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Bomba della Seconda Guerra Mondiale esplode a Biak: cinque morti e tre dispersi in Papua

L'esplosione di una bomba risalente alla Seconda guerra mondiale ha devastato un villaggio di pescatori in Papua, uccidendo cinque persone, tra cui bambini, e ferendone diciannove. Tre risultano dispersi. Le forze dell'ordine indonesiane stanno setacciando l'area per altri ordigni.

Geopolitica9 testate1 lingue2 min letturaAgg. 13:20

L'esplosione improvvisa di una bomba risalente alla Seconda guerra mondiale ha scosso domenica pomeriggio il villaggio di pescatori di Biak Numfor, nella Papua indonesiana. L'ordigno, sepolto sotto una palafitta nel complesso ittico di Jalan Walter Mongonsidi, è detonato alle 14:45 ora locale, uccidendo cinque persone – tra cui alcuni bambini – e ferendone altre diciannove, mentre tre risultano ancora dispersi. Le vittime appartenevano a un'unica famiglia, che sarà sepolta in una fossa comune nel cimitero di Inggiri, testimoniando la portata devastante della tragedia.

Le autorità indonesiane hanno reagito con prontezza: il portavoce della polizia di Papua, Kombes Cahyo Sukarnito, ha confermato che l'esplosione è avvenuta "in modo inaspettato" e con un "rumore assordante", attirando l'attenzione dei residenti. Una squadra di artificieri della Brigata Mobile (Brimob), guidata da AKP Hanasbey e composta da 16 uomini, è stata immediatamente dispiegata da Jayapura per mettere in sicurezza l'area. Le forze congiunte di polizia, esercito e agenzia di soccorso Basarnas stanno setacciando il perimetro, poiché si teme la presenza di altri ordigni inesplosi, un lascito palpabile della guerra combattuta qui ottant'anni fa.

Biak, isola strategica nella baia di Cenderawasih, fu teatro nel 1944 di una feroce battaglia tra le truppe alleate – in prevalenza statunitensi – e l'esercito imperiale giapponese. L'anziano Didimus Nowar, ottantenne testimone oculare, ha raccontato alla stampa locale di quei giorni di "fuoco ovunque, a est, a nord, a ovest", quando l'isola venne ridotta a un campo di battaglia. Oggi, quei residuati bellici continuano a mietere vittime civili, un fenomeno condiviso da molte aree del Sud-est asiatico e del Pacifico, dove le bonifiche procedono a rilento per mancanza di fondi e per l'estensione dei territori contaminati.

L'evento ha avuto eco internazionale, riportato dalla stampa francese e iraniana, a riprova di come il problema delle "bombe dormienti" trascenda i confini nazionali. Secondo osservatori europei, la comunità internazionale dovrebbe intensificare il sostegno ai programmi di sminamento e messa in sicurezza, specie in regioni remote come la Papua occidentale. D'altro canto, analisti di Giacarta sottolineano la necessità di un censimento accurato e di campagne di sensibilizzazione tra le popolazioni costiere, spesso ignare del pericolo che giace sotto le loro abitazioni.

Mentre il cordoglio avvolge la comunità di Biak, resta l'interrogativo su quanti altri ordigni giacciano ancora sepolti, pronti a esplodere. La tragedia di domenica riaccende i riflettori su un'eredità bellica che l'Indonesia e il mondo faticano a disinnescare.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa sud-est asiaticaStampa iraniana e affini · regimeStampa europea continentale · mediterranea
Stampa sud-est asiaticaallarmevittimismopragmatismo

L'esplosione a Biak, causata da un ordigno della Seconda guerra mondiale, ha provocato una strage: cinque morti, tre dispersi e case distrutte. Le squadre artificiere sono state subito dispiegate per mettere in sicurezza l'area, mentre i testimoni raccontano la palla di fuoco. Alcuni media rievocano la sanguinosa battaglia di Biak del 1944, sottolineando il pericolo residuo degli ordigni inesplosi.

Stampa iraniana e affini/ regimedistaccopragmatismo

Una bomba risalente probabilmente alla Seconda guerra mondiale è esplosa in Indonesia, causando cinque morti e tre dispersi. La notizia, ripresa da media locali, è stata riportata in forma stringata, senza commenti o collegamenti storici, come un fatto di cronaca lontana.

Stampa europea continentale/ mediterraneadistaccopragmatismo

La cronaca francese descrive l'esplosione in un villaggio di pescatori della Papua orientale, dove una bomba della Seconda guerra mondiale ha ucciso cinque persone e ferito 19 abitanti. Il racconto indugia sulla palla di fuoco e sulla colonna di fumo, ma mantiene un tono distaccato da corrispondenza estera, inquadrando l'accaduto come un tragico incidente storico.

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Okezone1 giu, 03:54
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