Accedi
Edizione delle 16:00 CETvenerdì 12 giugno 2026
287 testate · 16 lingue16 briefing oggi
mercoledì 27 maggio 2026 · Edizione delle 16:00 CET

Gucci scende in pista con Alpine: la moda di lusso rivoluziona la Formula 1

Dal 2027 la scuderia francese correrà come Gucci Racing Alpine, prima partnership in cui una maison di lusso diventa title partner. Un’operazione che unisce i destini di Kering, Renault e del pilota argentino Franco Colapinto.

Economia11 testate4 lingue3 min letturaAgg. 17:51

L’annuncio ha il sapore di una svolta epocale: Gucci diventerà Title Partner del team Alpine di Formula 1 a partire dal campionato 2027. Per la prima volta una casa di moda di lusso non si limita a cucire un logo su una tuta, ma entra nel nome stesso di una scuderia, che si presenterà ai gran premi come Gucci Racing Alpine Formula One Team. La livrea delle monoposto unirà lo storico blu Alpine alle strisce rosse e verdi del marchio fiorentino, mentre un logo dedicato – l’intreccio delle celebri G – contrassegnerà la nuova piattaforma «Gucci Racing», crocevia esperienziale tra performance, precisione ed eccellenza. A presentare l’intesa, lo scorso 27 maggio, sono stati Flavio Briatore, i piloti Pierre Gasly e un Franco Colapinto sempre più centrale nella strategia commerciale del team, in un momento delicato per la competitività della squadra.

Dietro l’operazione si chiude un cerchio manageriale disegnato da Luca de Meo. Già amministratore delegato di Renault, de Meo aveva fortemente voluto l’ingresso del marchio Alpine nel circus, scommettendo sul potenziale promozionale delle corse. Nominato lo scorso settembre alla guida del gruppo Kering, proprietario di Gucci, si trova oggi a realizzare una convergenza tra i due mondi che ha plasmato la sua carriera. Secondo fonti vicine alla maison, l’accordo non è un semplice endorsement, ma un’architettura strategica: «La Formula 1 ci offre 24 appuntamenti all’anno per far brillare Gucci nel mondo», ha dichiarato il manager italiano, sintetizzando una visione in cui la pista diventa una passerella globale.

Dal punto di vista storico, la moda ha già incrociato la velocità, ma mai a questo livello di integrazione. Analisti sudamericani ricordano come la commercializzazione del circus sia stata innescata nel 1968 dalla FIA con la liberalizzazione delle sponsorizzazioni, immortalata da Bernie Ecclestone con il primo adesivo su una monoposto. Episodi come Pelé che ai Mondiali del 1970 allacciava le scarpe Puma davanti alle telecamere avevano già mostrato la potenza del connubio sport-lusso. Oggi, però, non si tratta di un testimonial: Gucci diventa parte costitutiva dell’identità del team, ribaltando la gerarchia classica degli sponsor tecnici ed energetici. Nell’ottica di Buenos Aires, la presenza di Colapinto amplifica l’eco dell’intesa in un mercato sudamericano che per il lusso italiano rappresenta una frontiera di crescita.

Le implicazioni per l’industria europea sono profonde. Per Alpine e il gruppo Renault, l’accordo offre una boccata d’ossigeno d’immagine in una fase di risultati sportivi altalenanti. Per Kering, la Formula 1 si trasforma in un ecosistema di contenuti, esperienze e visibilità che trascende i confini tradizionali dell’automotive. L’iniziativa «Gucci Racing» viene descritta come una piattaforma di business che fonderà tecnologia e artigianalità, proprio mentre il Made in Italy cerca nuove strade per competere sullo scenario globale. Gli osservatori finanziari parigini sottolineano che l’operazione potrebbe ridefinire i parametri di valutazione dei team, sempre più simili a media company capaci di attrarre capitali dal largo consumo premium.

Guardando avanti, l’ingresso di un gigante del lusso come title partner potrebbe innescare un effetto domino. Se un marchio della statura di Gucci ritiene la Formula 1 il palcoscenico ideale per raggiungere un pubblico giovane e globalizzato, è probabile che altre maison seguano la stessa rotta, ridisegnando il volto commerciale di uno sport già in piena trasformazione. Per l’Italia, patria di eccellenze motoristiche e creative, si apre la sfida di integrare filiere che finora hanno dialogato poco, con possibili ricadute sull’indotto manifatturiero e sulla formazione di nuove professionalità ibride tra design, meccanica e comunicazione. La bandiera a scacchi è solo l’inizio.

Questa notizia è apparsa su

11 testate · 4 lingue · finestra 24 ore

MillenniuM27 mag, 16:37
Le Figaro27 mag, 15:03
Affari Italiani27 mag, 16:37
TN (Todo Noticias)27 mag, 15:03
La Gaceta27 mag, 16:39
Band27 mag, 15:06
Noticias Argentinas (NA)27 mag, 16:41
AGI27 mag, 16:43