Accedi
Edizione delle 06:00 CETgiovedì 11 giugno 2026
287 testate · 16 lingue0 briefing oggi
domenica 7 giugno 2026 · Edizione delle 20:00 CET

La doppia faccia migratoria di Washington: aperture sui visti, l'assedio a Cuba

Mentre le lobby imprenditoriali ottengono rassicurazioni sulle green card, l’inasprimento delle sanzioni svuota l’isola di investitori, spingendola verso una crisi umanitaria senza precedenti.

Geopolitica5 testate3 lingue3 min letturaAgg. 03:27

Dietro la pressione silenziosa ma risoluta delle grandi corporation americane, la Casa Bianca ha improvvisamente smussato i requisiti per le green card, rassicurando i titolari di visti di lavoro che non saranno costretti a lasciare il Paese per ottenerle. È il risultato di una campagna lampo descritta dalla stampa atlantica come l’ennesima prova della capacità del settore privato di modellare la politica migratoria quando sono in gioco talenti e competitività. Eppure, a poche centinaia di chilometri dalla Florida, lo stesso esecutivo applica una logica opposta: strangolare l’economia cubana con sanzioni e minacce, inducendo le aziende straniere a un esodo di massa.

Sull’isola caraibica, il ritiro degli investitori internazionali sta assumendo contorni sistemici. Mastercard e Visa hanno cessato di operare, le catene alberghiere spagnole Iberostar e Meliá hanno abbandonato la gestione di almeno una decina di strutture, e quella canadese Royalton ha già fatto le valigie. Il colpo più duro arriva dal settore minerario: l’incertezza sulla permanenza della canadese Sherritt International, partner cruciale per l’estrazione del nichel, priva il governo di una fonte indispensabile di valuta e di know-how tecnico. Secondo analisti nordamericani, si tratta di un punto di svolta che rischia di azzerare decenni di presenza imprenditoriale estera.

La dimensione umanitaria della crisi, evidenziata da esperti canadesi, è «inedita e provocata deliberatamente». La penuria di petrolio che attanaglia i 9,6 milioni di abitanti da gennaio si aggrava con il collasso dei servizi turistici e finanziari, in una spirale che alcuni definiscono «sofferenza razionalmente inflitta dal governo americano». Le voci da Montréal sottolineano come l’amministrazione statunitense stia consapevolmente mirando alla popolazione per forzare un cambio di regime, strategia che ricorda esperimenti passati ma con una intensificazione senza pari.

La contraddizione tra l’apertura selettiva verso l’immigrazione qualificata, dettata dalle necessità del mercato del lavoro interno, e la chiusura punitiva verso Cuba, rivela un approccio geopolitico a geometria variabile. Per l’Europa, che osserva da vicino le ripercussioni sui flussi migratori e sugli investimenti nel bacino caraibico, il messaggio è duplice: Washington premia chi si adegua alle sue esigenze economiche ma non esita a usare la leva umanitaria come arma di pressione politica. Gli analisti di Bruxelles intravedono in questa asimmetria il riflesso di una dottrina in cui l’immigrazione è tollerata solo quando serve, mentre la sovranità altrui può essere sgretolata a colpi di sanzioni e isolamento finanziario. L’esito per Cuba appare già scritto in una crisi che, priva di inversioni di rotta, si trasformerà in un baratro sociale con ripercussioni per l’intera regione.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericana · bolivariana_progressistaStampa russa e CSI · statoStampa atlantica / anglosfera · progressista
Stampa latinoamericana/ bolivariana_progressistaindignazionevittimismo

Il governo messicano ha inviato un nuovo carico di aiuti umanitari a Cuba, afflitta da una gravissima crisi economica e sociale scatenata dal blocco petrolifero imposto dagli Stati Uniti. La solidarietà regionale viene mostrata come risposta diretta a misure coercitive che strangolano la popolazione.

Stampa russa e CSI/ statoallarmescetticismo

Le imprese globali stanno abbandonando rapidamente Cuba a causa delle sanzioni e delle pressioni americane, con i circuiti Mastercard e Visa che cessano le operazioni e grandi catene alberghiere spagnole che disdicono le gestioni. L'economia dell'isola si sta sgretolando ulteriormente in un contesto di accerchiamento finanziario.

Stampa atlantica / anglosfera/ progressistaallarmeindignazione

Cuba si trova sull'orlo di una catastrofe umanitaria senza precedenti, una situazione interamente fabbricata dall'uomo, secondo esperti che accusano direttamente il governo statunitense di voler deliberatamente far soffrire la popolazione cubana con il blocco petrolifero e lo strangolamento economico.

Questa notizia è apparsa su

5 testate · 3 lingue · finestra 24 ore

The Bell7 giu, 18:01
Meduza7 giu, 18:03
Le Devoir8 giu, 00:06
Kommersant7 giu, 18:02
UOL7 giu, 18:04