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L'ONU volta le spalle a Berlino: la Germania fuori dal Consiglio di Sicurezza

La bocciatura di Berlino per un seggio al Consiglio di Sicurezza ONU segna un punto di svolta. Elette Austria e Portogallo, insieme a Zimbabwe, Kirghizistan e Trinidad e Tobago. Il Marocco festeggia l’ingresso nell’ECOSOC, mentre l’Iran parla di “protesta globale” contro le politiche tedesche.

Geopolitica15 testate2 lingue3 min letturaAgg. 14:55

L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha scelto i nuovi membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza per il biennio 2027-2028, in una tornata che ha riservato una sorpresa amara per la Germania. Berlino, che aveva condotto una campagna intensa e vantava sei legislature passate nell’organo, è stata battuta da Austria e Portogallo nel gruppo Europa occidentale, raccogliendo solo 104 voti contro i 131 di Vienna e i 134 di Lisbona. Una débâcle che riecheggia ben oltre i confini tedeschi e ha innescato un dibattito sulla perdita di influenza europea in un consesso già segnato da profonde divisioni.

Secondo gli ambienti diplomatici europei, la sconfitta riflette un crescente scetticismo verso le politiche estere di Berlino. La Germania paga il prezzo del fermo sostegno a Israele e della linea intransigente sull’Ucraina, percepite come unilaterali da molti paesi del Sud globale. L’Iran, per voce del suo portavoce, ha definito il voto una “chiara protesta della comunità internazionale” contro l’appoggio tedesco al “genocidio a Gaza”, ricordando la mancata condanna dell’aggressione israeliana contro Teheran. Da Mosca, secondo fonti tedesche, sarebbe partita un’azione di “istigazione” anti-Berlino. Sul fronte interno, il fallimento ha già provocato scosse: dal Bundestag si levano richieste di chiarimento all’ex ministra degli Esteri Annalena Baerbock, accusata di aver condotto una campagna inefficace.

La nuova composizione del Consiglio, che include anche Zimbabwe, Kirghizistan e Trinidad e Tobago, ha suscitato letture contrastanti. Per Rabat, l’ingresso dello Zimbabwe – insieme all’elezione del Marocco al Consiglio economico e sociale (ECOSOC) con 178 voti – rafforza il momentum diplomatico sul Sahara occidentale, dossier di esclusiva competenza ONU. Il Brasile, con 181 preferenze, si è assicurato un seggio allo stesso ECOSOC, confermando la propria proiezione multilaterale. Di segno opposto la sorte delle Filippine, che hanno raccolto appena 49 voti per il seggio Asia-Pacifico, vinto dal Kirghizistan: secondo analisti asiatici, un segnale dell’isolamento di Manila, logorata da turbolenze politiche interne e da un allineamento troppo stretto con Washington.

Questi risultati, letti in filigrana, delineano un riposizionamento degli equilibri globali. La Germania, tradizionale contributore finanziario delle Nazioni Unite, vede incrinarsi la propria autorevolezza mentre l’Unione fatica a parlare con una voce sola. Per l’Italia, che ha sempre guardato con attenzione ai giochi di seggio, la bocciatura di Berlino è un campanello d’allarme: rischia di indebolire la rappresentanza europea in un Consiglio sempre più polarizzato. Sarà cruciale osservare come i nuovi membri non permanenti – Portogallo e Austria in testa – interpreteranno il mandato in un contesto segnato dalla guerra in Ucraina, dalla crisi mediorientale e dalla competizione sino-americana.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa iraniana e affini/ regimetrionfoschadenfreudeindignazione

La storica sconfitta tedesca al Consiglio di Sicurezza dell'ONU è il netto ripudio internazionale per la complicità di Berlino nel genocidio di Gaza e per le armi consegnate a Israele. Il voto esprime la crescente indignazione globale verso l'atteggiamento ipocrita del governo tedesco sulla Palestina e il sostegno all'aggressione USA-israeliana. L'Iran lo presenta come una vittoria morale e un monito per chi sostiene politiche ingiuste.

Stampa europea continentale/ dach_plusallarmeironiascetticismo

L'imbarazzante sconfitta della Germania al Consiglio di Sicurezza dell'ONU scatena un duro scontro politico interno, con i conservatori che chiedono un'interrogazione dell'ex ministra Baerbock. Il fallimento, definito una 'Blamage', è vissuto come un'umiliazione diplomatica profonda, che solleva dubbi sulla credibilità internazionale del Paese dopo la politica estera del precedente governo. Crescono le pressioni per chiarire le responsabilità, mentre si moltiplicano le critiche alla campagna di Berlino.

Stampa cinese/ statoironiascetticismopragmatismo

La bocciatura delle Filippine al Consiglio di Sicurezza ONU è ricondotta al caos politico interno e agli stretti legami con gli Stati Uniti, secondo gli analisti. Al contrario, il successo del Kirghizistan premia la sua neutralità percepita e la sottorappresentanza dell'Asia centrale. L'esito mostra come la rivalità tra grandi potenze e la faziosità percepita influenzino le elezioni ONU, con il 'circo politico' di Manila che ha danneggiato la sua credibilità internazionale.

Stampa russa e CSI/ businesstrionfodistaccopragmatismo

Il Kirghizistan ottiene per la prima volta un seggio non permanente al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, traguardo storico per il paese centroasiatico. I media russi sottolineano il successo, ricordando anche l'inatteso fallimento della Germania. La narrazione inserisce questo voto nel solco dell'eredità post-sovietica, elencando le altre ex repubbliche dell'URSS già entrate nel Consiglio e suggerendo un mutamento degli equilibri diplomatici.

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