Europa alle prese con frontiere hi-tech: il caos del nuovo sistema biometrico e la via russa alla fluidità
L'Entry/Exit System europeo provoca code fino a sei ore, mentre la Russia sperimenta l'imbarco biometrico rapido sui voli Mosca–San Pietroburgo.

È bastato l’avvio del nuovo Entry/Exit System (EES), il sistema digitale di controllo biometrico alle frontiere esterne dell’Unione, per gettare nel caos gli scali di mezza Europa. Da oltre un mese, viaggiatori extra-UE – australiani, emiratini e altri – segnalano attese tra quattro e sei ore per i controlli, bagagli smarriti e coincidenze perse. Smartraveller, l’ente di consulenza governativo australiano, ha emesso un avviso specifico; una famiglia britannica è rimasta bloccata a Charles de Gaulle. I disagi colpiscono almeno 29 paesi, con situazioni critiche ad Amsterdam, Lisbona e Milano, dove la combinazione di rilevamento facciale e impronte digitali, pur pensata per accelerare le procedure, sta generando colli di bottiglia.
Mentre le frontiere europee arrancano, la Russia segue una traiettoria opposta. Dal primo giugno, i passeggeri dei voli Aeroflot tra Mosca e San Pietroburgo possono salire a bordo semplicemente sorridendo a una telecamera, senza mostrare documenti. Il servizio, attivo negli aeroporti di Šeremet’evo e Pulkovo in via sperimentale fino all’aprile 2027, copre check-in, consegna bagagli e controllo passaporti, ma resta volontario e richiede la previa registrazione nel Sistema biometrico unificato. Secondo il Ministero dei Trasporti russo, il tempo d’imbarco si riduce da quindici a sette minuti.
Sullo sfondo, Spagna e Italia alzano ulteriormente l’asticella dei controlli: da settimane viene negato l’ingresso o l’uscita dai due paesi a chi viaggia con passaporto scaduto o con validità residua inferiore ai nuovi standard internazionali. Molti turisti, ignari delle restrizioni, si vedono respingere al gate, mentre le compagnie aeree rafforzano le verifiche pre-imbarco per evitare sanzioni.
Due facce della stessa medaglia biometrica. Il sistema europeo, pensato per registrare ingressi e uscite dei cittadini extra-UE, sconta un’infrastruttura disomogenea, un database centrale ancora in rodaggio e la complessità di un’architettura multistatale. La via russa, al contrario, sfrutta un perimetro domestico, adesione volontaria e una macchina burocratica verticale. L’Europa dovrà metabolizzare la lezione: l’automazione senza investimenti adeguati rischia di moltiplicare i tempi invece di comprimerli. Nel frattempo i viaggiatori si muovono in un patchwork di regole che rende sempre più incerto il semplice atto del partire.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Le nuove regole digitali europee stanno trasformando gli scali in trappole: code fino a sei ore e voli persi. I viaggiatori australiani vengono messi in guardia dalle autorità, mentre il caos alle frontiere diventa la normalità.
Nessuna tregua negli aeroporti europei: i nuovi controlli biometrici continuano a generare code interminabili e coincidenze mancate. I viaggiatori dagli Emirati sono tra i più colpiti, con passeggeri lasciati a terra e frustrazione crescente.
Negli aeroporti russi la biometria è già realtà: a Sheremetyevo e Pulkovo i passeggeri dei voli Aeroflot tra Mosca e San Pietroburgo si imbarcano con un semplice sorriso, senza mostrare documenti. Il progetto, volontario e esteso fino al 2027, dimostra la maturità tecnologica del paese.
Spagna e Italia hanno inasprito i controlli sui passaporti, bloccando partenze e arrivi a chi ha documenti con validità insufficiente. Molti viaggiatori ignorano le nuove regole e rischiano di restare a terra, un duro colpo per chi viaggia per turismo o lavoro.
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