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sabato 30 maggio 2026 · Edizione delle 20:00 CET

Gli attacchi ai narcosommergibili non fermano la cocaina: l’ultima operazione e le ombre sulla strategia

Nonostante 190 morti e 4,7 miliardi di dollari, la disponibilità della droga negli Usa resta invariata. Il Comando Sud rivendica un nuovo raid letale nel Pacifico.

Geopolitica5 testate8 lingue3 min letturaAgg. 05:33

A quasi nove mesi dall’inizio di una massiccia campagna di attacchi cinetici contro le cosiddette narcolanche nel Pacifico orientale, i dati raccolti da epidemiologi ed esperti di sanità pubblica statunitensi tracciano un bilancio impietoso: la cocaina, di gran lunga la principale sostanza trafficata dal Sudamerica, resta facile da reperire in gran parte degli Stati Uniti esattamente come prima delle operazioni. A dirlo non sono le cancellerie sudamericane, ma le valutazioni indipendenti basate su prezzi di strada, overdose letali, purezza dei campioni e sequestri frontalieri, che sollevano dubbi radicali sull’efficacia del più imponente spiegamento militare americano in America Latina degli ultimi decenni.

Il costo di queste operazioni – stando al progetto Costs of War della Brown University – ha già raggiunto i 4 miliardi e 700 milioni di dollari, e ha incluso raid come quello del 30 maggio scorso, rivendicato dal Comando Sud degli Stati Uniti. Sotto la direzione del generale Francis L. Donovan, la Joint Task Force Lanza del Sur ha condotto un «attacco cinetico letale» contro un’imbarcazione etichettata come appartenente a organizzazioni terroristiche designate, lungo rotte note del narcotraffico. Tre persone sono rimaste uccise, portando a oltre 190 il numero delle vittime di simili azioni negli ultimi mesi. Dal punto di vista di Washington, si tratta di un messaggio di fermezza; dall’ottica degli analisti indipendenti, questa conta dei corpi si scontra con un mercato della droga che appare impermeabile all’interdizione militare.

L’apparente fallimento della strategia repressiva riaccende un dibattito che va oltre i confini statunitensi. Mentre i governi sudamericani denunciano da tempo l’esternalizzazione del problema senza un reale investimento sulla riduzione della domanda, in Europa lo sguardo è duplice: da un lato, l’aumento dei consumi di cocaina nel Vecchio Continente rende queste dinamiche un laboratorio anticipatorio di ciò che potrebbe accadere sulle rotte atlantiche; dall’altro, il rapporto costi–benefici di un approccio militarizzato viene osservato con crescente scetticismo a Bruxelles, dove si preferiscono modelli di cooperazione giudiziaria e sviluppo alternativo.

La prospettiva che si delinea è quella di un’inerzia operativa destinata a prolungarsi, a meno che la nuova amministrazione americana non decida di ripensare radicalmente la propria war on drugs. I numeri raccolti dagli esperti di salute pubblica suggeriscono che, senza un cambio di paradigma che integri prevenzione, trattamento e un dialogo più schietto con i Paesi produttori, la caccia alle narcolanche rischia di restare un costoso esercizio di dissuasione simbolica, mentre la cocaina continuerà a viaggiare – letteralmente e metaforicamente – sotto i radar.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa latinoamericana/ bolivariana_progressistascetticismopragmatismo

A quasi nove mesi dall'inizio dell'operazione, esperti di sanità pubblica ed epidemiologi latinoamericani evidenziano che la cocaina è ancora ampiamente disponibile negli Stati Uniti, mettendo in dubbio l'efficacia del più imponente dispiegamento militare statunitense nella regione. I dati su prezzo della droga, overdose letali e sequestri frontalieri indicano che il flusso non è stato arrestato e sollevano interrogativi sulla strategia cinetica adottata.

Stampa europea continentale/ nordicaallarmeindignazione

L'esercito statunitense ha colpito un'altra presunta imbarcazione del narcotraffico nel Pacifico orientale, uccidendo tre persone e portando il bilancio complessivo a oltre 200 morti da settembre, senza che alcuna prova delle accuse sia stata resa pubblica. La serie di attacchi, che si sussegue senza trasparenza, alimenta l'indignazione per l'elevato costo umano di operazioni cinetiche fondate su sospetti più che su fatti accertati.

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Bild31 mag, 00:33
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Aftonbladet31 mag, 04:58