Accedi
Edizione delle 20:00 CETmercoledì 10 giugno 2026
287 testate · 16 lingue17 briefing oggi
lunedì 8 giugno 2026 · Edizione delle 06:00 CET

Giappone, crescita rivista al ribasso mentre i capitali fuggono verso i bond americani

Il PIL si ferma all’1,8% annualizzato, penalizzato dal calo degli investimenti e dalle tensioni in Iran. Record di acquisti di Treasury da parte dei fondi pensione e surplus corrente in aumento.

Economia6 testate5 lingue3 min letturaAgg. 08:55

La congiuntura economica giapponese si presenta dai tratti contrastanti, con la revisione al ribasso della crescita nel primo trimestre che si accompagna a un’accelerazione dei deflussi di capitali verso l’estero. Lunedì il governo di Tokyo ha comunicato che il PIL reale tra gennaio e marzo è cresciuto a un tasso annualizzato dell’1,8%, inferiore alla stima preliminare del 2,1%. A pesare è stato il crollo degli investimenti delle imprese, scesi dello 0,7% su base congiunturale, un’inversione di rotta rispetto al +0,3% precedente. L’escalation del conflitto in Iran, con il conseguente rialzo dei prezzi del petrolio a inizio marzo, ha frenato la propensione a investire, proprio quando la domanda interna e le esportazioni davano segnali di tenuta.

Il commercio estero ha continuato a offrire un contributo positivo. Secondo i dati del Ministero delle Finanze, ad aprile il surplus delle partite correnti ha raggiunto i 3.907,8 miliardi di yen (circa 24 miliardi di euro), in aumento rispetto all’anno precedente. Le esportazioni sono cresciute del 13,9% e le importazioni del 9,5%, sospinte dalla robusta domanda di componenti elettronici e semiconduttori. Il saldo commerciale è tornato in attivo per 395,7 miliardi di yen, dopo un anno in deficit. Si tratta del quindicesimo mese consecutivo di avanzo, un segnale di resilienza che tuttavia convive con l’incertezza sull’evoluzione dello scenario mediorientale.

Proprio le tensioni geopolitiche e le aspettative di inflazione alimentano scelte di portafoglio aggressive. A maggio i trust bancari che agiscono per conto di fondi pensione giapponesi hanno acquistato obbligazioni estere per un ammontare netto di 3,16 trilioni di yen, un record dal 2005. La piazza più gettonata è stata quella statunitense, dove il rendimento dei Treasury decennali aveva toccato il 4,69% a metà mese, il livello più alto da gennaio, sulla scia dei rincari petroliferi. Nell’ottica di Tokyo, i rendimenti più elevati compensano il rischio valutario e offrono un’alternativa in un mercato domestico che, nonostante il rialzo dei tassi, resta meno generoso.

Parallelamente, le imprese nipponiche stanno modificando la loro tradizionale avversione al debito. I dati aggregati delle società dell’indice Nikkei 225 mostrano un indebitamento in crescita del 4,6% nell’anno fiscale chiuso a marzo, per un totale di 678 trilioni di yen. Dietro l’incremento ci sono operazioni di fusione e acquisizione, investimenti in capitale fisso e maggiori ritorni agli azionisti, richiesti a gran voce dagli investitori in un contesto di riforma della governance. Le agenzie di rating hanno risposto con un aumento dei downgrade nel 2025, segnalando che la transizione verso un uso più dinamico del capitale comporta rischi per la qualità creditizia.

Per l’Italia e l’Europa, la combinazione di deflussi di capitali dal Giappone e di turbolenze mediorientali merita attenzione: i fondi nipponici, tra i maggiori investitori globali, influenzano la domanda di obbligazioni sovrane e, di riflesso, i rendimenti a lunga scadenza nel Vecchio Continente. L’evoluzione del quadro in Iran e la reazione delle banche centrali determineranno se il Giappone riuscirà a mantenere la rotta di una crescita, seppur modesta, senza che le tensioni finanziarie ne compromettano la stabilità.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa giapponese-coreanaStampa europea continentale · nordicaStampa sud-est asiatica
Stampa giapponese-coreanascetticismopragmatismo

I media giapponesi mettono in luce i deflussi record verso obbligazioni estere e l'accumulo di debito societario, avvertendo della pressione sui rating. La revisione al ribasso del PIL viene attribuita ai tagli agli investimenti innescati dalle tensioni con l'Iran, gettando dubbi sulla tenuta della crescita. Un resoconto sobrio dei rischi interni ed esterni.

Stampa europea continentale/ nordicadistaccopragmatismo

La stampa europea registra l'aumento del surplus delle partite correnti giapponese e la revisione al ribasso del PIL, presentando i dati con distacco. Viene segnalato anche il forte calo delle borse asiatiche, aggiungendo una nota di preoccupazione. Un'istantanea fattuale senza commenti editoriali.

Stampa sud-est asiaticascetticismopragmatismo

I media sud-est asiatici osservano che, nonostante consumi ed esportazioni robusti, l'economia giapponese è stata rivista al ribasso a causa del crollo degli investimenti legato al conflitto iraniano. Si nota la resilienza in settori chiave, ma si esprime delusione per la revisione complessiva.

Questa notizia è apparsa su

6 testate · 5 lingue · finestra 24 ore

Jawa Pos8 giu, 05:31
NHK8 giu, 02:14
Dagens Industri8 giu, 06:46
The Japan Times8 giu, 06:45
Adnkronos8 giu, 06:46
Bloomberg8 giu, 05:31