Il Mondiale dei paradossi: biglietti gratis per un bug, ma i prezzi record allontanano i tifosi
A una settimana dal via, il caos ticketing scuote la Coppa del Mondo 2026: un errore regala tagliandi, ma le tariffe astronomiche e i seggiolini vuoti alimentano le polemiche.

A pochi giorni dall’apertura della Coppa del Mondo 2026, la macchina organizzativa della FIFA mostra già segni di affanno. Un errore nel sistema di pagamento online ha assegnato a circa sessanta tifosi biglietti a costo zero, scatenando un’ondata di imbarazzo per l’ente di Zurigo. Mentre la federazione internazionale invita gli interessati a saldare il dovuto per non perdere il posto, l’episodio si inserisce in un quadro più ampio di disfunzioni e malumori che rischia di offuscare il torneo più esteso e costoso della storia del calcio.
Secondo fonti arabe e nordamericane, i prezzi dei tagliandi hanno raggiunto livelli senza precedenti, con alcune categorie spinte fino a centinaia di migliaia di dollari. Il costo della vita nelle città ospitanti – tra Stati Uniti, Canada e Messico – lievita ulteriormente per trasporti, parcheggi e servizi, spingendo gruppi di tifosi ad annunciare il boicottaggio della manifestazione e a ripiegare sulla visione televisiva. Le amministrazioni locali, dal canto loro, temono di non riuscire a coprire le ingenti spese sostenute per accogliere le partite, mentre le politiche migratorie restrittive di Washington aggiungono un ulteriore strato di incertezza per chi sperava di seguire la propria nazionale dal vivo.
Eppure, in un apparente paradosso, migliaia di biglietti restano invenduti. A dispetto delle rassicurazioni della FIFA sul tutto esaurito, la stampa anglosassone ha documentato come tagliandi per incontri delle nazionali meno quotate siano disponibili ben al di sotto del valore nominale, sia sulla piattaforma ufficiale di rivendita sia sui circuiti secondari. L’organizzazione è accusata di aver scaricato stock di invenduto su SeatGeek, in un copione che ricorda il recente Mondiale per club, quando per riempire gli stadi si ricorse a svendite dell’ultimo minuto. Il rischio di vedere ampi settori disabitati, proprio nell’edizione allargata a quarantotto squadre, solleva interrogativi sulla reale domanda di un evento sempre più oneroso per i tifosi.
Per l’Europa e in particolare per l’Italia – assente dalla fase finale dopo due mancate qualificazioni consecutive – la vicenda assume i contorni di un monito. L’escalation dei costi e l’opacità nella gestione della biglietteria rischiano di allontanare il pubblico globale e di incrinare la credibilità di un modello di business che già mostra crepe. Se il calcio vuole preservare la sua dimensione popolare, dovrà ripensare radicalmente il rapporto con i suoi sostenitori, prima che gli stadi vuoti diventino la norma.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
La stampa del Golfo arabo denuncia i costi nascosti del Mondiale più caro di sempre, con biglietti che raggiungono cifre da capogiro e un aumento generalizzato delle spese per trasporti e servizi. Temendo l’impatto delle politiche migratorie statunitensi, si chiede se la competizione resterà davvero accessibile ai tifosi comuni.
I media africani mettono in luce lo scollamento tra il tutto esaurito sbandierato dalla FIFA e la realtà di migliaia di biglietti invenduti, ora disponibili a prezzi stracciati sulle piattaforme di rivendita. Sottolineano l’incoerenza dell’organizzazione, che scarica le scorte su SeatGeek e, in un caso eclatante di disservizio, ha emesso biglietti gratuiti per poi chiedere il pagamento.
La stampa iraniana deride la ‘gaffe del secolo’ della FIFA, dopo che un errore ha permesso a circa 60 tifosi di ottenere biglietti gratuiti. Ridicolizza la successiva richiesta di pagamento, dipingendo l’episodio come un simbolo del caos organizzativo alla vigilia del torneo.
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