Granai globali: Russia rivede le stime, India teme il monsone, Argentina punta sul grano
Mentre Mosca alza le previsioni per il raccolto 2026 nonostante un calo tendenziale, Nuova Delhi sconta un monsone scarso e Buenos Aires scommette sulla competitività. Si rafforza il fronte fiscale per l’agricoltura.

La stagione agricola 2026 si apre con segnali contrastanti dai grandi granai del mondo. In Russia, l’agenzia di analisi ProZerno ha rivisto al rialzo le stime sul raccolto di cereali, portandole a 137,4 milioni di tonnellate, 2,6 in più rispetto alla precedente valutazione. Un miglioramento legato a una contrazione delle superfici coltivate meno marcata del previsto e a rese attese superiori. Il dato resta comunque inferiore del 2,7% rispetto al 2025 e dello 0,6% sotto la media quinquennale, segnalando che il potenziale produttivo russo, pur resiliente, sta lentamente erodendo il suo slancio.
A migliaia di chilometri di distanza, l’Argentina guarda con ottimismo al nuovo ciclo del grano. La casa sementiera DONMARIO, attraverso fonti stampa locali, ha messo in luce i risultati record della scorsa campagna e le condizioni ambientali favorevoli che stanno accompagnando le semine in corso. “Le ottime condizioni climatiche in gran parte delle regioni granarie hanno permesso rese eccezionali e una produzione senza precedenti – ha dichiarato il manager Sebastián Ríos – riaccendendo l’entusiasmo di produttori e tecnici e confermando il ruolo strategico del frumento nelle rotazioni agricole”. Un quadro che, insieme al rinnovamento genetico, promette di rafforzare la competitività del prodotto argentino sui mercati internazionali.
In India, invece, lo spettro di un monsone sotto la norma condiziona le strategie pubbliche. L’ufficio meteorologico nazionale ha previsto precipitazioni inferiori alla media, innescando reazioni a catena. Il governo centrale ha ridotto le stime di consumo di fertilizzanti per la stagione del Kharif: l’urea da 19,4 a 19 milioni di tonnellate, il fosfato biammonico da 6,6 a 6 milioni. La cautela è d’obbligo, come ha spiegato una funzionaria del ministero dei Fertilizzanti, citando l’effetto El Niño. Sul piano locale, il capo del governo del Telangana ha ordinato la diversificazione verso colture meno idro-esigenti e la manutenzione accelerata delle infrastrutture irrigue. Misure che si aggiungono agli interventi ex post: il governo di Delhi ha appena stanziato 75.000 rupie per ettaro a favore di quasi diecimila agricoltori colpiti da piogge e allagamenti nell’agosto-settembre scorso, confermando la necessità di reti di protezione sempre più robuste.
A chiudere il cerchio delle risposte istituzionali, lo Stato dell’Andhra Pradesh ha intensificato la lotta all’evasione fiscale verso i panchayat, le assemblee locali. Il vice primo ministro Pawan Kalyan ha ordinato la costituzione di un comitato per verificare il rispetto degli obblighi tributari da parte di industrie e istituti educativi, spesso accusati di sottostimare il valore degli immobili. Un gettito aggiuntivo che, in un’ottica di medio periodo, potrebbe finanziare proprio quegli investimenti in resilienza idrica e servizi rurali di cui l’agricoltura indiana ha crescente bisogno. Così, fra revisioni al rialzo, timori climatici e affilatura degli strumenti fiscali, i grandi protagonisti dell’agricoltura globale scrivono il prossimo capitolo di un equilibrio sempre più precario.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
La campagna del grano 2026 si apre con ottimismo dopo i raccolti record dell'anno scorso. Un miglioramento della competitività e un ricambio genetico stanno riaccendendo l'entusiasmo di produttori e tecnici.
Le prospettive per il raccolto di cereali del 2026 sono state riviste leggermente al rialzo grazie a un andamento delle semine più favorevole. Il dato resta comunque inferiore sia ai volumi dell'anno scorso sia alla media quinquennale.
Di fronte a previsioni di un monsone sotto la media, le autorità spingono per diversificare le colture e rivedono al ribasso la domanda di fertilizzanti. Interventi di emergenza e compensazioni cercano di contenere i danni delle stagioni precedenti.
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