Tokyo approva un maxi-bilancio extra contro il caro-energia da crisi mediorientale
Il Giappone vara un bilancio supplementare da 3,1 trilioni di yen, interamente a debito, per creare un fondo di riserva da 2,5 trilioni destinato a sussidi energetici in risposta all’instabilità mediorientale e al caro-vita.

Il governo giapponese ha approvato mercoledì un bilancio supplementare straordinario da 3.113,5 miliardi di yen (circa 19 miliardi di dollari), destinato a finanziare un nuovo fondo di riserva per interventi emergenziali. La misura, adottata durante una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri, prevede lo stanziamento di 2.500 miliardi di yen per sussidi energetici e altri aiuti, con l’obiettivo dichiarato di contenere l’impatto delle tensioni in Medio Oriente sul costo della vita e sull’attività economica. L’intero ammontare sarà coperto dall’emissione di titoli di Stato in deficit, ha precisato il ministro delle Finanze Satsuki Katayama.
La decisione arriva mentre le famiglie giapponesi affrontano rincari di benzina, elettricità e gas, aggravati dall’instabilità geopolitica. Fonti arabe collegano esplicitamente l’intervento alla guerra in corso con l’Iran, che ha fatto impennare i prezzi delle materie prime. La premier Sanae Takaichi aveva anticipato il ricorso al bilancio aggiuntivo per alleggerire la pressione sui bilanci domestici, e il portavoce governativo Minoru Kihara ha assicurato che Tokyo «monitorerà attentamente l’andamento dei prezzi per proteggere la vita quotidiana dei cittadini». Il fondo di riserva appena creato servirà innanzitutto a prorogare o rafforzare i sussidi alla pompa, già finanziati con risorse in via di esaurimento.
Il dibattito parlamentare sulla manovra è iniziato immediatamente, con la maggioranza che punta a un’approvazione rapida. Per gli investitori obbligazionari, l’operazione ha un profilo meno allarmante di quanto appaia: secondo analisti finanziari internazionali, l’aumento del debito sarà compensato dal mancato utilizzo di titoli già autorizzati nell’esercizio precedente, mantenendo invariato il volume complessivo delle emissioni per l’anno solare. Resta però il nodo di una politica fiscale che, dopo anni di stimoli pandemici e di nuovi rischi esterni, continua a fare affidamento sul debito, con ripercussioni potenziali sulla sostenibilità a lungo termine dei conti pubblici giapponesi.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Il governo giapponese ha adottato un bilancio supplementare di 3,1 trilioni di yen per istituire fondi di riserva legati alle tensioni mediorientali. Il ministro delle Finanze ha ribadito la piena preparazione finanziaria dinanzi al parlamento. L'operazione sarà interamente finanziata con emissioni di titoli di Stato.
Tokyo ha approvato un maxi-budget extra da 19 miliardi di dollari per attutire l'impatto dell'instabilità mediorientale sulle famiglie, dando priorità al contenimento dei prezzi di benzina e beni essenziali. I fondi di riserva freschi potranno essere attivati per sussidi ai consumatori. L'operazione riporta la politica fiscale sotto i riflettori degli investitori obbligazionari.
Tokyo approva rapidamente un bilancio d'emergenza da 19 miliardi di dollari per proteggere i suoi cittadini dalle ricadute della guerra in Iran. In un contesto di incertezza crescente, il governo punta a limitare i rischi per la vita quotidiana e a tenere sotto controllo l'impennata dei prezzi.
Le autorità giapponesi hanno approvato un bilancio supplementare di 19,5 miliardi di dollari per sovvenzioni alla popolazione, a causa del conflitto mediorientale. La maggior parte dei fondi verrà destinata a sussidi diretti.
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