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La Francia convoca il Consiglio di Sicurezza: «L’avanzata israeliana in Libano è un grave errore»

Mentre l’Idf occupa il castello crociato di Beaufort, Parigi denuncia la violazione del cessate il fuoco del 17 aprile. E Washington annuncia un’intesa per mercoledì.

Geopolitica8 testate4 lingue2 min letturaAgg. 07:15

L’escalation militare israeliana in Libano ha spinto la Francia a richiedere una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dopo che le forze di difesa israeliane hanno conquistato il castello di Beaufort, una fortezza medievale di epoca crociata arroccata sulle montagne del Sud del Paese, nei pressi di Nabatieh. Si tratta dell’incursione più profonda in territorio libanese da oltre ventisei anni, un’avanzata che da Gerusalemme viene giustificata come operazione difensiva contro Hezbollah, ma che per Parigi costituisce «un grave errore» e una violazione palese del cessate il fuoco entrato in vigore il 17 aprile scorso.

«Ho richiesto una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza», ha dichiarato il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, precisando che «nulla può giustificare la continuazione delle operazioni militari israeliane in Libano e la sua crescente occupazione del territorio libanese». Secondo fonti diplomatiche a New York, l’incontro si terrà già nel pomeriggio di lunedì, subito dopo un’altra seduta straordinaria dedicata all’impatto di un drone russo su un edificio residenziale in Romania. La concomitanza delle crisi rende il confronto in seno al Palazzo di Vetro ancora più delicato, mentre cresce la preoccupazione per la stabilità dell’intera regione mediorientale.

Se la diplomazia francese alza i toni, da Washington giungono segnali di una possibile svolta negoziale. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha fatto sapere che mercoledì potrebbe essere annunciato un cessate il fuoco tra Israele e Libano, un’intesa che punterebbe a fermare l’escalation prima che si allarghi a un conflitto regionale. Barrot, dal canto suo, ha anche esortato Iran e Stati Uniti a concludere un accordo di pace parallelo, nella convinzione che solo un quadro complessivo possa disinnescare le tensioni che soffiano da Gaza al Libano, passando per lo Yemen e la Siria.

La conquista di Beaufort, posizione strategica che domina la valle, riporta alla memoria il ritiro israeliano del maggio 2000 e i lunghi anni di occupazione precedenti, alimentando il sospetto di un ridisegno dei confini di fatto. Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, l’instabilità libanese si traduce in rischi diretti: dalla sicurezza energetica ai flussi migratori, fino al potenziale coinvolgimento della missione Unifil, di cui Roma è principale contributore. La riunione del Consiglio di Sicurezza misurerà la capacità della comunità internazionale di parlare con una voce sola, ma le divergenze tra le capitali restano profonde, mentre sul terreno il fragore delle armi non accenna a spegnersi.

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