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Il Canada sceglie Saab per la sorveglianza aerea, strappo storico con gli Stati Uniti

Ottawa avvia negoziati esclusivi per i GlobalEye svedesi, scartando Boeing, mentre Stoccolma raddoppia la produzione. Un segnale di autonomia strategica che ridisegna gli equilibri artici e transatlantici.

Economia7 testate3 lingue3 min letturaAgg. 05:27

La svolta è arrivata durante la fiera della difesa CANSEC a Ottawa, con un annuncio che ha colto di sorpresa molti osservatori: il Canada ha avviato negoziati esclusivi con la svedese Saab per l’acquisto di una flotta di aerei da sorveglianza GlobalEye, scartando l’offerta concorrente del colosso americano Boeing. Il premier canadese Mark Carney ha motivato la scelta con la necessità di proteggere la sovranità dell’Artico, uno spazio sempre più conteso, dove missili da crociera e ipersonici rappresentano minacce concrete. Il GlobalEye, basato sulla cellula del Bombardier Global 6500 – velivolo made in Canada – sarà equipaggiato con sensori avanzati e sistemi di missione che lo rendono, secondo Carney, «una risorsa chiave per individuare e dissuadere le minacce nell’Artico».

La decisione segna un distacco storico dalla tradizionale dipendenza canadese dai fornitori militari statunitensi. Da Stoccolma, il primo ministro Ulf Kristersson ha salutato con entusiasmo l’ingresso di Ottawa nella «famiglia GlobalEye», ricordando che il sistema è già stato adottato da Svezia, Francia ed Emirati Arabi Uniti. Intanto Saab si prepara a un salto di scala: l’amministratore delegato Micael Johansson ha dichiarato in un’intervista che l’azienda intende «almeno raddoppiare» la produzione annuale di questi velivoli, confidando in un ordine canadese di sei esemplari e in ulteriori commesse internazionali. L’ottimismo di Stoccolma si nutre anche del fatto che il GlobalEye ha prevalso nonostante i ritardi e i costi lievitati del Boeing E-7 Wedgetail, l’alternativa americana.

Secondo gli analisti di Bruxelles, la mossa canadese si inserisce in un più ampio ripensamento dei rapporti transatlantici, accelerato dalle incertezze politiche degli ultimi anni. L’ottica di Ottawa, condizionata dal timore di un’eccessiva dipendenza da Washington in un’epoca di imprevedibilità strategica, trova eco nelle capitali europee che spingono per un’autonomia della difesa. Per l’industria europea, l’affare GlobalEye – il cui valore non è stato ancora reso noto – rappresenta un precedente dirompente: un membro del G7 e della NATO che si rivolge a un campione continentale per un sistema d’arma complesso, bypassando le opzioni made in USA. Non a caso, fonti vicine al dossier sottolineano come la scelta canadese premi la piattaforma Bombardier, creando una filiera industriale transatlantica alternativa.

Se l’accordo andrà in porto, le implicazioni per l’Italia e l’Europa saranno molteplici. Roma, che sta modernizzando la propria componente di sorveglianza aerea, potrebbe guardare con interesse a un sistema interoperabile con quelli francese e svedese, in linea con gli sforzi di integrazione europea nel settore della difesa. A medio termine, il rafforzamento della capacità di monitoraggio artico da parte di Ottawa, con tecnologia europea, ridisegna gli equilibri nel fianco nord della NATO, proprio mentre Russia e Cina intensificano la loro presenza nella regione. La sfida per Saab sarà tenere il passo con una domanda crescente senza sacrificare la qualità, ma il messaggio geopolitico è già chiaro: la strada verso l’autonomia strategica passa anche per i cieli del Grande Nord.

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La svedese Saab è vicina a un accordo storico per la fornitura di aerei di sorveglianza GlobalEye al Canada, scavalcando le offerte statunitensi. L'intesa, basata sul velivolo canadese Bombardier Global 6500, viene celebrata come un trionfo per l'industria della difesa europea e porterà almeno a un raddoppio della produzione. I leader politici salutano l'ampliamento della famiglia Global Eye e la capacità di monitorare le minacce artiche.

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Il Canada snobba Boeing e le aziende della difesa statunitensi scegliendo aerei svedesi, segnalando la volontà di ridurre la dipendenza dagli armamenti americani. La mossa del governo Carney ridisegna il mercato transatlantico della difesa e rappresenta una battuta d'arresto per l'industria USA, sollevando interrogativi sulla competitività delle offerte americane in un mercato alleato chiave.

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