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La Cina dai mille volti: tra ascesa, cooperazione e tentazioni artiche

Il nuovo pragmatismo americano, le aperture a Sud e l’inquietante ipotesi di un attacco a Mosca: Pechino ridefinisce il suo ruolo globale mentre Washington cerca un modus vivendi.

Geopolitica6 testate4 lingue2 min letturaAgg. 13:39

All’ultimo Shangri-La Dialogue di Singapore, il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha mostrato un volto inedito. Dopo un discorso infarcito di accuse a Pechino l’anno precedente, quest’anno ha scelto toni più misurati, dichiarando che Washington intende essere «forte, silenziosa e chiara». Un cambiamento che, secondo l’ex colonnello dell’Esercito popolare di liberazione Zhou Bo, oggi senior fellow all’Università Tsinghua, ricorda le maschere cangianti dell’opera del Sichuan. La svolta retorica riflette forse la consapevolezza di un declino relativo americano, ma anche la realtà di una Cina già ascesa. «La Cina non sta sorgendo: è già sorta», aveva affermato Zhou in un’intervista, aggiungendo che l’obiettivo di Pechino è diventare una potenza militare di classe mondiale entro il centenario della Repubblica popolare, nel 2049.

Sul fronte diplomatico, la Cina proietta un’immagine di cooperazione disinteressata. Zhang Run, direttore generale per l’America Latina e i Caraibi del ministero degli Esteri cinese, ha ribadito che gli aiuti alla regione «non contengono calcoli geopolitici» e non sono diretti contro terzi, in un implicito riferimento alle sanzioni statunitensi su Cuba. Pechino si presenta così come un partner affidabile, lasciando che siano i popoli latinoamericani a decidere i propri amici, in contrapposizione a un Occidente percepito come invadente.

Eppure, proprio mentre si consolida l’«amicizia senza limiti» con la Russia, una teoria inquietante circola tra analisti della difesa: la Cina potrebbe preparare un’offensiva militare contro l’alleato siberiano per il controllo dell’Artico. Con lo scioglimento dei ghiacci, le rotte polari stanno diventando un crocevia commerciale e strategico decisivo, e attualmente è Mosca a esercitare la sovranità sulla via più promettente. Un attacco cinese, per quanto al momento appaia remoto, ridisegnerebbe gli equilibri globali.

La pluralità di volti che Pechino mostra – cooperazione pacifica, competizione militare, potenziale aggressività inattesa – costringe l’Occidente a una lettura articolata. Per l’Europa e l’Italia, abituate a ragionare nei termini di una contrapposizione bipolare, lo scenario si complica: la Cina non è solo un concorrente sistemico, ma un attore la cui strategia potrebbe riservare sorprese. Il nuovo pragmatismo americano di Hegseth suggerisce che Washington sta cercando un modus vivendi, ma la traiettoria a lungo termine resta incerta. Se la potenza militare cinese continuerà a crescere, la domanda fondamentale rimane quella posta da Zhou Bo: come si comporterà la Cina una volta raggiunta la piena maturità strategica? La risposta, forse, è già scritta nelle profondità mutevoli dell’Artico.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa atlantica / anglosfera · sicurezzaStampa latinoamericanaStampa cinese · stato
Stampa europea continentalescetticismopragmatismo

La visita del ministro italiano e il viaggio in Normandia di Hegseth avvengono mentre gli Stati Uniti annunciano riduzioni delle truppe in Europa. Si insiste sulla necessità che l'Europa si assuma la responsabilità principale della propria sicurezza, generando un misto di pragmatismo e scetticismo sulle reali intenzioni americane.

Stampa atlantica / anglosfera/ sicurezzadistaccopragmatismo

La rivalità di lunga data tra USA e Cina viene inquadrata in una prospettiva storica, dal disgelo di Nixon alla crescita inarrestabile di Pechino, con l'attenzione concentrata sul comportamento della Cina piuttosto che su un allarmismo apocalittico.

Stampa latinoamericanaallarmetrionfo

Una parte della stampa latinoamericana celebra la cooperazione cinese basata sul vantaggio reciproco e denuncia il blocco statunitense a Cuba, mentre un'altra diffonde timori sensazionalistici su un possibile conflitto mondiale scatenato da una presunta invasione cinese della Russia per il controllo dell'Artico.

Stampa cinese/ statoironiaschadenfreude

Dal punto di vista cinese, il discorso del segretario alla Difesa americano al Dialogo Shangri-La, privo di attacchi frontali alla Cina e con toni più sfumati, viene letto come un sintomo del declino degli Stati Uniti, che ora adottano una strategia di 'forza silenziosa' ma tradiscono incoerenza e debolezza.

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El Cronista6 giu, 11:49
Le Monde6 giu, 10:39
South China Morning Post (SCMP)6 giu, 07:14
La Repubblica6 giu, 07:13
Fox News6 giu, 03:07
La Jornada6 giu, 11:49