Geopolitica e realizzi sull'IA affondano le borse asiatiche, Wall Street mista
Le tensioni in Medio Oriente e la delusione per i conti di Broadcom innescano una correzione dei titoli tech, mentre i mercati USA mostrano resilienza grazie alla rotazione settoriale.

Le borse asiatiche hanno chiuso in forte ribasso venerdì, trascinate da una combinazione di realizzi sui titoli legati all'intelligenza artificiale e dal crescente scetticismo sugli sforzi di pace in Medio Oriente. L'indice Kospi di Seul ha guidato le perdite con un crollo del 5,54%, appesantito dai giganti dei semiconduttori Samsung Electronics e SK Hynix, che hanno registrato cali rispettivamente del 6,40% e del 9,92%. A Tokyo, il Nikkei 225 ha ceduto l'1,31%, mentre a Hong Kong l'Hang Seng è sceso dell'1,15% e lo Shanghai Composite ha perso lo 0,74%. La correzione riflette la presa di profitto dopo un rally straordinario che aveva spinto le valutazioni del settore tech a livelli elevati, con gli investitori che hanno reagito ai risultati deludenti di Broadcom, uno dei principali produttori di chip per l'IA.
La seduta asiatica ha fatto eco a una chiusura contrastata di Wall Street il giorno precedente, dove il Dow Jones Industrial Average ha toccato un nuovo massimo storico (+1,73%), mentre il Nasdaq Composite è scivolato nello stesso tempo (-0,09%), penalizzato proprio dai tecnologici. Broadcom ha perso oltre il 12%, innescando un'ondata di vendite sui titoli dei semiconduttori che ha coinvolto anche l'indice Philadelphia Semiconductor. Tuttavia, la resilienza dei settori sanitario e finanziario, favoriti da un'economia che resta solida, ha permesso all'S&P 500 di chiudere in rialzo dello 0,41%. Secondo gli osservatori di New York, questo movimento segnala una rotazione in atto dai titoli growth a quelli value, in un contesto in cui i dati sul mercato del lavoro statunitense (le richieste di sussidi sono salite più del previsto a 225.000 unità) alimentano aspettative di un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve.
A gettare ulteriore incertezza sui mercati globali è stato lo stallo dei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran. La milizia Hezbollah, sostenuta da Teheran, ha respinto una nuova proposta di cessate il fuoco in Libano, mentre Israele ha ribadito che non ritirerà le sue truppe dal paese. Questo ha smorzato gli sforzi diplomatici dell'amministrazione Trump e ha indotto molti operatori a una postura difensiva in vista del fine settimana. In Europa, l'indice STOXX 600 ha perso lo 0,2%, con i tecnologici in calo del 33% negli ultimi due mesi, segno che anche il Vecchio Continente non è immune alla correzione dell'IA. Il petrolio ha invece registrato un lieve arretramento, condizionato dalle speranze di una tregua che però restano fragili.
Per i mercati asiatici, la combinazione di tensioni geopolitiche e rotazione settoriale rappresenta uno scenario insidioso, data l'elevata esposizione della regione all'industria dei chip e all'export tecnologico. L'Europa, e in particolare l'Italia, osservano con cautela: un'escalation in Medio Oriente potrebbe ripercuotersi sui costi energetici e sulle catene di approvvigionamento, mentre la correzione dell'IA solleva interrogativi sulla tenuta di un comparto che ha trainato la crescita recente. Gli analisti di Bruxelles avvertono che la pausa dei negoziati di pace aggiunge un ulteriore elemento di rischio a un quadro già complesso. Con i mercati statunitensi che mostrano una certa capacità di assorbire gli scossoni, molto dipenderà ora dai prossimi dati macroeconomici, a partire dal rapporto sull'occupazione americana atteso nelle prossime ore, e dall'evoluzione del dialogo con l'Iran.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
I notiziari latinoamericani hanno messo in risalto il calo delle borse asiatiche e la presa di profitto nel comparto dell’intelligenza artificiale, mentre si aggravava lo stallo nei colloqui tra Stati Uniti e Iran. La stessa copertura ha però ricordato il forte balzo di Wall Street, con indici vicini a livelli che non si vedevano dal 1985, interpretato come un’opportunità di acquisto nonostante le deludenti previsioni di Broadcom.
La stampa economica russa ha riferito che Wall Street ha chiuso per lo più in rialzo, con il Dow Jones che ha toccato un nuovo record storico. L’aumento delle richieste settimanali di sussidio di disoccupazione ai massimi da febbraio ha segnalato un lieve raffreddamento del mercato del lavoro, senza intaccare il tono descrittivo del resoconto.
I media finanziari del Golfo hanno inquadrato le turbolenze di borsa come un doppio colpo: lo stallo diplomatico USA-Iran e il raffreddamento del rally dell’intelligenza artificiale. Dopo una seduta contrastata giovedì, in cui il Dow aveva toccato un record mentre i tecnologici arretravano, venerdì le vendite si sono estese; gli investitori sono diventati prudenti per il rifiuto del cessate il fuoco in Libano e per le minacce di un’escalation, mentre i colloqui diretti restavano in sospeso.
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