L’Armenia sotto assedio commerciale russo: il voto decisivo tra Europa e Mosca
Nuove restrizioni di Mosca su frutta e verdura armena alla vigilia delle elezioni. L'UE valuta aiuti, mentre Erevan cerca sbocchi alternativi.

La Russia ha esteso il blocco all’import di prodotti agricoli dall’Armenia, vietando da oggi l’ingresso di mele, pere, melanzane, patate e frutta secca. Il divieto, imposto a tempo indeterminato dall’agenzia fitosanitaria russa, include il transito verso altri paesi dell’Unione economica eurasiatica. Si tratta dell’ultimo tassello di una campagna punitiva che nei mesi scorsi ha già colpito fiori, fragole, ciliegie, albicocche, pesce e l’acqua minerale "Jermuk". La stretta arriva a pochi giorni dalle elezioni parlamentari del 7 giugno, dove il premier Nikol Pashinyan si gioca la sopravvivenza politica e la scelta di campo del paese.\n\nIl deterioramento dei rapporti tra Mosca ed Erevan ha radici profonde. Dopo l’approvazione della legge per avviare l’adesione all’Unione europea e l’organizzazione del vertice della Comunità politica europea nella primavera del 2026, il Cremlino ha reagito con crescente durezza. Vladimir Putin, in una telefonata con Pashinyan nel giorno del suo compleanno, ha ribadito che non si può "sedere su due sedie", mentre fonti russe hanno ventilato la sospensione degli accordi su gas, prodotti petroliferi e diamanti. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che esistono "prove" del desiderio di Mosca di far perdere le elezioni a Pashinyan, proprio a causa dei legami sempre più stretti con Washington.\n\nBruxelles e Washington seguono con attenzione. L’Unione europea, per voce della commissaria all’allargamento Marta Kos, ha annunciato di voler "incrementare il sostegno a breve termine" a Erevan e accelerare il rafforzamento dei legami commerciali ed energetici con il Caucaso meridionale. Rubio, dal canto suo, ha precisato che gli Stati Uniti non chiedono all’Armenia di rompere con altri partner, ma puntano a rilanciare una relazione economica a lungo stagnante.\n\nDa parte armena, Pashinyan ha già annunciato che il primo carico di merci vietate – rose e ortaggi – è stato dirottato con successo verso i mercati dell’Ue e di altri paesi, e ha promesso sussidi agli esportatori colpiti. La diversificazione commerciale è in atto, ma la partita più importante si gioca alle urne. Secondo gli osservatori scandinavi, il voto di domenica deciderà se l’Armenia sceglierà definitivamente l’Occidente o resterà nell’orbita russa. La vicenda dimostra come la competizione geopolitica nel Caucaso si giochi ormai sul terreno economico, con Mosca che usa l’arma del commercio per condizionare le scelte di un alleato storico. L’esito elettorale sarà un test decisivo per gli equilibri regionali e per la credibilità della promessa europea di un’alternativa credibile all’integrazione eurasiatica.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Mosca descrive il divieto temporaneo di importazione di prodotti agricoli armeni come una misura fitosanitaria necessaria finché non saranno stabiliti meccanismi di sicurezza. I funzionari statunitensi parlano di pressioni economiche, ma la Russia respinge queste interpretazioni come ingerenze occidentali nelle relazioni bilaterali. La decisione viene presentata come tecnica, non politica.
Le restrizioni russe all'importazione di frutta e verdura armene sono viste come una rappresaglia politica alla vigilia delle elezioni legislative. L'amministrazione statunitense denuncia apertamente i tentativi del Cremlino di far cadere il governo filo-occidentale di Pashinyan. L'Unione Europea si mobilita per assorbire le esportazioni bloccate, in quelle che vengono descritte come misure di salvataggio contro la coercizione economica di Mosca.
La Russia si aggrappa freneticamente all'Armenia, vista come il suo ultimo bastione nel Caucaso meridionale. La telefonata di auguri di Putin a Pashinyan suona come un ultimo avvertimento, mentre l'asse Erevan-Bruxelles-Washington si rafforza. Tra divieti alle importazioni e accuse di interferenze, il Cremlino è dipinto come un attore in declino che cerca disperatamente di mantenere influenza.
L'Armenia è a un bivio storico tra l'orbita russa e l'integrazione euro-atlantica. Le misure commerciali punitive di Mosca e le rivelazioni di Rubio sui piani per condizionare il voto accentuano la posta in gioco nelle elezioni di domenica. La scelta è secca: est o ovest, un dilemma che il commento nordico dipinge con toni di urgenza democratica.
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