo della loro lotta. È la “Flamingo Revolution”, la rivoluzione dei fenicotteri, che da una settimana scuote l’Albania contro il progetto di resort di lusso voluto da Jared Kushner e Ivanka Trump. Al centro della contesa c’è l’isola di Sazan, già ribattezzata dalla stampa italiana “Trump Island”, un tempo base militare comunista segreta, e la zona umida protetta di Vjosa-Narta, un ecosistema prezioso che ospita fenicotteri, pellicani e tartarughe marine.
Il piano, gestito dal fondo Affinity Partners di Kushner, prevede un investimento fino a 5 miliardi di dollari per trasformare la costa adriatica albanese in un complesso di hotel, ville e resort di lusso. Ma le associazioni ambientaliste denunciano che, ancor prima di ottenere le autorizzazioni definitive, mezzi pesanti sono entrati nell’area provocando danni irreversibili all’ecosistema. Secondo fonti locali, il governo avrebbe manipolato le leggi per agevolare il progetto, mentre il premier Edi Rama nega qualsiasi approvazione ufficiale e afferma che esperti internazionali stanno studiando la proposta.
Le proteste hanno assunto una piega politica dopo che Rama, senza fornire prove, ha accusato l’Iran di fomentare le manifestazioni e ha denunciato una presunta matrice antisemita della campagna contro il progetto. Nel frattempo, sui social è circolato un video spacciato per una ripresa delle proteste, ma in realtà girato in Spagna durante i festeggiamenti di una squadra di calcio, smentito dai fact-checker. Un episodio che mostra come la tensione si presti a strumentalizzazioni.
La vicenda non è solo albanese. L’Italia e l’Europa guardano con preoccupazione a un’iniziativa che rischia di compromettere un patrimonio naturale condiviso: il Mar Adriatico. L’area di Vjosa-Narta è considerata uno degli ecosistemi più preziosi del Mediterraneo, e la sua distruzione potrebbe avere ripercussioni transfrontaliere. Inoltre, il caso mette a nudo le fragilità di un paese candidato all’UE, dove le promesse di sviluppo economico si scontrano con la tutela ambientale e lo stato di diritto. Bruxelles, pur non essendosi ancora espressa ufficialmente, monitora con attenzione eventuali violazioni delle direttive europee in materia di ambiente e appalti.
Al di là delle accuse incrociate, la “Flamingo Revolution” sta diventando un simbolo di resistenza contro un modello di sviluppo calato dall’alto, che molti albanesi percepiscono come una svendita del territorio a poteri stranieri. Con l’opposizione che cavalca il malcontento e la società civile sempre più organizzata, il governo Rama si trova in una posizione difficile. Nei prossimi mesi, la trasparenza del processo decisionale e il rispetto delle procedure ambientali saranno decisivi per capire se l’Albania riuscirà a conciliare le ambizioni turistiche con la salvaguardia del suo inestimabile capitale naturale.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Il governo albanese accusa senza prove l'Iran di fomentare le proteste contro il progetto turistico della famiglia Trump, mentre il premier Rama insinua anche motivazioni antisemite. Manifestazioni legittime in difesa di un ecosistema prezioso vengono strumentalizzate per colpire Teheran.
La mobilitazione ambientalista in Albania non è contro un cognome, ma contro un progetto che minaccia un ecosistema fragile. Nonostante le rassicurazioni del governo, il resort di lusso metterebbe a repentaglio la laguna di Vjosa-Narta e la sua biodiversità unica.
Decine di migliaia di albanesi danno vita alla 'Rivoluzione dei fenicotteri' contro un resort di lusso da un miliardo di dollari legato a Jared Kushner e Ivanka Trump. I manifestanti brandiscono fenicotteri rosa come simbolo per proteggere le zone umide costiere da un progetto che il governo considera strategico.
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