El Niño alle porte: l’ONU avverte, probabilità all’80% già quest’estate
Forte rischio di eventi estremi globali: siccità in Australia e Indonesia, piogge torrenziali in Sudamerica, uragani pacifici. L’appello a prepararsi per un possibile ‘super Niño’.

L’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) ha lanciato un allarme inequivocabile: c’è una probabilità dell’80% che un nuovo episodio di El Niño si sviluppi tra giugno e agosto, con una persistenza quasi certa fino almeno a novembre. Le temperature eccezionalmente alte delle acque del Pacifico tropicale stanno creando le condizioni per un fenomeno che, avverte il segretario generale dell’ONU António Guterres, “getterà benzina sul fuoco di un pianeta che si sta già riscaldando”, amplificando ondate di calore, siccità e precipitazioni estreme.
Le ripercussioni si annunciano su scala planetaria, ma con marcate differenze regionali. In America Latina, la Colombia ha già attivato piani di emergenza e campagne per il risparmio idrico ed energetico, mentre il Brasile si prepara a un “super El Niño” che potrebbe colpire duramente l’Amazzonia con siccità record e il Sud con alluvioni devastanti, come già accaduto nel 2024. Secondo gli esperti di San Paolo, lo stato omonimo vedrà un ritardo delle piogge e temperature elevate fino all’estate australe. In Asia, l’Indonesia e le Filippine sono minacciate da un drastico calo delle precipitazioni, con possibili crisi idriche e agricole; al contrario, il corno orientale dell’Africa e il Sahel potrebbero sperimentare piogge scarse, mentre l’Africa australe e l’Asia meridionale rischiano siccità.
Il fenomeno ridisegna anche la stagione degli uragani. Nel bacino atlantico, l’effetto inibitorio di El Niño dovrebbe portare a una stagione al di sotto della media, ma ciò non elimina il pericolo: come ricordano i meteorologi statunitensi, basta un solo uragano per causare una catastrofe. Il Pacifico, al contrario, vedrà un’attività ciclonica accentuata, con possibili ripercussioni sulle coste messicane e centroamericane, dove i governi hanno già disposto piani di evacuazione e prevenzione.
In Australia, gli esperti del Climate Council sottolineano che gli effetti di El Niño sono esacerbati dal riscaldamento globale: gli anni “freddi” di oggi sono più caldi degli anni “caldi” del secolo scorso. Questo significa un aumento dei rischi di incendi boschivi, ondate di calore estremo e ritardi nei raccolti. Anche l’Europa non sarà immune: le proiezioni dell’OMM indicano che, da giugno ad agosto, quasi tutte le terre emerse registreranno temperature superiori alla norma, alimentando la preoccupazione per nuovi record di caldo dopo le ondate che hanno già flagellato il continente.
“Prepariamoci a un El Niño potenzialmente forte”, ha dichiarato Celeste Saulo, segretaria generale dell’OMM, esortando i governi a investire in sistemi di allerta precoce. La comunità scientifica concorda: sebbene ogni episodio abbia una propria firma, la tendenza è chiara — un mondo più caldo rende questi fenomeni naturali più violenti e meno prevedibili, obbligandoci a ripensare la resilienza delle nostre società.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
L'imminente ritorno di El Niño, con una probabilità dell'80%, viene dipinto come una minaccia climatica urgente che getta benzina su un pianeta già in surriscaldamento. Le autorità sono chiamate a prepararsi per ondate di caldo devastanti, siccità e piogge torrenziali, e l'avvertimento dell'ONU suona come un appello alla prontezza globale. L'episodio è considerato un ulteriore acceleratore dell'emergenza climatica in corso.
Il mondo atlantico osserva l'avvicinarsi di El Niño con un sorprendente misto di sollievo e apprensione. Mentre gli Stati Uniti prevedono una stagione degli uragani più tranquilla grazie all'effetto inibitorio del fenomeno, l'Australia si prepara a rischi di incendi e siccità aggravati, evidenziando come lo stesso cambiamento climatico porti benefici e pericoli. Questa doppia lettura pragmatica smorza un allarme globale uniforme, rivelando un mosaico di impatti più sfumato.
In America Latina, l'alta probabilità di un El Niño forte scatena un'ondata di preparazione locale. La Colombia lancia campagne nazionali che invitano i cittadini a risparmiare acqua ed energia, mentre gli esperti brasiliani descrivono le ondate di caldo previste e il ritardo delle piogge a San Paolo. L'attenzione non è tanto su una catastrofe globale lontana, quanto su misure concrete e immediate di adattamento per le comunità vulnerabili.
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