Ferrari Luce, la svolta elettrica divide ma incanta: polemiche e ordini record
La prima Ferrari a batteria scatena meme e critiche, ma i clienti prenotano fino al 2027. Un azzardo che ricorda il Cayenne e sfida i rivali cinesi.

L’evento di Roma ha segnato una frattura: la Ferrari Luce, prima elettrica del Cavallino, ha attirato il presidente Mattarella e il Papa, ma subito dopo è stata sommersa da un’ondata di sarcasmo online e da un crollo dell’8% del titolo. Eppure, come ha rivelato l’amministratore delegato Benedetto Vigna, gli ordini sono già al completo fino alla fine del 2027. Un paradosso che fotografa la tensione tra tradizione e futuro nel tempio di Maranello.
La Luce è una rottura radicale: cinque posti, quattro porte, una silhouette da grand tourer disegnata da Sir Jony Ive – il genio dell’iPhone – e un’architettura elettrica costruita su misura. Nulla a che vedere con le berlinette a motore centrale che hanno fatto la storia. Con un prezzo di 550.000 euro, la Luce non è solo un’auto: è un manifesto identitario che alcuni vedono come uno snaturamento, altri come l’inevitabile evoluzione del marchio.
La reazione ricorda da vicino quella del 2002, quando Porsche presentò il Cayenne, accolto come un sacrilegio per poi diventare il modello più venduto della casa. Come allora, anche oggi la rivoluzione è dettata da pressioni esterne: la concorrenza cinese nel settore delle EV di lusso ha spinto Ferrari ad anticipare i tempi. Pechino incalza con tecnologia e prezzi aggressivi, obbligando le icone europee a ripensarsi.
Non manca chi, come in Iran, guarda con nostalgia alle linee immortali della 550 Maranello, simbolo di un’epoca in cui il design era tutto. Ma la storia della Ferrari è costellata di audacie: dal turbo all’ibrido, dal passaggio al motore posteriore-centrale, ogni innovazione ha suscitato le ire dei puristi per poi essere assorbita nell’epica del marchio.
La sfida ora è capire se la Luce sarà un «fallimento geniale», come suggeriscono alcuni osservatori brasiliani, o un passo falso. I libri pieni d’ordini indicano una domanda forte, ma il vero banco di prova sarà la capacità di Ferrari di convertire i meme in desiderio, mantenendo quell’anima che, oggi come ieri, rende ogni Rossa un oggetto di culto.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Nonostante le feroci critiche online al design, il primo modello elettrico della Ferrari sta registrando un boom di ordini. Le commesse sono già coperte fino alla fine del 2027, segno che la clientela, vecchia e nuova, premia la svolta elettrica del marchio.
La Ferrari ha provato a sfidare i costruttori cinesi con la Luce, ma si è subito scontrata con una violentissima reazione negativa. Le azioni sono crollate dell'8% in un solo giorno, mentre meme e critiche hanno sommerso la berlina da 640.000 dollari.
Le reazioni negative alla Luce ricordano la tempesta scatenata dal Cayenne nel 2002, che si rivelò poi un successo planetario. Questo fracasso annunciato potrebbe essere il preludio a un trionfo commerciale, perché il lusso elettrico segue regole diverse dall'ortodossia degli appassionati.
La Luce non è solo la prima elettrica di Maranello: è una mutazione d'identità, con cinque posti e quattro porte, che divide fan e investitori. L'ombra di un passo falso storico aleggia sull'evento, mentre le polemiche sul design rischiano di oscurare la portata strategica della scommessa.
Questa notizia è apparsa su
7 testate · 5 lingue · finestra 24 ore